Capitolo 7.

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-Luca- richiamo la sua attenzione, così lui mi guarda per qualche secondo, per poi tornare a guardare la strada - mi fai provare a guidare?-.

-No- risponde immediatamente - tu sei pazza se credi che ti faccia guidare la mia bambina-.

-Come sei noioso- sbuffo - non ti piace il pericolo-.

-Parla quella che non ha mai saltato la scuola- scoppia a ridere - non dire nulla che è meglio!-.

Io gli rivolgo uno sguardo malefico, ma poi sorrido, senza riuscire a trattenermi.

-Sta zitto va! Piuttosto dimmi dove mi stai portando- mi appoggio al sedile, sul fianco destro, e inizio ad osservarlo.

-Segreto- mi fa l'occhiolino - un posto umile, ma ci vado spesso. Mi aiuta, a schiarirmi le idee, a rilassarmi, insomma stacco la spina e non penso a nulla-.

- Un piccolo rifugio- commento - e perché ci porti me? Insomma, non mi conosci così a fondo da potermi portare in un posto così intimo per te-.

- Non lo so il perché!- ammette, mentre cambia marcia e svolta in una stradina secondaria - Però solo che quella stronza di matematica odio anche te mi fa capire che è giusto così-.

- Sei un bugiardo- commento, ridacchiando - la realtà è che hai perso la testa per me appena ti ho dato il mio cioccolato-.

-Questo cioccolato resterà nella storia- scoppia in una fragorosa risata - deve esserti costato tanto dividerlo-.

-Ovvio- annuisco, per dare più veridicità alle mie parole - sei l'unico, a parte Aria e mia mamma, con cui divido il cibo. Non dimenticare mai questo mio gesto-.

- Lo terrò a mente- sorride impercettibilmente, poi ferma la macchina davanti a un edificio abbandonato, in mezzo alla campagna.

Mi guardo un po' intorno e mi perdo ad osservare la vastità di questo posto. Intorno a questa costruzione in rovina, ci sono dei campi verdi immensi.

-Siamo arrivati- apre la portiera e scende, così io lo seguo.

Respiro l'aria fresca a pieni polmoni e mi avvicino a Luca, il quale mi prende per mano, e mi porta dentro l'edificio.

Sento il cuore andare veloce, appena le nostre mani entrano in contatto. Ma cerco di non dare a vedere quanto sono agitata.

Luca apre una vecchia porta con la mano libera, poi mi conduce dentro. Non c'è nulla all'interno di questo stabile, a parte alcuni teloni per terra, imbrattati di tinta.

Facciamo 4 rampe di scale, finché ci troviamo all'ultimo piano. Noto che in questa parte mancano le fessure, infatti l'interno è pieno zeppo di foglie trasportate dal vento.

- Io sto sempre qua- mi molla la mano e si siede sul cornicione, lasciando i piedi a penzoloni - vieni anche tu-.

Scuoto debolmente la testa e faccio un passo indietro. Non voglio andare a sedermi là. Ho paura dell'altezza, la sola idea di non sentire la terra sotto i miei piedi mi dà la nausea.

-No...- sospiro pesantemente - non possiamo sederci in un altro posto?-.

Lui mi guarda stranito, poi si alza e viene verso di me.

- Hai paura?- chiede, dolcemente - Non potrà succederti nulla-.

Lo guardo con diffidenza e lui mi prende per mano, per poi attirarmi maggiormente a sé e appoggiare le sue mani sui miei fianchi.

-Credimi, Ellie. Ti prometto che starò attento a te- i suoi occhi rimangono agganciati ai miei - fidati. Vedrai che andrà tutto bene. È una sensazione meravigliosa stare con i piedi sospesi, ti sembra di volare, di essere libero-.

- Ma siamo in alto...- mugugno io, con disapprovazione - e se cadessi giù?-.

- Ti chiedo solo di fidarti di me- mi regala una carezza delicata sul volto - starò attentissimo-.

