Ho la testa che mi scoppia, non riesco a fingere che non stia succedendo nulla.
Sento i commenti per nulla zittiti di coloro che continuano a parlare quando mi vedono passare. Sia in classe sia in corridoio, durante la ricreazione. Ho passato i dieci minuti di pausa con Elia, e questo ha aumentato solo i rumors. Ma non ho di certo intenzione di stare sola anche durante la ricreazione, solo per la stupidità delle persone. Visto che Aria ha continuato, ovviamente, ad ignorarmi, e Salvatore anche.
Finalmente l'ultima campanella suona e io mi alzo velocemente dal banco, per uscire da questa dannata aula e poi da questa dannata scuola con velocità.
Raggiungo il giardino ed Elia mi viene immediatamente incontro. Mette un braccio intorno al mio collo e mi attira a sé. - Ciao piccola, grazie a Dio questa giornata è finita.- mi trascina fino alla sua macchina e saliamo in fretta.
Rilascio un sospiro di sollievo appena il mio migliore amico accende la macchina per poi allontanarci così da scuola e io gli rivolgo il mio sguardo.
- Anche per te è stata infernale, vero?- gli chiedo, dolcemente, accarezzandogli la mano che ha posato sul cambio.
Annuisce, con lo sguardo fisso sulla strada. - Non so cosa fare. Me ne sbatto dei commenti di quei deficienti a scuola, ciò che mi preoccupa è Aria.- il suo tono di voce è teso e infastidito.
- Non mi ha parlato nemmeno per sbaglio. Ho fatto di tutto per parlarle, ma ha finto che non esistessi.- un'orribile sensazione mi opprime il petto, ma cerco di non dargli granché peso, respiro solamente a fondo cercando di scacciarla.
Lui mugugna qualcosa di incomprensibile e impreca contro un automobilista che gli brucia lo stop. Mi basta questo per capire che è davvero fuori di sé. Lui non è mai così nervoso e scorbutico, anzi, sappiamo tutti che è lui quello che calma me quando sono nervosa.
- Elia, per favore, rilassati un attimo...- gli accarezzo piano la mano, ma lui la sposta da sotto la mia, con rabbia.
- Calmarmi?- urla, guardandomi per un nano secondo, per poi tornare ad osservare la strada - Dimmi cosa dovrei fare per calmarmi, Cristo. Ho perso la ragazza che amo. Ho perso il mio migliore amico. Dammi una sola ragione per rilassarmi e per non credere di aver mandato tutto a quel paese, Ellie.-
Sussulto davanti alle sue parole e scuoto debolmente la testa. Ha ragione, non posso dargli contro. So come si sente, siamo nella stessa barca. Ho sbagliato io a dirgli di calmarsi, come potrebbe farlo? Io stessa non riesco.
Lo sento sospirare e poi parcheggiare nel primo posto libero, richiamandomi, ma io, essendo in lacrime, continuo a restare con il viso girato verso il mio finestrino.
- Ellie, non volevo, non ce l'ho con te. È che sono davvero a pezzi, scusami.- annuisco, ma continuo a non guardarlo. Così appoggia la sua mano sulla mia gamba e mi accarezza dolcemente. - Ti prego piccola, guardami. Non volevo che ci rimanessi male.-
- Lo so...- biascico - Sto bene, infatti. Non sei tu il problema, sono stata inopportuna, lo so, me ne rendo conto.-
- Allora guardami, Ellie.- ripete, con tono sfinito. Così alzo gli occhi al cielo e mi giro verso di lui.
Lui sospira, vedendo il mio viso bagnato dalle lacrime e mi accarezza dolcemente, asciugandomi le guance. - Non volevo piangessi, ora mi sento una merda.-
- Non è colpa tua, è la situazione. La giornata a scuola è stata insopportabile, perciò le lacrime sono venute giù nel momento meno opportuno. Davvero, non sentirti in colpa.- gli sorrido debolmente e gli lascio una carezza leggera sul viso.
