Capitolo 95.

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Luca's pov

Schiaccio forte l'acceleratore, cercando di arrivare il prima possibile in ospedale, ma ogni stupida persona che non sa guidare la becco davanti a me, maledizione.

Sono costretto a fermarmi, all'ennesimo semaforo rosso, e sbatto nervosamente le mani sul volante, per poi lanciare un urlo nervoso e carico di rabbia.

Ho ricevuto da quasi mezz'ora una telefonata dalla madre di Ellie. Appena ho visto il suo numero pensavo volesse farmi una ramanzina, ma quello che mi ha comunicato è stato di gran lunga peggio. Piangeva disperata e, tra un singhiozzo e l'altro, mi ha comunicato che Ellie ed Elia avevano avuto un incidente e che dovevo correre all'ospedale. Non mi ha detto altro, non ha fatto commenti sulla loro salute, perciò io ho riattaccato e mi sono messo subito al volante.

Mi sono immediatamente agitato, tanto che Monia, la mia nuova tipa, non voleva che guidassi in queste condizioni. Da una parte posso capire la sua preoccupazione, sto davvero fremendo, ma dall'altra parte non sono stato ad ascoltarla, non sarei mai potuto rimanere a casa, con le mani in mano, senza sapere nulla sulla loro salute, nonostante tutto.

Appena il semaforo diventa nuovamente verde inserisco la prima e riparto nuovamente a tutta velocità, fregandomene altamente dei limiti. In questo momento preferisco prendermi una stupida multa piuttosto che aspettare ancora.

Inserisco la freccia e svolto, finalmente, per entrare nei parcheggi dell'ospedale che mi ha comunicato la mia ex suocera. Parcheggio velocemente, nel primo posto libero, per poi uscire dall'auto.

Corro fino alla sala d'attesa del pronto soccorso, dove vedo, immediatamente, Aria, Salvatore, la mamma di Ellie ed Elia, che è seduto su una sedia, con qualche cerotto sul volto e lo sguardo perso nel vuoto. Dove è Ellie?

- Ehi.- tutti alzano la testa verso di me sentendo le mie parole - Che è successo?-

Ho il respiro un po' affannato a causa della corsa appena fatta e della preoccupazione che ho in corpo. La madre della mia ex ragazza si alza e mi viene incontro, con faccia grave.

- Luca, sei qua!- sembra quasi meravigliata dal fatto che sono venuto. Beh, davvero pensava che me ne sarei fregato? Come avrei potuto sbattermene? Nonostante quello che mi hanno fatto non spero certamente che muoiano o stiano male, non sono così.

Mi limito ad annuire, senza aggiungere nessun commento personale, non mi sembra il caso. - Dove Ellie? Cosa diavolo è successo?-

- Luca, Elia ed Ellie hanno avuto un incidente, un frontale con un'altra macchina. Elia ha riportato solo alcuni graffi, invece Ellie...- si interrompe un attimo, a causa di un singhiozzo, facendomi temere il peggio.

Salvatore si alza e la fa tornare a sedere, cercando di farla tranquillizzare un po'.

- Qualcuno può dirmi di Ellie!?- urlo, sferrando un calcio a una delle sedie della sala d'attesa, guadagnandomi delle parole di rimprovero da un signore che è seduto poco lontano da noi, mi giro verso di lui e gli lancio un'occhiata maligna, per fortuna ha il buon senso di stare zitto e non aggiungere altro, vedendo il mio umore.

Elia si alza e si avvicina a me, con gli occhi colmi di lacrime. - Mi dispiace Lù, non ho saputo evitarlo, ho provato, ma non riuscivo a controllare la macchina.- si asciuga una lacrima, vagando con lo sguardo per tutta la stanza, poi lo posa nuovamente su di me - Ellie è in sala operatoria, ha un trauma cranico e sono dovuti intervenire subito, prima che rischiasse ancora di più.-

Stringo nervosamente i pugni e lancio uno sguardo di fuoco a quello che, un tempo, era il mio migliore amico. - Dovevi proteggerla, Cristo.- gli urlo in faccia, fuori di me alla sola idea che Ellie non ce la faccia - Come hai potuto? Dovevi evitarlo in tutti i modi!-

- Cosa?- sgrana gli occhi davanti alle mie parole - Pensi che non l'abbia fatto? Un bastardo ci è venuto incontro e io non ho potuto fare nulla, Luca. -

Lo so, so che non è colpa sua. Ho capito. Ma Dio, come è possibile che sia successo? Qualche ora fa ho sbattuto la porta in faccia ad Ellie, con rabbia e rancore, speravo che capisse di sparire, visto che vederla mi fa stare male, ma non volevo questo e non l'avrei mai creduto. Non pensavo che sarebbe accaduta una cosa così brutta alla persona che ho amato di più nella mia vita.

- Mi dispiace...- biascico, guardando Elia, per le parole che gli ho sputato contro poco fa, poi mi giro di spalle ed esco fuori dall'ospedale a prendere una boccata d'aria e a fumare erba, per calmarmi.

Accendo immediatamente la canna, che mi sono girato a casa, e aspiro, cercando di rilassarmi, anche se mi viene difficile se chi mi passa accanto continua a guardarmi male per l'odore dell'erba.

Mi siedo sui gradini e mi alzo il cappuccio sulla testa, in modo tale da evitare gli sguardi, mentre continuo a fumare, stavolta in pace.

- Ehi...- sento la flebile voce di Aria, così mi giro di scatto, e la vedo mentre mi fissa con le lacrime che sgorgano dai suoi occhi. Ricambio il suo saluto con un cenno del capo, mentre lei si siede accanto a me.

- Luca, non posso credere che sia successo... insomma, fino a stamattina non riuscivo a guardarla in faccia, perché mi veniva in mente tutto, mentre ora darei di tutto perché si svegli e possa guardarla negli occhi, ridicolo no?- non tanto, perché è la stessa cosa che penso io.

- Luca, io le voglio un mondo di bene, non posso perderla. Quando ho ricevuto la telefonata ho capito che avere lei ed Elia nella mia vita è una cosa troppo importante, ridicolo che me ne sia accorta nel momento in cui ho avuta paura di perderli.- scoppia in un pianto ancora più disperato, così la stringo leggermente a me, cercando di farla sfogare e, di conseguenza, rilassare.

So come si sente. So cosa prova. Sono le stesse cose che sento io dentro di me. Percepisco emozioni contrastanti tra loro.

Vorrei poter fare qualcosa per Ellie, poterla far svegliare e farla stare bene, invece, l'unica cosa che posso fare è aspettare.

Aspettare con il senso di colpa che mi invade e la preoccupazione che mi uccide.

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