Luca non risponde alle mie telefonate e io non so dove potrei andare a cercarlo. Non so in quale caserma sia, non so cosa gli sia successo, quali conseguenze ha avuto.
Lavo il bicchiere che ho appena usato e sento il campanello suonare, così faccio cadere il bicchiere nel lavandino, provocando un tonfo sordo.
Mi dirigo velocemente all'ingresso e sussulto vedendo il mio ragazzo apparirmi davanti.
- Sono qua- mi attira a sé, vedendo che sono scoppiata a piangere - sono qui, sta calma-.
- Amore- lo stringo a mia volta, portando le mie braccia attorno al suo collo - oddio-.
Mi lascia un bacio sui capelli e scioglie l'abbraccio, per poi portarmi dentro casa prendendomi per mano.
- Com'è andata?- lo faccio accomodare sul divano e poi mi siedo accanto a lui.
Il moro si passa la mano sinistra tra i capelli, mentre si guarda intorno, con aria spaesata. Si vede lontano un miglio che è moralmente a pezzi per quello che gli è successo.
- Diciamo bene- i suoi occhi agganciano i miei - ho ricavato una denuncia a piede libero...-.
Sorride debolmente, cercando di tranquillizzarmi, ma lo conosco abbastanza per capire che sta solo fingendo. Quando sorride sinceramente gli brillano gli occhi, cosa che non stanno facendo ora.
- Mi dispiace- alcune lacrime cadono dai miei occhi, finendo la loro corsa sulle mie labbra - non lo meriti... Non meriti male, io so quanto vali-.
Appoggia il suo pollice sul mio viso e mi accarezza dolcemente, asciugandomi le lacrime.
- Va bene così- mi sposta un ciuffo di capelli dietro l'orecchio - sarebbe potuta andare peggio! Sono felice così, perché ho te, sei la mia forza, non mi importa di altro.-.
Mi fa l'occhiolino e annienta la distanza, appoggiando le sue labbra sulle mie, senza darmi il tempo di ribattere.
Le sue mani accarezzano dolcemente i miei fianchi, e mi fa alzare dal divano per farmi sedere sulle sue gambe.
In questo momento cerco di trasmettergli tranquillità, voglio che si rilassi, che archivi questa giornata in un cassetto nascosto nel suo cervello, seppure non sarà semplice.
Sposta le sue labbra sul mio collo e mi lascia qualche bacio, ma si allontana di botto sentendo il suo cellulare squillare.
Quel maledetto oggetto suona ogni Santa volta, portando sempre cattive notizie.
Luca scuote la testa debolmente e afferra il telefono, che era stato precedentemente appoggiato sul tavolino accanto al divano dal suo proprietario.
- Merda!- si alza di scatto dal divano, agitato - Devo andare, Ellie-.
- È il tuo capo, vero?- chiedo stizzita, è appena arrivato e già devo salutarlo. Non voglio farlo, sopratutto sapendo dove si sta recando.
- Sì- mi stampa un bacio sulla testa - ci vediamo dopo-.
Lo tengo stretto per la maglia e scuoto la testa in segno di negazione. Non voglio che vada, ho un brutto presentimento, forse perché è stato lontano da me tutto il giorno, forse per quello che gli è successo.
- Che hai, piccola?- mi accarezza il viso con le dita, in modo delicato.
- Ho paura- confesso senza mezzi termini - non andare...-.
- Non posso- spiega debolmente - sopratutto dopo oggi! Ti giuro che tornerò a casa sano e salvo, credimi! Te l'ho già promesso una volta e mi sembra di avere rispettato la promessa-.
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Fuoriclasse|| Capo Plaza
FanfictionEllie è una ragazza a cui la vita non ha mai regalato nulla, a scuola passa inosservata e questo le va più che bene. Ora si trova bene nella sua classe, soprattutto grazie alla sua migliore amica, che per lei è come una sorella. Le cose cambieranno...
