Capitolo 20.

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Non riesco a dormire. Sono ore che mi giro e mi rigiro nel letto.

Sono distrutta per come ci siamo lasciati io e Luca, e sono, ancora di più, preoccupata per lui.

Sono passate ormai ore da quando è andato via da casa mia e mi sembra quasi impossibile tutto quello che è successo.

È assurdo passare dall'essere intimi e in sintonia all'urlarsi contro, feriti e arrabbiati.

Accendo la bajour e lancio uno sguardo alla sveglia, sono le 4 del mattino.

Sbuffo rumorosamente, prendo in mano il telefono, ed entro su Whatsapp, con la speranza che magari Luca mi abbia cercata, ma nulla.

Entro nella sua chat e leggo il suo ultimo accesso, che non è mutato: ultimo accesso ieri alle 16:34.

Scuoto debolmente la testa e inizio a respirare con fatica, all'idea che stia male, ancora, e che nessuno lo stia aiutando.

Il suo ultimo accesso risale a quando stavamo insieme, come posso stare tranquilla? Non è il tipo che non entra su Whatsapp per così tante ore di fila.

Metto da parte il mio orgoglio e decido di mandargli un messaggio. Non posso passare altri minuti con l'ansia che mi attanaglia.

A Luca🌹:
Luca, sono molto preoccupata per te! Mi dispiace per prima, io non volevo davvero lasciarti, volevo solo che mi dicessi tutto. Ho sbagliato, lo so! Ti prego scrivimi appena vedi questo messaggio, oppure chiamami. Luca, se vuoi puoi direttamente passare a casa mia, io ti aspetto. Mi dispiace tantissimo di non averti stretto a me invece di averti urlato contro. Mi dispiace per tutto.".

Invio il messaggio senza ripensarci e scoppio a piangere, senza riuscire a trattenermi.

Mi fa male il petto e mi bruciano gli occhi, per le lacrime che ho buttato giù prima, e per quelle che sto buttando giù adesso.

Vorrei essere più forte di così, vorrei poter affrontare tutto questo senza scompormi, ma non riesco.

Mi sento in colpa per aver reagito così con Luca, se gli succederà qualcosa sarà, in parte, anche colpa mia.

*

Le prima luci dell'alba illuminano la mia stanza e decido di alzarmi, per andare al bagno a farmi una bellissima doccia rigenerante.

Non ho chiuso occhio nemmeno per un secondo, ogni volta che provavo a dormire delle immagini di Luca insanguinato mi tornavano in mente.

E, neanche a specificarlo, lui non mi ha minimamente risposta. Il suo ultimo accesso risale ancora a ieri e la mia preoccupazione aumenta a ogni minuto che passa.

Entro in doccia e apro l'acqua sul tiepido, spero che il getto sciolga un po' i miei muscoli e mi dia leggermente sollievo.

Un po' mia madre ha ragione, questa situazione ricorda Salvatore. Ricorda un tantino quello che mi ha fatto passare lui.

Però, sono sicura che lui sia molto diverso da Luca. I loro modi di fare sono diversi. I loro modi di approcciarsi con me sono diversi. E per quanto io abbia amato Salvatore, il male che mi ha fatto ha cancellato tutte le cose belle.

Un male che non credo che Luca mi farebbe mai provare, anzi, lui vuole proteggermi. E io apprezzo questa cosa, ma allo stesso tempo vorrei mi permettesse di aiutarlo.

Mi insapono, mi risciacquo, e poi esco dalla doccia, decisa più che mai a voler uscire presto da casa mia.

Qui dentro mi sembra di soffocare. Ho bisogno di una passeggiata rilassante, per scaricare la tensione, prima di andare a scuola. Spero che il moro non sia assente.

Mi avvolgo nell'asciugamano e vado in camera per vestirmi. Scelgo un outfit semplicissimo, non avendo la forza mentale di vestirmi in modo accurato, poi metto un po' di fondotinta sul viso per nascondere le occhiaie e infine un po' di mascara.

Faccio una treccia ai miei lunghi capelli, poi afferro lo zaino e scendo al piano di sotto.

Lascio un biglietto a mamma in cui l'avverto di essere uscita prima e poi esco finalmente da casa.

Respiro l'aria fresca a pieni polmoni, sentendomi leggermente meglio.

Se sapessi almeno dove abita non ci penserei due volte prima di andare a casa sua a cercarlo. A costo di farlo arrabbiare, a costo di fare una figuraccia con la sua famiglia, ma almeno avrei la consapevolezza che sta bene.

Mi sistemo meglio lo zaino in spalla e inizio a camminare verso scuola, con assoluta calma, visto che sono in largo anticipo.

Spero solo una cosa: di vedere la sua macchina rossa parcheggiata fuori da scuola.

*

La campanella, che sancisce l'inizio della lezione, suona e io sento il cuore andare sempre più lento non vedendo  la macchina di Luca arrivare.

-Cicci entriamo- Aria mi prende per mano - non vorrai stare qua ad aspettarlo, vero?!-.

- Io non entro- aggancio i miei occhi con quelli chiari della mia migliore amica - non sono dell'umore giusto-.

Lei fa per rispondermi, ma io la interrompo con un giusto della mano, vedendo Elia, l'amico di Luca, entrare in cortile. Lui potrebbe aiutarmi, ho visto che sono tanto amici.

- Provo a parlare con il suo amico- dico velocemente ad Aria - tu vai in classe, non voglio che perdi un giorno per me-.

Lei mi guarda con disapprovazione, ma poi io l'abbraccio forte e le ripeto di stare tranquilla. Lei mi sorride debolmente e poi va verso scuola, ma non prima di essersi raccomandata con me.

Prendo un bel respiro profondo e chiamo Elia, mettendo da parte l'imbarazzo, non posso permettermi di essere timida ora. Il ragazzo dai capelli buffi si gira verso di me e mi sorride educatamente.

-Ciao- si passa una mano tra i dreads colorati - Ellie, giusto?-.

Annuisco debolmente e lui mi invita a parlare con un cenno della mano.

- Io e Luca ci stiamo frequentando- spiego - ieri abbiamo litigato e non mi risponde alle telefonate... sono molto preoccupata. So che siete molto amici, vorrei sapere se puoi dirmi dove abita. Devo assolutamente vederlo-.

La mia voce agitata mi tradisce immediatamente e lo sguardo di Elia diventa preoccupato e addolcito in un attimo.

-Ehi- mi appoggia una mano sulla spalla - stai calma. È tutto ok! Va bene-.

Io annuisco davanti alle sue parole, ma gli occhi iniziano a pizzicarmi.

- Ti prego, aiutami- reprimo un singhiozzo - ci tengo molto a lui... sono preoccupata-.

Elia sospira profondamente e tira fuori le chiavi della macchina, dalla tasca della sua felpa blu.

- Ti accompagno a casa sua.- mi fa segno di seguirlo - Luca mi ha parlato di te, credo che anche lui ci tenga a te, non mi aveva mai parlato di nessuna ragazza-.

Sorrido inevitabilmente, mentre alcune lacrime mi bagnano le gote. Non ho mai messo in dubbio che Luca tenga a me, nonostante ci conosciamo veramente da poco tempo.

Abbiamo un legame speciale, come se ci conoscessimo da anni. Con lui mi sento al sicuro, ha un potere magico.

Elia mi apre la portiera e mi invita a sedermi, io lo ringrazio, per poi prendere posto all'interno dell'auto. Il ragazzo dai capelli gialli e rossi fa il giro della macchina e poi si siede nel posto dell'autista, per poi partire velocemente.

Chiudo gli occhi per un momento e appoggio la testa sul sedile, sperando che questa storia abbia un lieto fine, cercando di non farmi prendere dal panico.

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