Incredibile quanto mi senta impotente in questo momento. Qualsiasi cosa io faccia non posso uscire fuori da questa maledetta situazione. Mi mordo il labbro inferiore, cercando di scaricare la frustrazione, ma non riesco a smettere di pensare.
- Vuoi andare a mangiare qualcosa o andiamo da te e ci fumiamo un po' di erba che faccia alleggerire i nostri problemi?- chiede, complice, facendomi l'occhiolino. Mi rilasso per un attimo e annuisco convinta. Ora come ora, la seconda scelta mi sembra la migliore.
- Vada per l'erba. Non ho la forza di socializzare ancora con qualcuno.- lui fa un cenno con il capo, facendomi capire che è d'accordo, e poi riparte.
Non soffrirò per sempre, ne sono certa.
*
Luca's pov
Prendo l'ennesima birra e, dopo averla stappata, mi lascio cadere sul divano della piccola casa che mi sono comprato con i primi guadagni. Ho deciso di vivere da solo, non perché non voglia avere a che fare con i miei, anzi, ci mancherebbe, ma perché ho bisogno della mia indipendenza e non è giusto che loro debbano ancora sorbirsi i miei problemi.
Sento il campanello suonare e digrigno i denti per l'urto, chi diavolo è?
Per un attimo valuto l'opzione di stare seduto a bermi la mia birra, ma il campanello suona ancora, insistentemente, perciò appoggio la bottiglia a terra, rischiando di romperla, e vado ad aprire.
I miei occhi si posano su una figura fin troppo conosciuta a me. Meredith.
Alzo gli occhi al cielo, senza preoccuparmi di risultare maleducato o che, e lei si morde il labbro con malizia?
- Ora che sei famoso non ti interesso più?- mette in mostra la sua scollatura profonda e io scuoto la testa.
- Che vuoi Meredith? Ho da fare.- bere birra e fumare erba mentre penso a quanto facciano schifo le persone intorno a me è un programma meraviglioso.
Lei scrolla le spalle, fingendo innocenza, mentre mi guarda maliziosa. - Pensavo volessi fare un salto nel passato con me. Ho saputo che sei nuovamente single perché quella sciquaetta ti ha tradito con quel fallito del tuo amico, potrei tenerti compagnia e consolarti!-
Sento una fitta allo stomaco e il nervoso farsi potente dentro me, ma cerco di restare apparentemente impassibile. - Puoi tornare a casa, Meredith. Sei l'ultima persona che voglio affianco in questo momento, torna da uno dei tuoi amichetti. Se il tuo obiettivo, dicendo a Giulio del bacio tra Ellie ed Elia, era quello di tornare a divertiti con me hai fatto male i tuoi calcoli. -
Lei sgrana gli occhi davanti alle mie parole e fa un'espressione offesa, come se potesse permetterselo, mentre io le chiudo la porta in faccia, senza attendere risposta o dire altre parole.
Torno sul divano e mi accendo una canna, in modo tale da calmarmi e sentire il peso del mondo leggermente più leggero.
Voglio stare solo in questo momento.
Per me sarà difficile tornare a fidarmi di qualcuno.
Come potrei riporre la mia fiducia in qualcuno se i primi ad avermi tradito sono quelli che erano più vicini a me?!
La ragazza che pensavo fosse quella della mia vita e quello che consideravo mio fratello. Che deficiente che sono stato. Mi sono sempre fidato di loro, nonostante il rapporto speciale che avevano, beh, più speciale di quello che credessi.
Una cosa del genere non ricapiterà mai più, non sarò mai più quello di prima.
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Fuoriclasse|| Capo Plaza
FanfictionEllie è una ragazza a cui la vita non ha mai regalato nulla, a scuola passa inosservata e questo le va più che bene. Ora si trova bene nella sua classe, soprattutto grazie alla sua migliore amica, che per lei è come una sorella. Le cose cambieranno...