Mi tira leggermente e poi si ferma vicino al cornicione, invitandomi a sedermi, con uno sguardo.

- Mi tieni?- chiedo come se fossi una bambina impaurita. In questo momento sto davvero fidandomi di lui.

So che non è chissà che... Ma ho davvero una fobia per i luoghi alti.

Lui annuisce e poi mi regge, mentre io mi siedo sul cornicione. Lascio le gambe a penzoloni, ma tengo gli occhi chiusi. Non so se avrò il coraggio di guardare l'altezza.

Lui si siede accanto a me, ma senza mollare la mia mano.

-Forza, bambolina- lo sento ridacchiare - apri questi occhi e guarda che meraviglia davanti a noi-.

Io sbuffo rumorosamente, scatenando un'altra risata da parte sua, poi apro gli occhi lentamente.

Davanti a me c'è l'enorme distesa di verde che ho intravisto appena siamo arrivati qua. Da giù era bello, ma da qua è una roba da togliere il fiato. Il panorama è bellissimo. Ti regala una pace interiore unica ad osservarlo.

-Wow- commento, estasiata da tanta bellezza che la natura ci regala - qua è bellissimo!-.

Mi giro di scatto verso di lui e vedo che mi sta guardando con uno strano sorriso dipinto sulle labbra.

- Ti ho detto che ti sarebbe piaciuto!- mi fa l'occhiolino, ancora una volta - Se ora ti senti più tranquilla posso lasciarti la mano? Vorrei fumare-.

Annuisco imbarazzata e mollo la sua mano. Sentendomi immediatamente arrossire, non ricordavo nemmeno che eravamo ancora mano nella mano.

Estrae lo stesso pacchetto di ieri, dalla tasca della felpa, poi sceglie una canna e se l'accende.

-Ho aspirato tantissimo fumo per colpa tua, in questi ultimi tre giorni- commento, tra il sarcastico e il serio - mi ammazzerai-.

-Come sei melodrammatica- mi porge lo spinello - vuoi fare un tiro?-.

Scuoto immediatamente la testa, in segno di negazione, davanti alla sua domanda. Non ho nemmeno mai fumato una sigaretta, figuriamoci una canna.

-No, grazie- una smorfia compare automaticamente sul mio volto - non mi ha mai attirato... il ragazzo con cui stavo fumava erba, poi è passato alla roba più pesante-.

Nessuno sa tutto quello che è successo tra me e il mio ex, a parte la mia migliore amica e mia madre. Non ho mai avuto il coraggio di parlarne. È una ferita ancora troppo grande.

- Mi dispiace...- commenta - Ti ha fatto del male?-.

Sussulto sentendo la sua domanda, una domanda che mi riporta indietro, che mi riporta alla mente tanti ricordi. Schiaffi, spinte, urla, pianti... sì, mi ha fatto male, dannatamente male.

- Non mi va di parlarne- biascico, sperando che il mio tono di voce non risulti troppo triste - scusami...-.

-Ci sta- fa un ultimo tiro e butta la canna a terra - in fin dei conti ci conosciamo da poco! Però sappi che, anche se non so cosa sia successo tra voi, se ti ha fatto del male non ti ha mai meritata. Troverai qualcuno che ti apprezzerà realmente, credimi-.

Tiro su con il naso e gli rivolgo un sorriso di ringraziamento, sentendomi realmente colpita dalle sue parole.

Non avrei mai creduto che fosse così dolce e compresivo... Non sembrava proprio!

- Sei un ragazzo d'oro- con attenzione e un po' di paura dell'altezza, mi avvicino a lui e gli regalo un piccolo bacio sulla guancia - quella vecchia della prof non ha ragione, neanche un po'. Tu vali, Luca! Tu vali tanto-.

Lui sorride debolmente e mette un braccio attorno alla mia vita, mentre io appoggio la testa sulla sua spalla.

Mi sembra di conoscerlo da una vita.

Fuoriclasse|| Capo PlazaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora