Capitolo 24.

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Giocherello con la tazza di cioccolata fumante e poi l'appoggio sul tavolo, appena sento il campanello suonare.

Sussulto impercettibilmente e alzo lo sguardo sulla parete davanti a me, per vedere che ore sono, nell'orologio appeso al muro.

Sgrano gli occhi vedendo che sono già le 22, Aria è andata via da un bel po', e io non sto aspettando nessuno.

La mia migliore amica ha deciso di restare con me dopo che siamo andate via dal parchetto incriminato, perché non voleva lasciarmi sola, visto che mamma è a lavoro.

Ero molto giù dopo aver scoperto quello che Luca fa, dopo aver visto che mi ha mentito. Mi sono sentita stupida, per essermi fidata di lui, per  avergli dato così tanto potere.

Invece ora, mi sento solo vuota. Non so cosa pensare. È come se non stessi provando nessun sentimento, non capisco a cosa sia dovuta questa strana apatia.

Vado ad aprire la porta e spalanco la bocca meravigliata, trovandomi Luca davanti.

Indossa gli stessi vestiti di prima, ma ora sono sporchi di terra e fango. Aggancio il suo sguardo e vedo che i suoi occhi sono rossi e stanno luccicando.

- Dobbiamo parlare- entra dentro casa, dandomi una spallata per farmi scansare, senza che io lo inviti.

Mi chiudo la porta alle spalle e gli presto la mia completa attenzione. Lui si guarda intorno per alcuni secondi, poi mi rivolge il suo sguardo.

- Dimmi perché mi hai seguito!- agita le mani con fare nervoso - Dimmi come ti sei permessa-.

- E tu dimmi perché sei così sporco- so che è successo qualcosa, ne sono certa - non erano in queste condizioni i tuoi abiti prima-.

- Ellie, mi stai facendo innervosire in una maniera unica.- alza la voce - Smettila di fare la spiritosa. Non c'è nulla da dire, ma ti rendi conto di quello che hai fatto? Oppure pensi che sia un gioco?-.

- Volevo vedere che facevi, non è bello quando sparisci da me e non so dove sei- urlo di rimando, in questo momento sento i sentimenti tornare a galla- ma tu non ti sforzi minimamente di capire-.

- Ma capire cosa?- si passa le mani sui capelli, in maniera frustrata - Tu sei una bambina. Una stupida bambina immatura. Hai il dubbio che spaccio e mi segui? Ma Dio, non so cosa tu abbia pensato quando hai deciso di farlo, ma era sicuramente una stronzata grande quanto il mondo-.

- Io sono una stupida bambina?- mi si spezza il fiato ripetendo le sue parole -  Io sono solo preoccupata per te. Sei uno stronzo. Perché perdo tempo con te?! Se tu pensi solo che io sia un'immatura perché sei qui?-.

Sospira profondamente e si appoggia al muro con la schiena, per poi passarsi le mani sul viso.

Non riesco a credere che mi tratti così quando in realtà è lui quello in torto. Io non l'avrei mai, e poi mai, giudicato per quello che fa, ma in quanto sua ragazza credo di aver il diritto di sapere i suoi problemi.

Gli sarei stata vicina in modo diverso, se avessi saputo che era stato picchiato per qualcosa riguardante una cosa così grave... Invece mi ha tagliata fuori, mentendomi.

Cosa avrei dovuto fare? Fingere che non fosse nulla?! Non sono quel tipo di persona.

- È meglio che ci lasciamo- i suoi occhi cercano i miei - non posso stare con te, con te che non stai al tuo posto. Con te che non capisci che è pericoloso e ti intrometti nelle mie questioni di merda. Non possiamo stare insieme-.

- Tu non mi puoi lasciare- mi agito immediatamente - tu hai bisogno di me, come io ho bisogno di te.-.

Può sembrare strano, l'abbiamo detto entrambi, essere così uniti dopo così poco tempo, ma è così. Non possiamo tornare indietro, almeno per quel che mi riguarda.

Mi avvicino a lui e appoggio le mani sul suo petto, mentre lui abbassa il viso verso il mio.

Le nostre labbra si sfiorano appena, basterebbe che andassi avanti di pochi centimetri per dar vita ad un bacio.

-Non allontanarmi- sussurro, cercando di calmare la situazione - non è quello di cui abbiamo bisogno. Voglio aiutarti...-.

Mi alzo leggermente sulle punte e anniento la distanza appoggiando le mie labbra sulle sue.

Lo sento sussultare leggermente, ma ricambia immediatamente il mio bacio.

Le sue mani finiscono sulla mia schiena, accarezzandomi dolcemente.

Mi attira più a sé e io sorrido, mentre il mio stomaco si contorce in una morsa piacevole.

In questo momento non penso al casino che è scoppiato tra noi. Cerco solo di fargli capire che sono qua, che non andrò via sapendo la verità, che io tengo a quello che stiamo costruendo.

Ci allontaniamo quando il fiato ci viene a mancare, ma lo tengo stretto, per paura che vada via.

Insomma, in fin dei conti mi ha detto che la nostra storia è giunta al capolinea. Come potrei non aver paura che scappi?

- Non puoi stare con me- biascica - sono pericoloso... Non vorrei ma ti succedesse qualcosa! Quando ti ho vista al parchetto mi sono sentito morire alla sola idea che qualcuno ti torcesse anche un solo capello. Devi ringraziare che nessuno ci ha visti parlare... Poteva finire molto male.-.

Deglutisco davanti al suo discorso. Mi fa piacere sapere che lui si preoccupi così per me, in fin dei conti questo fa capire quanto ci tiene.

- Luca...- accarezzo delicatamente il suo viso - ok, ho capito il tuo discorso, ma anche io mi sono sentita morire vedendoti stare male, insanguinato e perso. Mi sono sentita morire quando Giulio mi ha detto che spacci, con divertimento. Io ti ho difeso, non sapendo la realtà, ma non fraintendermi io ti avrei difeso comunque. Il problema è che quando ti ho visto spacciare, prima, mi sono sentita una vera deficiente...-.

Lascio la frase sospesa a metà e lui sorride amaramente, mentre le sue dita accarezzano dolcemente il profilo del mio viso.

- Va bene, dovevo parlartene quando era il momento- scrolla le spalle debolmente - ma non è facile. Per nulla-.

- Lo capisco- gli lascio un bacio sulla guancia, più precisamente nell'angolo della bocca - aspetterò il momento giusto... Ma tu non nascondermi più nulla. Non voglio perderti-.

Mi attira tra le sue braccia e mi lascia un bacio tra i capelli, facendomi venire i brividi.

- Non mi perderai- sussurra al mio orecchio - non mi perderai-.

E dentro me spero che le sue parole siano vere e durature, nulla di più.

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