- Non si tratta di comuni ricordi e pensieri, ricordatelo.- l'avviso il vecchio mago, lisciandosi la barba - Le visioni dei Legimors in particolare sanno essere molto ribelli. Non rispondono a nessun se non ai loro creatori.-
I quattro Auror si sistemarono comodi attorno al Pensatoio, tornando con la mente ai tempi passati.
Alle guerre e alle ultime battaglie.
Stare lì davanti, era come un'avvisaglia. Come la reale prova che erano di nuovo di fronte a un bivio.
Silente si accese la pipa, con acciarino e erba odorosa, poi si sedette in poltrona.
- Prego ragazzi. Io ho già fatto e sinceramente non tengo molto a rituffarmi in quel fiume in piena.- sorrise sardonico - Ma voi siete giovani e immagino che il vostro stomaco sia più coriaceo del mio.-
- Come no.- borbottò Draco - E' pericoloso?-
- Diciamo...illuminante e al contempo deludente.-
Draco e Harry levarono insieme il sopracciglio.
- Andate e saprete.- concluse allora il preside, dando un lungo tiro e facendo poi un anello di fumo - Memorizzate bene ogni particolare anche se credo che ormai solo la signorina Granger potrebbe darci la spinta finale per la risoluzione di quest'enigma. Ci vediamo fra poco.-
- Si spera.- soffiò Malfoy diffidente, guardando quel vortice di colori iridescenti - Si va?-
- Si va.- annuì il bambino sopravvissuto - Incrociamo le bacchette gente.-
I quattro dettero un sospiro, poi estrassero le bacchette e intinsero la punta nel Pensatoio, in sincrono.
La conosciuta sensazione di risucchio e poi di caduta seguì a quell'azione, per poi essere catapultati in mezzo a un inferno di fiamme.
Fuoco ovunque, crolli, grida.
Una trave piombò loro addosso ma non li ferì, visto che erano impalpabili come aria.
Videro cadaveri tutt'intorno a loro, ragazzini in uniforme blu a scacchi stesi a terra, in laghi di sangue.
Poi Mangiamorte in nero, che correva qua e là.
Vedendoli però, Harry capì cos'aveva inteso Damon.
I loro movimenti erano...innaturali. A scatti. Come finti, quasi impostati.
Videro un Mangiamorte trafiggere il petto di un uomo, forse un insegnante, impotenti.
- Damon.- sussurrò Draco, scuotendo il capo.
Ora capiva. Ora sapeva.
Vedere e ...non poter fare nulla.
Era quello il destino dei Legimors?
Vivere nella consapevolezza di essere impotenti. La loro ultima destinazione era forse la follia?
- Quei Mangiamorte non sono normali.- sussurrò Ron, investito da una fiammata che lo trapassò.
- No, è vero.- annuì Jess - Non sembrano uomini...si muovono in maniera strana.-
Si aggirarono per il ventre squarciato di Wizloon, sempre circondato da morti, da grida, da studenti che fuggivano.
Poi di colpo vennero sbalzati fuori, all'aperto.
La luce delle stelle, offuscato dal fumo, appariva lontana e finta.
Ora erano nell'erba alta, inginocchiati, lontano dall'incendio.
Ciò che videro li lasciò senza fiato.
Un ferro di cavallo formato da maghi in nero e mantelli rossi ammirava quello scempio.
I Mangiamorte in nero avevano il viso coperto, immobili come statue.
I tizi in rosso invece si notava perfettamente quando fossero umani. I loro occhi scintillavano nelle fiamme.
In mezzo a loro, un uomo con un lungo mantello color panna.
Harry stava dietro di loro.
Quell'uomo...
Lo stesso che aveva visto dopo l'attacco dei licantropi di Greyback, sul sentiero per Hogsmade.
Fece per aggirare quella cerchia di demoni che ridevano ed esultavano di quella strage ma quell'uomo sul viso portava una maschera bianca, divisa in due da una linea rossa.
Una parte femminile, che piangeva. Una lacrima dipinta in blu, sullo zigomo destro.
L'altra parte era maschile e un ghigno atroce gli sfregiava la bocca.
Harry ebbe quasi un mancamento, poi abbassò il capo.
Quell'uomo...e la sua mano sinistra...
Aveva una mano di ferro o forse solo un guanto. Era formato a scaglie di piombo forse, sulle nocche e sulle falangi.
Aveva un aspetto antico e consunto e risaliva fin sotto la manica del mantello panna.
Alla cinta Harry notò qualcos'altro.
Qualcosa di brillante...che mandava riverberi deboli.
Non fece in tempo a vedere che la visione cominciò a traballare.
- Cosa succede?- urlò Ron dietro di lui ma fu l'ultima cosa che sentì.
Vennero tutti risucchiati in un vortice, poi il Pensatoio li risputò fuori malamente, sbattendoli ovunque con violenza nello studio di Silente. Quando si ripresero, Draco fece fatica a rialzarsi dal muro.
Aveva battuto una testata impressionante.
- Dio!- sibilò, massaggiandosi la nuca e stupendosi che non ci fosse del sangue - Ma che accidenti di visioni!-
- Il diavolo se le porti!- sbraitò Ron, rialzandosi dal pavimento - E' stato peggio di un terremoto.-
- E' stato un massacro direi.- ringhiò Jess, atterrato per sua fortuna sul divano - Harry, tutto ok?-
Potter scese dalla scrivania, rimettendo a posto alla meno peggio il disastro che aveva fatto atterrandoci sopra.
- Lascia stare.- gli sorrise Silente - State bene?-
- No.- Harry si rimise a posto i vestiti, ansante - No, non sto bene per niente.-
- Mal di mare?- bofonchiò Weasley.
- No. Tortura...- il bambino sopravvissuto sollevò gli occhi vitrei sul preside - Io non...preside non è giusto. È una maledetta tortura! Non è giusto che Damon possa vedere tutto questo!-
- E' un Legimors.-
- Non m'importa!- sbottò il moro - Da quando aveva nove anni! È un abuso! È già tanto se non è diventato un maniaco o un assassino! E nessuno fa nulla per tutelarlo!-
- Caschi tardi Sfregiato.- Draco, a fianco di Silente, lo guardò con intensità - A lui ci penso io.-
- Non puoi fare niente per quelle visioni.-
- Che ne sai che combino coi miei intrugli?-
Harry, Ron e Jess stavolta tacquero. Anche Silente, però senza guardarlo con aria accusatoria, lo fissò interessato.
- Ne parliamo un'altra volta.- sibilò Potter scoccandogli un'occhiata storta - Bene. Ho visto tutto.-
- Ottimo.- il vecchio mago indicò loro le ultime poltrone asciutte, mentre Fanny andava ad appollaiarsi sulla spalla del bambino sopravvissuto - Credo che sia chiaro, oltre all'atrocità di ciò che aveva visto, che tutto è incentrato su tre punti.-
- Il primo sono quei Mangiamorte. È chiaro che siano fasulli.- disse Jess - Aveva ragione Lucilla.-
- Già. Avete notato i loro movimenti?-
- Si. Sembrano meccanici.- fece anche Ron - Pensa a dei manichini?-
- Fantocci.- il preside fece un altro anello col fumo - Li sto studiando grazie al professor Lumacorno. Credo che si tratti di un nuovo ritrovato magico, un incrocio di magia e meccanica anche se non posso esserne sicuro al cento per cento. Ciò di cui invece sono sicuro è che quei Mangiamorte erano finti come Lord Voldemort che si mette a fare il filantropo.-
- Esatto.- annuì Harry, carezzando la fenice.
