Sbarre, grida, urla.
Odore di sangue, ombre e risate che sembravano preludere l'inferno.
Thomas Maximilian Riddle aveva tutto in testa. Chiuso e incatenato sotto i suoi ricordi, c'era un mostro senza faccia.
Tutti i bambini hanno paura dell'uomo nero, di un uomo che non esiste.
Ma nel caso di Tom no...quel mostro esisteva davvero.
Lentamente, molto lentamente, sentì i pensieri nella testa raggrupparsi per formare un muro.
L'Occlumanzia. L'ultima sua protezione.
Ma quel mostro, il Vendicatore Bianco, rise lo stesso.
E rise tanto da far tremare chiunque, sotto quella cupola di magia che li escludeva dal mondo.
Il Vendicatore stava davanti a loro, la mano sinistra nascosta sotto il mantello e con essa anche il Guanto di Minegon.
Eppure lo si poteva sentire ridacchiare, quasi potevano vedere quella sua bocca distorta piegarsi orribilmente.
Era un incubo.
Un incubo vero e proprio.
- Ora non c'è nessuno a proteggerti, schifoso serpente.-
La voce uscì di nuovo in un sibilo rauco, come di qualcosa che raschiava contro il metallo.
- Nove anni.- il Vendicatore estrasse finalmente la mano metallica da sotto il mantello, artigliando le dita con fare sinuoso - Nove anni. E dire che eri solo un bambino. Guardati ora...ti è stato permesso di crescere, di diventare un pericolo. Il lavoro sporco è sempre toccato a me. Vero? Te lo ricordi, vero Serpens?-
Tom scosse la testa, cercando di tenerlo lontano dalla sua mente, dal suo cuore.
Ma ci si stava infilando come un veleno dentro una piaga.
Era atroce sentirlo di nuovo dentro. Come una lama piantata nella carne.
- Ti ricordi che fine hanno fatto tutti, vero Thomas Maximilian Riddle?- continuò l'Illuminato, camminando in circolo come un felino - Ed è la stessa fine che farai ora, insieme ai tuoi luridi amici dagli insulsi e miseri poteri.-
- Sta' lontano da loro.-
Tom aveva rialzato il capo solo per pronunciare quelle parole, in minaccia.
- Perché?- il Vendicatore si soffermò a fissarli, mentre il vento della notte saliva veloce - Sono soltanto reietti come te. Voi coi vostri sporchi poteri e il vostro sangue corrotto...il mondo va ripulito dagli esseri marci come voi.-
- E per marcio che intende?- sussurrò Claire, gelida, stretta fra Damon e Tom - I babbani? I mezzosangue?-
Il Vendicatore piegò la nuca all'indietro, ridacchiando di nuovo con gran giubilo.
Tutti gli altri Illuminati in rosso rimasero immobili.
Cadaveri. Erano solo quello.
- I babbani. I mezzosangue...no, no bambina mia. Io non sono come il padre di quell'essere che ti ostini a proteggere. Io voglio ripulire il mondo dalla gente come lui, come Lord Voldemort...-
- E allora perché ha cercato di uccidere Harry Potter?- gli chiese Trix rabbiosa.
- Harry Potter, si.- il Vendicatore sorrise di nuovo, anche se non potevano vederlo - Il bambino sopravvissuto è stata la mia speranza, per molti e molti anni. Poi, quando mi sono accorto che era corrotto come il suo mortale nemico, ho deciso d'intervenire. Già...ti ha salvato Serpens. Ti ha salvato dal mio sicario, quel giorno a Hogwarts. E se solo lui non fosse stato così dannatamente attaccato alla tua inutile vita, ora saresti sotto terra.- e di colpo la sua voce divenne tonante, furente - DOVE TU DOVRESTI STARE!-
I quattro maghi si strinsero di più, come assordati.
Tremanti, non riuscivano neanche a muoversi.
- E ora, Serpens...finirò quello che ho cominciato nove anni fa!-
Lo scintillio del metallo vibrò come una corda di violino, come se il Guanto stesso avesse subito una scossa.
La mano ora era protesa su di loro, senza scampo.
Niente sarebbe rimasto.
- Dì addio alla vita, Thomas Maximilian Riddle. Tu che non dovevi neanche nascere, non hai fatto altro che portare scompiglio a questo mondo. Tu e tuo padre siete stati come una pestilenza. Harry Potter lo ucciderà, non temere. Non sarai solo a lungo. E dopo tuo padre, provvederò a spedire da te anche quel traditore del tuo padrino!-
- Lei è pazzo.- gli sibilò Damon.
- Sei tu il pazzo Legimors.- replicò il Vendicatore, sottilmente - Tu che vedi tanti morti e non ne salvi uno...-
- Stia zitto!- urlò allora Cloe - Ha fatto strage di scozzesi in nome del Lord Oscuro e viene e dirci che uccidere innocenti per una buona causa la salva dal rimorso? Mi faccia il piacere! Tom non ha mai fatto del male a nessuno!-
- Lo farà.-
- Non è un Veggente, non può saperlo! È impossibile! Io lo conosco bene!-
- Davvero bambina mia?- la risata dell'Illuminato la colpì in pieno petto - Non sarò un Veggente ma riconosco un'anima marcia quando la vedo. Mi sei scappato nove anni fa Serpens, grazie a quella maledetta donna. Ma ora basta. Non c'è nessuno a salvarti stanotte. Né lei che provvederò presto a sistemare una volta per tutte, né Harry Potter, né tuo padre!-
Il Guanto stava già sfoderando il suo potere e la morte stava già sorridendo, pregustando le sue vittime quando un battito di mani estremamente vigoroso ma pigro fermò il Vendicatore.
Tutti si fermarono. Forse anche il tempo.
Tom vide appena un'ombra vaga lì accanto a loro, a sinistra.
Qualcuno in un mantello nero batteva le mani pallide, gli occhi blu accesi di sincera comprensione.
- Bene, bene. Ancora le stesse ossessioni di un tempo, Mezzafaccia.-
Le dita metalliche si artigliarono tanto da spezzarsi e tutti ebbero come l'impressione che il Vendicatore stesse per esplodere. Ora fu lui a farsi indietro, la maschera grottesca puntata sul nuovo venuto.
- Tom Riddle.-
- Ci si rivede.-
Lord Voldemort senza guardare altri che l'Illuminato, si portò davanti al figlio.
- Quanti anni sono? Quaranta?-
- Cinquantatré.- sibilò il Vendicatore, puntiglioso - Bastardo come osi presentarti di fronte a me?-
Lord Voldemort rise appena, nascosto sotto al cappuccio.
- Andiamo Augustus. Quaranta o cinquant'anni poco importa. Sei sempre tu vedo. Stessa maschera, stesse assurde ambizioni. Stesse follie anche, devo dire.-
- Senti chi parla di follie.- sibilò il mago in bianco - Cosa sei venuto a fare? A salvare il tuo erede?-
- E a parlare del caso strano per cui il mio Marchio Nero compare un po' troppo spesso, quando da mesi io e i miei Mangiamorte non muoviamo un passo fuori da Dark Hell Manor.- disse Voldemort soave - O forse mi sono sbagliato? Sai Mezzafaccia, se vuoi far scorrere il sangue dei mezzosangue a me poco importa ma...la firma su un capolavoro è un onore che va ad un solo artista.-
- Sta zitto Tom.- ringhiò il Vendicatore con voce stridula - Aspettavo solo di averti a portata di tiro!-
- Ahah.- il Lord Oscuro sollevò le mani, una armata di bacchetta in segno di difesa - Siamo sotto la tua ingegnosa cupola. Non fare finta di nulla, Mezzafaccia. Sai bene che il tuo bel Guanto potrebbe uccidere anche te. La magia cozzerebbe ovunque, non pensi?-
- Per uccidere quel verme di tuo figlio? Questo ed altro!-
Voldemort sospirò. Poi si guardò un attimo alle spalle.
Eccolo lì. Tom e gli stessi tre bambini che aveva visto sei anni prima.
Aveva una strana sensazione di dejà-vu.
Eppure il grifone e i suoi amici ora, se possibile, avevano ancora più paura.
Dalla padella nella brace. Fuori i vampiri di Kronos Leoninus, dentro Lord Voldemort in persona e il Vendicatore.
- Com'è essere di nuovo in circolazione Augustus?- chiese il Lord Oscuro, deviando l'attenzione bramosa da suo figlio - Credevo che in Vaticano ti avessero finalmente messo in gabbia. A quanto pare gli Zaratrox sono stati ingannati.-
- Zaratrox!-
Il Vendicatore sputò a terra...e sputò acido, che sciolse il cemento.
- Zaratrox!- disse di nuovo con sprezzo - Sono decaduti tutti! Non sanno più distinguere il bene dal male!-
- E immagino che tu invece sappia farlo, vero?- ironizzò Voldemort.
- Risparmiami il tuo sarcasmo di bassa lega, bastardo.- ringhiò il suo nemico, con violenza - Sei l'ultimo a potermi fare la predica ma dopo quasi dieci anni ho finalmente a portata di mano sia te che il tuo miserevole sangue! Sei venuto per salvarlo a distanza di nove anni? Sciocco!- e stavolta un ghigno malevolo e sudicio arrivò alle orecchie di Voldemort, dandogli un'orribile sensazione - Come ti senti Tom? Eh? Come ti senti a sapere che il tuo nobile erede è passato sotto le mie grinfie? Già...e per ben un anno intero.-
Indietro, Tom risentì il buio.
Risentì tutto. Dalla carcerazione, a ogni singola notte passata in quell'inferno.
Né vita, né umanità.
Aveva il fiato mozzato quando suo padre si girò di nuovo verso di lui.
Gli occhi blu di Voldemort si tinsero di rosso.
- E' vero?- sibilò suo padre inquisitorio.
Tom non rispose, evitando di guardarlo.
- Thomas.- lo richiamò il Lord Oscuro, imperioso - E' vero quello che dice?-
- Se lo ricorda ancora, vero?- sussurrò l'Illuminato - Ogni notte, nei suoi sogni...sono sicuro che mi vede. Te la ricordi la mia ninna nanna piccolo serpente? Te li ricordi i miei piccoli rombi bianchi, vero?-
- Vall'inferno!- urlò allora Tom, coi denti digrignati e gli occhi vitrei - Vai e restaci...-
E all'improvviso tutta la cupola iniziò a vibrare, così come il cemento sotto i loro piedi.
La neve divenne un liquame, come se fosse stata scaldata dai bassifondi di Londra.
I denti digrignati di Tom e il modo in cui si teneva la testa erano un segnale più che chiaro.
Voldemort allora puntò il Capo degli Illuminati, con la stessa brama di un serpente che avvolge la preda nelle sue spire.
- So cosa stai facendo.- l'ammonì, con voce atona e lontana - So dell'Arca.-
- Che paura.- ghignò il Vendicatore - Tom...la paternità ti ha rammollito. Come ti ha rammollito quel bambino in fasce ventisette anni fa.-
- Hn.- Il Lord Oscuro rise, mandando in bestia - Harry Potter si è dimostrato un nemico più interessante di te, Mezzafaccia. A proposito, vedo che porti una maschera diversa. Come sta il tuo incantevole visino?-
- Muori!-
Fuori di sé dalla collera, il Vendicatore tornò a puntare il Guanto incandescente su Tom, Damon, Claire e Beatrix. I maghi si chiusero di nuovo a scudo l'uno con l'altro, ma ad un tratto l'Illuminato si fermò di nuovo.
Dalle fessure della maschera, videro i suoi occhi insanguinati e colmi di capillari rotti sgranarsi.
