Capitolo 4.

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Sono in ritardo. Stamattina la sveglia non ha suonato e ora sono in ritardo marcio.

Non ci voleva. Non proprio oggi che ho la professoressa di matematica alla prima ora. Quella mi detesta, non si lascerà fuggire l'occasione per farmela pagare. Non aspetta altro che sgridarmi. È dall'anno scorso che mi rende la vita scolastica invivibile.

Afferro lo zaino di fretta ed esco di casa correndo, ormai rassegnata all'idea di fare tardi. Ormai non faccio più in tempo ad arrivare in orario. Non riuscirei nemmeno se avessi la macchina. Ho anche perso il pullman. Dannazione.

Inizio a camminare a una velocità elevata, mentre il nervoso si impossessa di me.

Improvvisamente una macchina mi si affianca e mi giro di scatto, sorrido automaticamente vedendo la Golf rossa di Luca. Il moro abbassa il finestrino e mi regala anch'esso un sorriso.

-Forza, sali- sblocca le portiere schiacciando un bottone nello sportello lato guidatore - almeno faremo tardi assieme.-

Non me lo faccio ripetere due volte, a differenza di ieri, e salgo velocemente. Una macchina dietro di noi inizia a suonare il clacson insistentemente, così Luca gli regala un dito medio prima di ripartire.

Scoppio a ridere davanti alla scena, mentre lui mi lancia un'occhiata malefica, cercando di nascondere una risata.

-Molto educato, Luca.- lo derido -La tua calma è disarmante.-

-Se vedo che sto dando un passaggio a una persona, che si mette a suonare il clacson?- chiede, sbuffando - È lui quello che ha poca calma. Io ero rilassato, quello stronzo mi ha fatto innervosire, perciò si è preso un bel gesto dolce.-

Rido davanti alle sue parole e lancio uno sguardo al mio orologio, sono già le otto e mezza, siamo già in ritardo di dieci minuti.

-Quella ci ammazza.- sbuffo, rivolgendo il mio sguardo a Luca, che mi guarda interrogativo. - La professoressa di matematica- specifico -Mi odia a morte.-

-Perfetto- ride - siamo in due. È stata lei quella che l'anno scorso si è battuta per la mia bocciatura!-

Mi sbatto la mano sulla fronte e scuoto la testa. Perfetto, siamo proprio messi bene.

- Almeno se la prenderà anche con te.- rido, rilassandomi un po' -Ne sono felice.-

-E io che ti avevo comprato dei cioccolati- mi risponde, ghignando - ma visto che gioisci delle mie disgrazie puoi scordarteli-

Sussulto davanti alle sue parole e mi perdo un attimo a pensare a ciò che ha detto. Mi ha comprato dei cioccolati? E perché mai?

-Ehi, guarda che sto scherzando- ride - te li regalo lo stesso. Apri il cassettino del cruscotto, sono lì.-

Sorrido come una bambina la mattina di Natale e faccio come mi ha detto. Mi ritrovo davanti diversi tipi di cioccolati Kinder e sono sicura che i miei occhi hanno preso la forma di due cuori. Io amo il cioccolato, il cioccolato è la vita.

-Grazie, Luca- mi sporgo verso di lui e gli stampo un bacio sulla guancia, senza pensarci, in segno di ringraziamento -non dovevi.-

-Ieri sono stato uno stronzo- scrolla le spalle - questo è il mio modo per scusarmi.-

Wow... Non credevo fosse così, ieri ho davvero sbagliato a giudicarlo.

-Ti sei fatto perdonare.- metto i cioccolati nello zaino -Bravo.-

Lui mi rivolge un occhiolino, poi riporta l'attenzione sulla strada.

Sono sicura nascerà un bel rapporto tra me e lui.

Fuoriclasse|| Capo PlazaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora