Capitolo 43.

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Vorrei avere un altro carattere alcune volte, vorrei essere meno sentimentale, affezionarmi meno alle persone, invece basta un piccolo gesto dolce per conquistarmi e uno altrettanto piccolo per spezzarmi il cuore.

Sono fatta così, sono molto trasparente e non ci posso fare nulla. Se ti amo lo capisci, se ti odio idem. Non riesco a nascondere i miei sentimenti.

E anche ora, che Luca mi ha lasciata, da ormai una settimana, non riesco a nascondere l'amarezza, la tristezza e la rabbia. La rabbia sovrasta le altre emozioni, ne sono certa. Sono furiosa con lui perché non mi ha creduta, furiosa perché è sparito dalla circolazione. Non risponde al cellulare, ha smesso di frequentare la scuola e a casa sua mi dicono sempre che non c'è.

Anche Elia non ha idea di dove si sia cacciato, ma sono quasi sicura che Luca sia sparito per evitare di incontrare me, anche se non ne capisco il motivo.

- Piccola, ci sei?- smetto di pensare sentendo Elia scuotermi, così mi giro di scatto verso di lui, che stava chiacchierando con Aria.

- Sì, ci sono, stavo solo pensando al compito di lunedì, non ho studiato nulla.- mento spudoratamente, non avendo voglia di affrontare l'argomento Luca, ora, ancora.

Lui annuisce distrattamente, ma capisco che non se l'è bevuta, per poi passarmi la canna, che afferro con piacere. Ormai fumo come se fosse abitudine e devo ammettere che mi aiuta un sacco.

- Allora, oggi è sabato, che facciamo?- chiede Aria euforica, alzandosi dalla panchina e mettendosi in piedi davanti a me ed Elia.

Io scrollo le spalle con indifferenza, mentre il mio amico propone un posto che ha aperto da poco e secondo  lui è tranquillo e carino. La mia migliore amica acconsenta subito, mentre io storco le labbra non essendo molto d'accordo.

- Che hai, bambina?- mi chiede Elia, prendendomi la canna di mano - Se non ti va bene possiamo anche stare a casa, ma tutti insieme, perché il tuo faccino è stato triste già da molto tempo!-.

Non sono d'accordo sul fatto che loro debbano rinunciare a una serata di divertimento e svago per stare dietro a me e, inoltre, sono sicura che non andrebbero mai senza di me.

- No, traquillo. - metto su un sorriso forzato - Verrò con voi-.

I miei amici mi sorridono entrambi entusiasti e il mio animo si riscalda leggermente, vederli felici mi fa sentire sempre meglio.

*

Arriviamo davanti al locale e alzo gli occhi al cielo, vedendo una fila immensa. Il fatto che sia un posto nuovo si capisce dal flusso di gente, sono tutti curiosi di vedere questa novità.

- Ellie, giuro che ti divertirai.- mi sussurra Elia all'orecchio mettendo un braccio attorno al mio collo, poi fa lo stesso con Aria e ci porta davanti al buttafuori, saltando la fila. Sento alcune persone che ci insultano per averle superate, ma Elia le ignora e scambia quattro battute con il buttafuori, che a quanto pare è un suo amico, e ci fa entrare immediatamente, scatenando ancora lamentele dal resto della fila, così sbuffo rumorosamente, mentre Elia si gira e alza il suo dito medio verso di loro, mentre io e Aria scoppiamo a ridere.

- Sei un deficiente- commento mentre entriamo nel luminoso locale - e anche maleducato, aggiungerei-.

Il ragazzo dai capelli buffi scoppia a ridere e mi rivolge un occhiolino, mollando la presa su di noi. - Non smettevano di insultarci, se lo sono meritati-.

Per un attimo mi torna in mente la volta che Luca mi diede un passaggio, appena ci siamo conosciuti, quando fece lo stesso gesto a un automobilista che non smetteva di suonare il clacson. Mi mordo nervosamente il labbro inferiore e sento gli occhi pizzicarmi, così scuoto la testa e cerco smettere di pensare a lui.

Il nostro amico ci conduce nel privè e io gli lancio un'occhiata stranita. Aveva prenotato tutto davvero?

- Sì, mi sono preoccupato di prendere il posto migliore per fare stare bene le due donne della mia vita.- risponde alla mia domanda inespressa facendomi sorridere, mentre Aria arrossisce di botto, sgranando gli occhi e deglutendo. Penso che la mia amica mi debba un bel po' di spiegazioni.

- Sei così dolce, Elia.- gli lascio un bacio sulla guancia - Ma qui dentro possiamo fumare?-.

Lui si fa serio e scuote la testa in segno di negazione, sedendosi sul divanetto. - Non possiamo più fumare erba, Ellie.- sospira - Gli sbirri me l'hanno sequestrata e mi hanno minacciato che se me ne trovano ancora, un'altra volta, mi denunciano, perché credono che spacci-.

Strano gli occhi davanti alle sue parole e mi scambio uno sguardo stranito con Aria, so che ha pensato la mia stessa cosa. Quando gli sarebbe successa questa cosa se è stato per tutto il tempo con noi?

- Elia, che stai dicendo?- inarco un sopracciglio - Mi stai prendendo in giro?-.

Lui scoppia a ridere e annuisce, invitandoci a sedere al suo fianco, battendo le mani sul divanetto. - Ti pare che mi faccia sgamare dagli sbirri?- ride a crepapelle - Avresti dovuto vedere la tua faccia-.

- Ero preoccupata per l'erba, non per te.- faccio spallucce, accomodandomi accanto a lui - Scusa eh-.

- Sei una stronza- mi da un colpetto scherzoso sulla nuca e poi rivolge un sorrisetto senza motivo ad Aria, la quale ricambia, per poi mordicchiarsi il labbro.

Questi due mi nascondono qualcosa! Ne sono certa e ci scommetto.

- Ho sentito Luca prima.- torno sul pianeta Terra sentendo le parole di Elia - Gli ho dato contro per la sua sparizione e mi ha detto che ha bisogno di stare lontano e pensare-.

- A cosa?- scatto in piedi nervosa sentendo le stronzate di Luca - Io non ho mentito, lui mi ha fatto del male voltandomi le spalle, aveva paura che io lo facessi con lui, mentre è stato il primo a farmi del male-.

- Piccola, non fare così- si alza e mi accarezza dolcemente il viso - ti ama, dagli tempo... Non lo sto difendendo, lo sai come la penso, so che ha sbagliato, e per questo l'ho ripreso, ma dagli tempo, vedrai che capirà-.

- E quanto tempo ci vorrà?- le lacrime minacciano di scendere ancora - Magari per allora sarò io quella che non capirà, non capirà il suo comportamento e il suo abbandono-.

Elia sospira debolmente e fa per rispondere, ma si zittisce, spostando lo sguardo da me a dietro le mie spalle.

- Ellie- sgrano gli occhi sentendo quella voce e stringo la mano del mio amico, prima di girarmi, con il cuore che va veloce e la testa che inizia a vorticare - sei davvero tu?-.

I miei occhi si scontrano con i suoi e una nausea improvvisa mi colpisce, non può essere vero, non può essere lui, non può essere qui.

- Salvatore, che ci fai tu qua?-.

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