Capitolo 73.

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È passata una settimana dall'ultima volta che Luca si è presentato in classe, e una settimana e mezzo da quando abbiamo discusso.

Inutile dire che l'ultima volta che ci siamo visti non mi ha praticamente considerata e non ha risposto a nessuno dei messaggi in cui gli chiedevo di parlare.

Ormai sono sicura ci sia qualcosa sotto e che abbia preso al balzo il nostro litigio per allontarsi da me.

Sospiro debolmente mentre scarabocchio su un foglio immacolato, ascoltando la lezione di economia politica, ma senza intervenire, non sono dell'umore giusto per partecipare. Direi che non sono in me da tempo ormai.

Alzo la testa dal foglio e sollevo la mano per chiedere il permesso per andare in bagno, interrompendo la discussione che i miei compagni stanno affrontando sulla condizione politica attuale dell'Italia.

L'insegnante mi dà il permesso di uscire e io, senza farmelo ripetere due volte, abbandono l'aula.

Chiudo la porta alle mie spalle e le voci dei miei compagni diventano ovvatate, dando così un po' di sollievo alle mie orecchie e alla mia mente.

Esco velocemente, stando attenta a non farmi vedere dalla bidella, e mi siedo nel solito posto, che oggi è riscaldato da un timido sole.

Mi accendo una canna e lascio che l'odore e il sapore dolciastro mi inebrino. Devo proprio chiedere ad Elia dove ha comprato l'erba, stavolta è davvero deliziosa. Ha un sapore di frutta e qualcosa di floreale, mi regala un effetto rilassante in pochissimo tempo.

Mentre penso queste cose scoppio a ridere, ripensando a quando, fino a poco tempo fa, odiavo l'erba.

- Ormai esci senza di me a fumare!- la voce di Elia mi riporta alla realtà, facendomi sorridere - Che bel riconoscimento, ti procuro la marijuana e manco me ne offri.-

- Scusami piccolo Dref, ma pensavo di offrirtene dopo la lezione, a casa mia!- ridacchio - Serie tv, erba e pizza, che dici?-.

Lui annuisce entusiasta, come se fosse un bambino, ma poi torna serio e scuote la testa in segno di negazione. - Stasera non posso, vado a conoscere i genitori di Aria, mi ero dimenticato!-

- Oh...- annuisco comprensiva e faccio un tiro - Comunque dovresti smettere con l'erba, ti sta mandando il cervello in pappa, come puoi dimenticarti una cosa così importante?.- lo derido io, cercando di far tornare il suo dolce sorriso.

- Ma come ti permetti? Sono io che ti ho insegnato tutto riguardo l'erba e ora mi rinneghi? Usato e poi abbandonato.- finge di asciugarsi una lacrima inesistente e poi mi ruba la canna dalla mano, facendomi nascere un'espressione contrariata sul volto.

- Ehi, rendimela.- mi lamento, dandogli dei piccoli pugni sul braccio, mentre lui ride e fa un tiro tranquillamente, ovviamente i miei colpi non gli stanno dando alcun fastidio.

- Sei un'ingrata, Ellie- mi fa la lingua e mi butta il fumo in faccia, scoppiando a ridere, per poi fare un altro tiro.

Un macigno mi schiaccia il petto appena un ricordo torna a farmi visita: una delle prime volte che Luca fumò davanti a me e mi buttò il fumo in faccia, divertito dalla mia espressione schifata.

Mi stavo già innamorando di lui allora, credo di essermene innamorata quasi subito. Quando mi difese con la professoressa e quando per farsi perdonare mi comprò i cioccolatini. Un gesto tanto semplice quanto carino.

- Che hai, piccola?- Elia mi accarezza dolcemente il braccio, per poi incastrare il suo sguardo con il mio.

- Mi manca...- confesso, a mezza voce, senza mezzi termini. Perché nasconderglielo? Tanto so che ha capito già tutto da tempo.

- Ieri l'ho sentito, Ellie.- mi informa, dolcemente, come se non sapesse se è giusto mettermi al corrente di ciò.