Tom, al pari suo, era sconvolto.
Voldemort aveva appena dato le spalle al nemico. Senza preoccuparsi.
E la sua mano pallida dalle dita lunghe e sottili era protesa verso il figlio.
Come...come un gesto di difesa. Una richiesta di nascondersi dietro di lui
Il cuore di Tom batteva così forte che in quel momento si sarebbe affidato al diavolo in persona.
Cuore e testa erano divisi.
Ma quella mano...quella mano che in quel momento ispirava così tanta fiducia...
Era pazzo. Era impazzito.
Eppure, lentamente, senza mai mollare la presa dalla mano di Damon, tirò gli altri fino ad arrivare a un passo da suo padre. Fremendo, alzò il viso. Seguì i contorni del volto del padre, poi gli prese la mano.
Una volta che furono strette e ben salde, Voldemort tornò a girarsi verso il Vendicatore.
- Patetico.- sibilò quello.
- Non tanto quanto la freccia che sta per trapassarti da parte a parte, imbecille.-
Fu le ultime laconiche e annoiate parole che Mezzafaccia sentì dal Lord Oscuro, prima che una freccia di fuoco saettasse in aria, sopra di loro.
Arrivò dalle spalle di Voldemort e si piantò dritta nel suo stomaco.
Barcollò, imprecò e la estrasse, rischiando di cadere in ginocchio.
Il sangue che colò a terra erose il cemento e sciolse la neve come il suo sputo.
Un lezzo pestilenziale avvolse l'aria della cupola, facendo venire la nausea ai più giovani.
Ma finalmente per Tom e gli altri arrivò la salvezza.
Harry uscì dal buio, entrato facilmente nella cupola poco prima.
- Ben arrivato.- gli disse Voldemort.
Harry Potter non rispose, fissando il Vendicatore che si contorceva, rabbioso.
- Cosa fai qui?!- gli ringhiò furente - Chi ti ha detto dov'eravamo?!-
- Io.- replicò il Lord Oscuro.
A sentire quelle parole, Tom mollò la mano del padre all'istante e con rapidità tutti e quattro i giovani maghi si nascosero dietro al bambino sopravvissuto, che in spalla teneva una faretra magica.
- Harry,- fece Riddle Senior con tono ossequioso - ti presento Augustus Grimaldentis. Ha duecento anni su per giù, direi. Io lo chiamo Mezzafaccia.-
Il bambino sopravvissuto scoccò uno sguardo ai maghetti, per vedere se stavano bene, poi da sotto il cappuccio di velluto squadrò la riunione di Illuminati. Il Vendicatore, nonostante la ferita, si stava già rimettendo.
- Se ti chiedi come fa...- Voldemort gli lesse facilmente nel pensiero -...sappi che sono due secoli che vive unicamente grazie al Lazzaro. Sai cos'è?-
- Non sono venuto per chiacchierare.- rispose l'ex Grifondoro, con tono basso ma bellicoso - Ma per mettere le cose in chiaro. Non so che abbiate da spartire voi due ma la vita di Tom non è un premio del pacchetto.-
- Non ti avessi chiamato a quest'ora mio figlio sarebbe morto. È così che lo controlli?- gli rinfacciò Riddle.
Harry gli scoccò un'occhiata truce - Fammi il favore.- gli rispose gelido - Non avessi collezionato nemici per settant'anni ora tuo figlio non dovrebbe rischiare la pelle perché ha il tuo stesso nome.-
- Ne riparleremo quando il tuo avrà l'età per parlare e dirti cosa pensa di te, eroe dei maghi.-
- Che onta.-
Harry e Voldemort si girarono contemporaneamente verso il Vendicatore, che si teneva lo stomaco col Guanto.
