Elia parcheggia davanti a dei vecchi palazzi, in periferia, e il mio cuore ha un sussulto.
- Abita là!- indica un palazzo grigio scuro - Abita al terzo piano, troverai il nome sul campanello fuori dal portoncino. Il portone per entrare al palazzo è mezzo rotto, basta una spinta per aprirlo-.
- Ho paura- ammetto, guardandomi in giro - paura che qualcosa vada male...-.
Sono terrorizzata dall'idea che, con la litigata che abbiamo affrontato, sia realmente finito tutto.
- Ehi, non devi avere paura- mi prende le mani tra le sue - ti ripeto che Luca tiene a te, vedo un sorriso unico farsi spazio nel suo viso ogni volta che parla di te. E poi non parla mai delle ragazze che frequenta, con te lo fa, e questa è una cosa importante-.
Prendo un bel respiro profondo e annuisco, assimilando le sue parole.
- Hai ragione, Elia- gli sorrido sincera - grazie, sia per il passaggio che per il sostegno-.
Lui mi fa l'occhiolino, molla le mie mani, ci scambiamo i numeri di telefono, con la promessa che lo chiamerò se avrò bisogno, e lo ringrazio ancora una volta, per poi scendere dalla macchina.
Guardo prima a destra e poi a sinistra, prima di attraversare la strada e avanzare verso il palazzo di Luca.
Man mano che sono più vicina a lui sento che l'ipotesi che lui ce l'abbia ancora con me mi sembra la cosa meno grave, in confronto al fatto che potrebbe non essere a casa sano e salvo.
Spingo il grande portone di legno con un po' di forza e, scricchiolando, si apre.
Mi guardo un po' intorno, mentre un forte odore di varechina mi invade le narici, segno che hanno pulito da non molto.
Salgo le scale a passo svelto, non stando più nella pelle dal sapere notizie sulle sue condizioni.
Arrivo al terzo piano e tre appartamenti appaiono davanti ai miei occhi, uno a destra, uno al centro e uno a sinistra.
Leggo i nomi sul primo campanello e passo oltre vedendo dei cognomi a me sconosciuti. Vado velocemente al secondo e il mio cuore accelera leggendo il suo cognome e un altro, che suppongo essere della mamma.
Rimango immobile per alcuni secondi, poi suono il campanello, consapevole che, probabilmente, c'è solo una porta a dividerci.
Sento dei passi provenire dall'interno e poi la porta si apre davanti ai miei occhi.
- Ellie?!- Luca mi guarda con sorpresa - Che ci fai qua? Come sai dove abito?-.
Le lacrime mi inonandano gli occhi vedendolo. Sta bene. Luca sta bene.
Mi butto tra le sue braccia e le lacrime vengono giù da sole. Lacrime che segnano la fine dell'ansia avuta finora, lacrime di felicità per sapere che lui sta bene.
- Sei uno stupido- lo stringo più a me, come se avessi paura che possa sparire - sono stata in pensiero. Pensavo che ti fosse accaduto qualcosa di brutto. Non me lo sarei mai perdonata, ti ho trattato di merda.-.
Lui resta inizialmente interdetto dalla mia stretta, ma poi porta le sue braccia sui miei fianchi e mi abbraccia forte.
- Sto bene- cerca di tranquillizzarmi - sono qua. Calma, piccola-.
- Non voglio che ci lasciamo- aggancio i suoi occhi - non posso sopportarlo. Non volevo che succedesse davvero, volevo solo che ti confidassi con me-.
- È ok- la sua mano accarezza dolcemente il mio viso - anche io ho sbagliato a risponderti così, ma ora è ok. Non voglio rompere con te nemmeno io-.
- Ti ho cercato, perché non mi hai risposto?- chiedo dolcemente - Ero stra preoccupata-.
-Ho perso il telefono- sembra stia mentendo, ma non indago oltre.
Ci siamo appena ritrovati, non ho proprio voglia di litigarci di nuovo.
Annuisco solamente e poi mi alzo sulle punte, appoggiando le mie labbra sulle sue. Lui attira il mio corpo più vicino al suo e poi appoggia le sue mani sulla mia schiena.
- Sei stupenda- mi accarezza i fianchi con delicatezza - mi spiace, per tutto, se non sono abbastanza per te, per tutto-.
Mi bacia ripetutamente le labbra, con dolcezza, mandando il mio cervello in estasi.
Se non mi stesse tenendo così stretta cadrei a terra, visto che ho le gambe come gelatina.
- Smettila. Tu sei fantastico- gli lascio un bacio delicato tra le labbra - non metterlo mai in dubbio-.
- Avresti bisogno di un ragazzo che sappia trattarti come meriti, non di uno che ti fa preoccupare a morte per le stronzate che fa.- rilascia un sospiro e mi stringe più forte - Ma anche il solo immaginarti con un altro mi ammazza. Stiamo insieme da poco, è vero, ma vorrei che tu fossi tutta mia. Ogni centimetro che esiste di te deve essere tutto mio-.
Mi porto un ciuffo di capelli dietro l'orecchio, in modo meccanico, e sorrido davanti alle sue parole, trovandomi pienamente d'accordo.
- Sono tua- sussurro - non importa quanto tempo ci conosciamo, voglio essere solo tua. Voglio che tutti quelli che ci vedono insieme capiscano quanto siamo affiattati e che ci vogliamo. Che per me non esisti che tu-.
- Stiamo insieme da una settimana e mezzo- ride - a volte mi pare di star correndo troppo, a volte mi pare essere tutto così naturale che non mi importa del resto.-.
- Forse siamo anticonvenzionali- ridacchio anche io - ma stare con te mi fa sentire viva, mi fai stare bene.-.
Vedo un sorriso sincero, che coinvolge pure i suoi occhi, incresparsi sulle sue labbra.
Quelle labbra che sono diventate come droga per me, in così poco tempo.
- Come sei arrivata qua?- mi fa entrare dentro l'appartamento e io inizio a guardarmi intorno. È un posto molto semplice e umile, ma allo stesso tempo intimo e confortevole. Sorrido vedendo delle sue foto da piccolo.
- Elia mi ha accompagnata- confesso - spero non ti dia fastidio-.
- No, Elia è come un mio fratello. È una delle poche persone di cui mi fido ciecamente. Non mi ferirebbe mai, ci scommetterei.- mi prende per mano e mi lascia un bacio sulla guancia - E comunque puoi smetterla di guardarti intorno, siamo soli, non sbucherà nessun parente improvvisamente-.
- Mi imbarazzerei a conoscere la tua famiglia- ammetto con una risatina tesa - troppo presto-.
- Ehi, io tua mamma l'ho conosciuta pero- mi ricorda con finta disapprovazione - e poi noi siamo anticonvenzionale, no?-.
- Se conoscenza si può chiamare quella.- lo prendo in giro dolcemente, ricordando la notte che è venuto a casa mia ferito - Dovrai affrontarla seriamente, prima o poi. Ti sottoporrà a un esame accurato per paura che io soffra e tu lo superarei con eccellenza, perché sei perfetto-.
Lui non mi risponde, ma annienta la distanza baciandomi. Ricambio immediatamente e mi lascio andare in un sorriso.
Sono felice, è andata meglio di quanto credevo e sperassi.
Con lui mi sento viva come non mi era mai successo prima d'ora.
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Fuoriclasse|| Capo Plaza
FanfictionEllie è una ragazza a cui la vita non ha mai regalato nulla, a scuola passa inosservata e questo le va più che bene. Ora si trova bene nella sua classe, soprattutto grazie alla sua migliore amica, che per lei è come una sorella. Le cose cambieranno...