- Che ti ha detto?- chiedo cauta, non sono poi così tanto sicura di volerlo sapere.

- Non mi ha parlato di niente in particolare... ci siamo scambiati pochissime battute!- fa spalluce, sorridendomi debolmente.

Tiro su con il naso, cercando di non scoppiare a piangere. Mi manca, terribilmente, ma è lui che ha scelto di allontanarsi, di sparire, senza motivi e/o ragioni. È lui che non mi ha più risposto nemmeno a uno stupido messaggio.

Non so nemmeno se devo considerare ancora aperta la nostra relazione. Non so nulla, e tutto questo è terribilmente frustrate.

- Ti ha parlato di me?- chiedo, come se non ci fosse già abbastanza materiale per cui soffrire. Ovviamente devo sapere altro... sono proprio masochista.

- No in realtà. Gli ho nominato te, gli ho chiesto che intenzioni avesse, gli ho spiegato che stai male e lui ha chiuso la chiamata, dicendo che aveva da fare una cosa urgentissima e che mi avrebbe richiamato poi.- la mano del mio migliore amico si stringe dolcemente alla mia, cercando di darmi quel coraggio che ormai mi manca, che ormai sta sparendo.

- Sono stupida se ti dico che non so nemmeno se devo considerarmi ancora impegnata con lui?- lo guardo dritto negli occhi, con sguardo smarrito.

- Non sei stupida, chiunque, al tuo posto, non saprebbe cosa pensare. In fin dei conti, lui è sparito senza dirti mezza parola, come può uno capire se la storia è giunta al termine?!- cerca di farmi ragionare - Non sei tu il problema, è lui che sta sbagliando. Non capisco perché si comporti così, non è da lui- vorrei saperlo anche io, Elia... vorrei sapere tante cose. Ho tante domande, dentro me, a cui non riesco a dare nemmeno una risposta.

Il ragazzo dai capelli buffi mi rivolge un sorriso dolce e fa per ripassarmi la canna, ma io rifiuto e mi alzo in piedi, pronta per congedarmi. - Devo assolutamente tornare in classe, o la prof mi mette una nota di sicuro! Finisci di fumarla tu.-.

Lui annuisce comprensivo e io gli lancio un bacio sulla guancia, prima di tornare dentro, velocemente.

Sono stata fuori già per troppo tempo. Se non doso bene i minuti rischio che le professoresse non mi diano più il permesso di uscire, e io non posso permetterlo, ho bisogno di un po' di svago per sfuggire dalla routine e dal chiasso della classe.

Mi accomodo al mio posto e Aria mi stringe forte la mano, attirando la mia attenzione. - Ellie, tesoro, tutto ok?-

- Sì, Aria, sono solo un po' stanca!- la canna mi aveva rilassata, ma il pensiero di Luca e i ricordi correlati a lui mi hanno fatto venire una specie di malinconia mista a rabbia.

- Ellie, sei la mia migliore amica, sai che puoi parlarmi di tutto, vero?- annuisco davanti alla sua domanda e sorrido debolmente. Ormai mi sono quasi dimenticata del bacio tra me ed Elia, perciò, ormai, ho smesso di essere distante da Aria per colpa del rimorso. Non posso dare peso a quello che è successo se poi vedo i miei migliori amici stra innamorati, i loro sguardo brillano ogni volta che si guardano.

Appoggio la testa sulla sua spalla e lei sospira debolmente, per poi accarezzarmi dolcemente i capelli, mentre la prof e i miei compagni continuano a discutere sulla lezione, in modo molto animato.

Sbuffo senza fare particolare rumore e poso il mio sguardo sul banco di davanti, che è occupato solo da Salvatore, ricordando il giorno in cui Luca ci si è seduto per la prima volta.

Impossibile credere a tutto quello che è successo da allora, in così poco tempo.

Impossibile che stia soffrendo così tanto... l'avevo previsto appena i miei occhi avevano scontrato i suoi color nocciola.

Luca, con quell'aria da bello e dannato, mi sta portando a fondo.

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