- Che onta, Harry Potter, bambino sopravvissuto! Tu dovevi essere la speranza dei maghi! E ora guardati...hai accolto un serpente in casa tua! Hai tradito la tua stessa causa! Tu hai fallito!-
- Ho fallito con la mira, ecco la verità.- rispose Potter piccato - Dovevo mirare più in alto. O più in basso.-
- La tua indifferenza al nemico che hai a fianco mi disgusta!- strillò Mezzafaccia - L'uomo che ha sterminato la tua famiglia ti sta vicino e tu pensi solo a suo figlio! Sei un traditore! Morirai per questo!-
- Si può sapere cosa vuole lei?- gli chiese Harry, esasperato.
- Uccidere me, te, mio figlio, il Legimors...- fece Voldemort serafico - Tutti i vampiri del mondo perché contaminano la razza dei maghi. Ha quest'idea fin da giovane. Ripulire il mondo a sua immagine e somiglianza.-
- Pretenzioso.- sibilò Harry - Di gente come lei gli Auror ne uccidono tutti i giorni.-
- Già ma un Auror a caso nove anni fa non si è accorta di me. E mi ha lasciato vivere!-
- Parla di Hermione.- gli sussurrò Tom sgomento - Perché mi ha salvato da lui.-
- Tu lo conosci?- allibì Harry - Che significa?-
- A più tardi le spiegazioni.- l'interruppe Voldemort - Sono solo venuto per dirti Augustus che sono di nuovo nel pieno delle forze. La prossima volta non resterai vivo per raccontare di avermi rivisto.-
- La prossima volta la testa tua e di Potter rotoleranno ai miei piedi! Insieme a quella di quella donna!- promise Mezzafaccia, schioccando le dita verso i dieci Illuminati in rosso che gli stavano dietro - Siete al centro della mia morsa, signori. E state sicuri che prima o poi vi avrò tutti! In un modo o nell'altro!- e senza aspettare oltre, ruppe la cupola e si Smaterializzò via, senza lasciare traccia.
Cadde il silenzio, nonostante ora i clacson e i rumori di Londra fossero tornati alle loro orecchie.
Anche i vampiri se n'erano andati.
I maghetti si strinsero di più a Harry, quando il Lord Oscuro si volse verso Potter.
- Grazie di avermi avvisato.- disse il bambino sopravvissuto, sistemando la sua faretra con aria tranquilla.
- Hn.- Voldemort ritirò la bacchetta - Ora che non ci sono scocciatori in giro...hai un minuto?-
- Cosa?!-
Tom, vedendo che Harry si stava allontanando lo riprese per il gomito, fissandolo sconvolto.
- Dove diavolo vai?- gli urlò quasi, allibendo di fronte al sangue che gli scorreva dalla cicatrice riaperta.
- A parlare di questa storia. Lui sa chi è quell'uomo. Lo conosce bene.-
- Non m'interessa!- sbottò il Grifondoro, ad alta voce - Non voglio che ci vai!-
- Ma...-
- Niente ma! Ora ce ne andiamo! Tu con lui non vai da nessuna parte!-
Sentendo quelle parole, Voldemort rise da sotto il mantello.
- Tranquillo Harry.- soffiò con voce sottile - Sai come trovarmi, vero?-
Potter serrò la mascella, infastidito.
- Non dare mai niente per scontato, è un consiglio.-
- Che tu però non hai mai seguito.- replicò Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, dandogli la schiena - Ci rivedremo presto.- dopo di che sparì anche lui, in una nuvola di fumo.
Rimasti soli, tutti tirarono il cosiddetto respiro di sollievo.
A quanto pareva però, quella guerra era appena cominciata.
Ma ora Harry aveva un nome.
Augustus Grimaldentis.
Capo degli Illuminati e Carceriere degli Zaratrox.
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I Figli Della Speranza |Dramione|
FanfictionTerza parte della saga, signori e signore. La battaglia fra Harry Potter e i Mangiamorte subisce nuove mutazioni con l'entrata in scena di personaggi ambigui che minacciano la nuova vita del bambino sopravvissuto, mentre il giovane Tom Riddle, ormai...