Capitolo 30.

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Mi manca il fiato. È come se avessi delle mani strette attorno al collo che mi impediscono di respirare regolarmente.

Le lacrime non cessano di scendere. Ho una nausea che mi avvolge dal momento in cui ho appreso la notizia, e la mente è affollata dai mille pensieri negativi.

Mi aveva promesso che sarebbe tornato da me. Mi aveva promesso che sarebbe andato tutto bene. E sono furiosa, con lui, perché mi ha fatto una promessa che non poteva mantenere, una promessa che non ha saputo, e potuto, mantenere.

Sono furiosa sì, ma sono anche disperata. Non riesco a pensare che potrebbe finire tutto così, da un momento all'altro. Non riesco, non è possibile.

Mi scoppia la testa in una maniera assurda. Mi sembra di sentire e risentire il rumore dell'ambulanza, le urla della mamma appena è arrivata in ospedale, Elia che mi contatta per informarmi su quello che è successo.

- Ehi- proprio quest'ultimo si siede nella seggiola accanto alla mia, appoggiandomi una mano sulla spalla, e porgendomi un bicchiere di cioccolata comprata alle macchinette automatiche - tieni, Ellie-.

La afferro con le mani che tremano lo e ringrazio debolmente, per poi berne un piccolo sorso, soffiandoci sopra, attenta a non ustionarmi.

- Luca ti ama- mi giro di scatto verso il suo migliore amico, stranito dalle sue parole - me l'ha detto... Mi ha confessato che ha paura di pronunciarlo, ma che crede sia amore quello che prova per te! Dice che sei la cosa più pura che abbia mai avuto-.

Sento il cuore riscaldarsi leggermente sentendo le sue parole.

- Perché me lo stai dicendo, Elia?- gli chiedo debolmente, temendo di sapere già la risposta.

- Perché è questo il momento giusto...- lascia la frase in sospeso e io sospiro debolmente.

- Credi non ce la farà?- mille brividi mi percorrono appena pronuncio queste parole - Il dottore ha detto che è in fin di vita, se non ce la facesse ne morirei. Potrà sembrarti strano, ma è diventato importante... è tutta la mia vita-.

Elia sorride debolmente e annuisce come se avesse capito tutto quello che ho appena detto già da tempo, probabilmente non c'era nemmeno bisogno che io parlassi.

- Siete una bella coppia- mi stringe forte la mano - e sappi che lui ce la farà, è un ragazzo forte, ne ha superate tante-.

Lo ringrazio debolmente e ci giriamo verso la porta del reparto, sentendola aprirsi.

La mamma di Luca si avvicina a noi e io scatto in piedi.

- Come sta?- stringo forte il bicchiere tra le mie mani, vedendo la sua espressione esausta e triste.

- Sta malissimo...- trattiene un singhiozzo - Ha avuto un arresto cardiaco, per fortuna sono riusciti a salvarlo! Però sta male... tanto! Non sanno se riuscirà a superare la notte-.

Sgrano gli occhi davanti alle sue parole e lascio andare il bicchiere che ho tra le mani, che cade a terra sporcando il pavimento di cioccolata.

Mi porto le mani sul viso, mentre cerco di respirare regolarmente, fallendo miseramente.

- Ellie, respira- Elia mi si affianca e mi prende per mano, cercando di farmi calmare, facendomi girare verso di sé - ispira, espira, profondamente-.

Faccio come mi suggerisce, ma non riesco a respirare normalmente. Mi sembra di non avere più aria intorno a me, più respiro, più mi sembra di star soffocando, mentre nel mio petto si espande un dolore, un bruciore.

- Ellie- Elia appoggia le sue mani sul mio viso e mi fa agganciare lo sguardo -ascolta me! Luca starà bene-.

Inizia a canticchiare una canzone a me sconosciuta, e io mi concentro sulla sua voce e sulle parole, iniziando a respirare normalmente.

- Elia...- lo abbraccio forte e lui mi stringe a sé, smettendo di cantare. Mi avvolge completamente tra le sue braccia e mi sovrasta con la sua altezza.

- Andrà tutto bene- mi sussurra all'orecchio - non perdiamo la speranza-.

Annuisco debolmente, mentre le lacrime continuano a scendere incessanti dai miei occhi.

*

- Che canzone era quella che mi hai cantato prima?- chiedo curiosa, al migliore amico del mio ragazzo.

- Una canzone che mi cantava mia madre per farmi calmare, quando ero piccolo e avevo paura di qualcosa- sorride nostalgico - ho pensato potesse calmare il tuo attacco di panico-.

- Direi che ha funzionato- constato, sorridendogli debolmente.

Siamo seduti sugli scalini dell'ingresso dell'ospedale, mentre lui fuma, ed entrambi aspettiamo notizie sulle condizioni di Luca.

La mamma del mio ragazzo, ora, è al piano di sopra, con alcuni familiari, tra cui la sorella del moro.

Non è così che sognavo di incontrare la sua famiglia, ma devo ammettere che mi hanno accolta come se fossi di famiglia. Non mi sono sentita di troppo un solo secondo. Sia la sua mamma che sua sorella sapevano della mia esistenza, e questo mi scalda il cuore.

- Ho paura- confesso, guardando la pioggia cadere sull'asfalto davanti a noi - questa notte potrebbe essere decisiva, e io non posso sopportarlo-.

Elia butta il mozzicone a terra e si gira verso di me, così io aggancio il suo sguardo.

- È il mio migliore amico... è mio fratello- i suoi occhi diventano lucidi - c'è stato quando nessun altro c'era, quando le cose si fanno dure e tutti spariscono. Tutti tranne lui. Neanche io sono pronto a dirgli addio, e non sarò mai e poi mai pronto. Abbiamo tanti progetti insieme, dalla nostra musica, ai viaggi... Non può finire così.-.

Sento il cuore stringersi, e annuisco comprensiva, pesando le sue parole. Sono cariche di tristezza, solo ora mi sono resa del fatto che sta trattenendo il dolore dentro sé.

- Mi dispiace, Elia- mi avvicino a lui e appoggio la testa sulla sua spalla - ma non dobbiamo perdere la speranza. Sappiamo entrambi quanto è testardo Luca, sappiamo che non si arrenderà nemmeno stavolta, è un guerriero e non mollerà ora.-.

- Hai ragione, pulce- trattengo un singhiozzo, visto che anche lui è sull'orlo della disperazione - ce la farà! Questa notte sarà lunga, ma domattina sarà solo un incubo lontano, sono certo, dev'essere così, senza ombra di dubbio-.

Mette un suo braccio attorno alla mia vita e restiamo così, in silenzio, ognuno perso nei proprio pensieri.

Spero sia davvero così, Luca non può lasciare tutti noi, non è nemmeno pensabile.

Lui ce la farà.

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