Capitolo 90.

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Scendo dal pullman e sento i brividi percorrermi vedendo Elia ed Aria  all'ingresso del cortile, stanno litigando pesantemente e non posso fare a meno di sentirmi in colpa.

Ho provato a contattare Aria per tutta la sera, ieri, ma non mi ha risposta una sola volta. È furiosa con me, ma come biasimarla? Non posso di certo condannarla, la colpa non è sua, anche io al suo posto reagirei così, ne sono certa.

Aria urla contro di Elia, ancora, per poi stampargli le sue cinque dita della mano destra, con rabbia e risentimento. Trasalisco davanti a questa scena e, prendendo un bel respiro, mi avvicino a loro.

Li saluto piano e si girano di scatto verso di me. Elia mi guarda con disperazione, mentre Aria mi lancia un'occhiata schifata, quasi quanto quelle che mi ha riservato ieri Luca.

- Possiamo parlare?- chiedo piano, alla mia migliore amica, mentre lei scoppia in una risata senza umorismo.

- Cosa vuoi dirmi? Quanto sei stronza? Quanto vi siete divertiti alle mie spalle?- urla, con le lacrime che le scorrono lungo il volto, dandomi una spinta, facendomi sbattere addosso ad Elia.

Lui mi lascia una carezza sulla schiena come per darmi coraggio, mentre lei continua a guardarmi come se fossi la persona più spregevole del mondo. - Mi dispiace Aria, non l'abbiamo fatto per male...-

- No? E allora perché l'avete tenuto nascosto? Ma che stronzate racconti? Dio, ti ho sempre trattato come una sorella. Ti ho sostenuta sempre, ti ho rispettata in ogni occasione, ti ho ospitata in casa mia, per anni, la mia famiglia ti ha trattata come una di casa. Ti rendi conto della bastardata che mi hai fatto?- mi sta sputando contro tutto l'odio che prova per me, attirando così l'attenzione di un gruppo di gente che si raduna intorno a noi.

- Aria... per favore, noi ti vogliamo bene. Lo sai quanto conti per me!- non so cosa dire per rimediare, non so nemmeno se ci sia un modo per rimediare a quello che abbiamo fatto. Ogni parola che dico sembra inutile, non sto risolvendo nulla.

- Non è vero. Voi non sapete né volere bene né rispettare le persone che stanno intorno a voi. Ora potete anche mettervi insieme alla luce del sole, perché per me non esistete più.- fa per andarsene, ma io la tengo per il polso.

I suoi occhi blu si incrociano con i miei e vedo riflessi tutti i sentimenti più brutti di questo mondo. Tristezza, disperazione, delusione, rabbia.

Come ho potuto fare questo alla mia migliore amica? Lei non mi ha mai abbandonata, nemmeno quando sono andata a fondo, mai.

- Ti prego, non posso perderti, Aria. Come posso andare avanti senza di te? Ho già perso Luca, non posso perdere anche te!-

Lei si libera dalla mia presa e scuote la testa debolmente, senza mai smettere di piangere. So quanto tiene a me e so che questa scelta di dirmi addio come amica dev'essere destabilizzante e difficile. - Dovevi pensarci prima, ora non conta più nulla. Non posso dimenticare, non così, non ora.-

Ci lancia un'ultima occhiata e va via, facendosi largo tra la folla che si è radunata intorno a noi, mentre io trattengo le lacrime.

Elia urla alle persone, che continuano a guardarci e a commentare tra loro, di andare via, così si allontanano piano, lasciandoci finalmente soli. Perché la gente non si fa i fatti propri? Sono sempre pronti a commentare ogni cosa.

Tiro su con il naso e mi giro verso il mio migliore amico, per la prima volta da quando sono arrivata. Vedo il suo viso stanco, le grandi occhiaie sotto gli occhi e il labbro superiore gonfio. Sussulto vedendolo e capisco subito cosa dev'essere. - Elia... è stato Luca?-

Lui annuisce appena e io gli accarezzo il viso, delicatamente, mentre lui mi stringe a sé. - Mi dispiace Ellie, è tutta colpa mia, non avrei mai voluto che succedesse tutto questo. Ti ho fatto litigare con loro e, in più, anche io li ho persi. Non potrò mai perdonarmi, ho rovinato la vita a tutti...-

Sussulto sentendo le sue parole e sciolgo l'abbraccio, per guardarlo negli occhi. Non posso permettere che si prenda lui le colpe di tutto, non è quello di cui ha bisogno ora. - Elia, abbiamo sbagliato entrambi, ok? Non fare così, ti prego.-

Lui sospira pesantemente e mi asciuga una lacrima che mi era sfuggita, per poi stamparmi un bacio sulla testa.

- Ellie, sistemeremo tutto. Ora sono arrabbiati, ma capiranno...- annuisco sorridendo debolmente, nonostante dentro me sia convinta che le cose non torneranno mai come prima.

Forse sono solo pessimista, ma dentro me non riesco a pensare altro che questo. Vorrei tornare indietro ed evitare quel bacio, ma ora non ha senso pensarci, non si può cambiare il passato.

Saluto il mio migliore amico ed entro in aula, appena la campanella suona, annunciando così l'inizio delle lezioni.

Alzo gli occhi al cielo sentendo i commenti delle mie compagne appena mi vedono. Potrebbero benissimo tenersi le loro opinioni, non mi va di essere giudicata da persone che non sanno praticamente nulla di me, che non sanno come sono andate le cose e che non sanno i sentimenti che io provo. Ma poi, loro sono davvero in grado di mettere alla gogna me? Non credo che siano Sante e che loro non abbiano mai sbagliato.

Solo Aria e Luca possono permettersi di commentare l'accaduto, gli altri non ne hanno nessun diritto.

Sospiro e cerco di ignorarle, raggiungendo il mio posto, ma quando alzo lo sguardo mi rendo conto è occupato da Salvatore.

- Cosa è questa storia?- chiedo, cercando di stare calma - Perché sei seduto con Aria?-

- Perché lei non ti vuole accanto, puoi sederti al mio posto.- indica il banco davanti, quello che l'anno scorso apparteneva a Luca, con tranquillità. Già, anche lui ce l'ha con me...

Io scuoto la testa e poso il mio sguardo sulla mia migliore amica, nonostante lei stia guardando fuori dalla finestra e non mi stia minimamente prestando attenzione. - Aria, ti prego... Non fare così, sto malissimo!-

Lei stringe la matita che ha tra le mani, ma continua a fissare fuori, senza considerarmi minimamente.

Sento gli occhi inumudirsi e faccio per parlarle ancora, ma mi zittisco quando la Palena fa il suo ingresso in classe e mi invita, molto gentilmente, a prendere posto.

Io sospiro e mi siedo nell'ex posto di Salvatore, consapevole di avere tutti gli occhi puntati addosso. Occhi curiosi e/o occhi accusatori.

Socchiudo gli occhi e cerco di non pensarci, nonostante non sia per nulla semplice.

Non mi sono mai sentita così sola e in colpa.

Vorrei premere il tasto reset e riniziare tutto daccapo.

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