- Il secondo fatto strano sono quei maghi dai mantelli rossi.- disse Ron - Credete a una setta?-
- Non lo escluderei, visto come ammiravano il loro operato.- rispose Draco, accendendosi una sigaretta per calmarsi dopo quella devastante esperienza - Tutti insieme e ben nascosti, nessuno sa chi siano. In fondo la segretezza è il principio base dei gruppi mistici.-
- Pienamente d'accordo.- Silente indicò alcuni libri chiusi a catenaccio accanto al fianco sinistro della sua scrivania - Quei libri mi sono stati consegnati da Lucilla. Lei ora si trova a Bruxelles. Sta cercando negli Archivi di Jean-Luc Du Croix, il Cronista Centenario di quest'epoca. Se a noi è sfuggito qualcosa, è improbabile che sia accaduto a lui.-
- Questo Du Croix non è vampiro?- chiese Jess - So che molti Governi si rivolgono a lui.-
- Si ma lui e Lucilla sono amici di vecchia data, credo che non le avrà fatto storie. Ma ora ditemi...- il preside si spostò impercettibilmente in avanti, fissandoli attento - Avete visto l'uomo dal mantello chiaro?-
- L'ho guardato bene.- Harry puntò gli occhi verdi sul Pensatoio, come lontano anni luce da lì - Ho visto la sua maschera, divisa in due. Bene e male. Donna e uomo, dolore e gioia, guerra e pace. Sembra che sia la personificazione di due fazioni.-
- Eccellente deduzione. E immagino avrai notato il suo guanto.-
- Non è una mano di metallo allora.-
- No, è un guanto.- il preside aggiunse altre erbe, bruciandole con un acciarino - Non ne sono sicuro, in questo dovrei avere un consulto con la signorina Granger ma credo che si tratti di uno delle tante copie del Guanto di Minegon* . Ha origini antiche, persiane più precisamente e le sue gesta vengono raccontate perfino in alcuni tratti di racconti cristiani contenuti nell'immensa biblioteca occulta del Vaticano. Pare che abbia doti nascoste ma che possa distruggere montagne intere con un solo tocco.-
- Chi può possedere uno strumento simile?- fece Jess preoccupato.
- Chiunque abbia più di mille anni.- rispose Silente - O che abbia le conoscenze giuste.-
- Poche persone quindi. Che si contano sulle dita di una mano.- Draco ciccò nel portacenere, pensoso - Damon ieri ha letto le carte. Crede che Hermione lo conosca. Sfortunatamente non può vedere ma le farò uno schizzo.-
- Si, servirà.- annuì Harry - Ci sarebbe un'altra cosa...ha notato cos'aveva alla cinta?-
- A dire il vero ho notato solo qualcosa di lucente e di piccolo, ma non saprei dirti cosa.- il vecchio scosse il capo, desolato - La visione del signor Howthorne a quel punto s'interrompe.-
- Ha parlato di rombi bianchi, sempre nella lettura delle carte.- continuò Ron - Dite che può essere il simbolo della setta?-
- Come vedete abbiamo una montagna d'indizi davanti a noi. E domande, che necessitano di risposte.- Silente si alzò, sospirando - Io cercherò ovunque e non smetterò un attimo nelle mie ricerche, Lumacorno ci sarà di aiuto. Voi nel frattempo fate di tutto per proteggere i ragazzi e per scoprire qualcosa, senza correre rischi però. Spero che vi rendiate conto che siamo di fronte a un nemico insidioso e credo che anche Lord Voldemort ormai lo sappia. Non farà mai fronte comune con noi ma forse avremo un alleato in questa lotta.-
- E se questi continuano?- Harry serrò le mascelle - Come posso essere di aiuto chiuso qui dentro?-
- Sei di aiuto a Tom e restando vivo.- gli disse Ron, indurendo i lineamenti - Perché non lo capisci?-
- Il vero aiuto è sempre sul campo.- sentenziò Potter - Qua dentro non servo a niente!-
- Forse è tempo che tu la smetta di pensare che solo rischiando la vita si può essere d'aiuto.-
- Ragazzi, per favore.- Jess poggiò la mano sulla spalla di Weasley - E' difficile per tutti. Siamo anche invasi dai mannari, non è il momento di andarsene a spasso da soli.-
- E intanto la gente muore.- sibilò Harry fra i denti - E Orloff se ne sbatte.-
- Di Orloff se ne occupa Duncan.- lo blandì Malfoy, come se fosse stato un bambino testardo.
- Non parlarmi con quel tono, grazie.-
- Sparati.-
- Bene, noi ce ne andiamo.- Ron afferrò Draco e Jess prese Potter per il gomito - Grazie preside,- aggiunse il rossino ormai alla porta - torneremo con altre eventuali informazioni. Se sa qualcosa ce lo faccia sapere.-
Un tonfo dal soffitto fece sbuffare Silente.
- Tegole.- borbottò, versandosi del the - A presto ragazzi.-
- A presto.-
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I Figli Della Speranza |Dramione|
FanfictionTerza parte della saga, signori e signore. La battaglia fra Harry Potter e i Mangiamorte subisce nuove mutazioni con l'entrata in scena di personaggi ambigui che minacciano la nuova vita del bambino sopravvissuto, mentre il giovane Tom Riddle, ormai...