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- Pessima giornata.-
Draco Malfoy e Harry Potter si scambiarono un'occhiata obliqua, vedendo il loro adorato mostriciattolo tirare un calcio alla porta d'ingresso della Torre Oscura, entrando con un'espressione funerea che non gli apparteneva.
- Ciao cuginetto.- l'apostrofò il biondo, soave - Tutto bene?-
Tom Riddle li raggiunse con aria più che mai eloquente.
- Secondo te?- berciò il Grifondoro, buttando la tracolla sul divano e i libri sul tavolo - No, non va bene per niente.-
- Che è successo?- gli chiese Harry - Hai preso solo Eccellente all'ultimo test di Pozioni?-
- Ahah, molto divertente. Da morire.- il grifone sbuffò, sedendosi e rannicchiando un ginocchio al torace - No, mi gira solo male per stasera.-
Harry guardò il calendario. Non era ancora giorno di festa.
- Non ho capito. Che succede stasera?-
- Quel porco di Lumacorno ci chiude in una cazzo di aula e ci Sigilla dentro.-
- Quel porco di Lumacorno...- ripeté Draco a pappagallo - Lo sapevo che avevi davvero il sangue dei Black nelle vene ma non pensavo che dovesse arrivare quel ruffiano per fartelo tirare fuori.-
- La finite di dire stronzate tutti e due?- ringhiò Tom, buttando giù il whisky avanzato nel bicchiere del cugino - Io sono qua nella merda fino al collo e voi ve ne sbattete!-
I due Auror non fecero una piega.
- Dici che quel rombo su di lui ha effetti lenti e a scoppio ritardato?- bofonchiò Potter, ignorando Riddle palesemente.
- Magari. Non è che ti sei fatto una pozione particolare per liberare la belva che c'è in te? E non bere prima di cena a stomaco vuoto, Tom.- ironizzò di nuovo Malfoy, facendo ridere Harry come un pazzo.
Il Grifondoro in risposta tacque, inferocito.
- Brutti bastardi.- sibilò seccato.
- Oh, dai mostriciattolo.- gli disse il bambino sopravvissuto, scompigliandogli i capelli e andando in cucina per prepararsi la cena - E' da una settimana che sei scoppiato. Che t'è successo?-
- Ma niente.- bofonchiò mesto - E' solo che stanno succedendo un po' di cose strane.-
- E sarebbero?- s'informò Malfoy, che seguiva Tristan e Jess di ronda nei sotterranei di Hogwarts, sulla Mappa del Malandrino.
- Ma niente...una tizia mi tampina in modo strano e pare abbia fatto una scommessa.-
Mancò poco che a quella parola Draco si facesse il segno della croce, impallidendolo.
- Stanne fuori. Qualsiasi cosa sia stanne fuori. Parlo per esperienza personale.-
- Ma smettila di dire cazzate Malferret. Non fosse stato per una scommessa a quest'ora non avresti neanche una figlia.- gli urlò Harry dalla cucina.
- Già e probabilmente non sarei neanche incollato a te per la vita Sfregiato.-
- Non ci avevo mica pensato sai...quindi alla fine è colpa di Hermione se siamo incatenati. No?-
- ...Già! Non è colpa nostra, che non andiamo d'accordo. Ma sua che mi ha piantato finito il settimo anno!-
- Perché parlo con voi due?- si chiese Tom, lasciandosi andare con la fronte contro il tavolo.
- Insomma..- sbuffò Malfoy, annoiato -Il problema oltre a questa povera ragazza che ci prova con te, come umanamente fa l'uomo da che mondo è mondo, sarebbe?-
- Non mi piacciono gl'Incantesimi di Sigillo.- sbottò allora sprizzando fuoco dalle orbite - Ok?-
- E le donne almeno ti piacciono?- ridacchiò Harry, facendo sogghignare anche Draco.
- Ha ragione lo Sfregiato, mostriciattolo.- rincarò il biondo - Non puoi continuare ad andare in bianco per il resto della tua vita solo perché la tua mercanzia è unicamente proprietà tua.-
- Se facessero tutti come te l'incremento delle nascite sarebbe un ricordo ormai.-
- Perché pensate tutti all'incremento delle nascite?- fece Tom esasperato - Anche Claire l'ha detto.-
- Santa donna. Io l'ammiro, ha una pazienza...- bofonchiò Harry.
- Che pazienza? Perché lo dici?-
Draco lo guardò disgustato - Tu sei la vergogna dei tuoi simili! Se ti fai una donna mica ti consuma, lo sai vero? -
- Già, notizia flash.- concluse Potter con gli occhi diabolici illuminati di smeraldo - Non ce l'hai d'argento.-
- Adesso basta!- Tom si mise in piedi, al limite della pazienza - Voi due siete impossibili!-
- Si ma almeno lo facciamo come ricci!- tubarono in sincrono.
Tom, viola per la vergogna, si attaccò alla maniglia e li sentì ridere ancora.
- Un giorno o l'altra ve la faccio pagare!- li avvisò bellicoso.
- Ecco bravo, fatti pagare le prestazioni! Non darlo via gratis!-
Non ricevettero risposta perché era sparito dietro al tonfo sordo della porta...ma tanto Harry e Draco erano talmente piegati sulla tavola che non avrebbero sentito comunque.
Mettere in imbarazzo Tom era diventato uno dei loro passatempi preferiti.
- Sul serio, che tara ha secondo te?- mugugnò Draco tra un singhiozzo di riso e l'altro - Non è normale non pensarci neanche al sesso alla sua età.-
- Lo vedi com'è. Io sono qua, voi là...nessuno mi tocchi. Tu un po' eri così ma la verità è che eri troppo libidinoso anche a diciassette anni per fare a meno di qualche scopata.-
- Si ma quella Grifondoro maledetta non lo aspetterà in eterno.-
- Hanno diciassette anni, fatti loro dai...- Harry alzò le fiamme del camino con un gesto, per poi andare alla finestra - Comunque questa faccenda dei Sigilli mi piace poco. Se Tom ha delle grane sarà meglio parlarne con Tristan. Hanno già cominciato a usare i Mollicci?-
- No, non mi pare. Ma che bravo paparino che sei, Sfregiato.-
- Sta zitto biondastro. Dovresti vedere la faccia che fai quando tua figlia ti sta in braccio.-
- E allora?-
- E allora il porco diciassettenne è sparito. O no?-
- Che ne sai che faccio in privato.-
- Oh già, scusa. Dimenticavo. Parlo con la pantera del ribaltabile.-
- E sfortunatamente per te non lo saprai mai.-
- Tienitele le tue grazie.-
Mentre lassù sulla Torre si dicevano una camionata di idiozie, Tom scendeva per le scale come un treno.
Rosso in faccia come un pomodoro, visti i mille pensieri sconci che invece da tempo si faceva, cominciò a chiedersi se davvero non avesse qualche problema di comportamento.
Ok, Draco, Harry e Damon gli avevano detto tutti e tre la stessa cosa.
In sostanza era un algido pezzo di ghiaccio.
Ok. Non era libidinoso come ogni diciassettenne normale. E allora?
Insomma era così grave non voler farsi spupazzare dalla prima arrapata che passasse?
E parlando di arrapate.
Si bloccò in mezzo al corridoio, sentendo in lontananza la voce di Fern Gordon che rideva.
Si girò appena sopra la spalla, vedendo la Caposcuola di Serpeverde in compagnia del solito gruppetto di vipere, fra cui Cordelia Chilton, tre oche del sesto anno e di...eccola là. Asteria.
Appena la McAdams lo vide alzò la mano, salutandolo vigorosamente.
E la sua bocca umida si piegò in un sorriso.
Tom le fece un cenno, riprendendo per la sua strada.
Dio. Che Beatrix avesse avuto ragione?
Era ormai il dieci ed era passata più di una settimana da San Firmino e da quel giorno, in effetti, la scozzese con lui si era fatta decisamente più...come dire...morbida?
Spesso si fermava con lui a controllare gli appunti. Spesso s'introduceva nelle loro conversazioni con sostanziale gentilezza, rivolgendosi a lui in particolare.
Certo. La faccenda puzzava.
Si era passati da un ceffone e indifferenza ostile a sorrisini e battiti di ciglia.
- Ehi, ti va di fare due chiacchiere prima di cena?-
Eccola lì.
Tom se la trovò accanto e come da solito, s'impose la sua solita cortesia.
Asteria gli sorrise luminosa, prendendolo a braccetto e agitando la chioma castana.
Già quel contatto lo infastidì e se ne preoccupò. E che cavolo, l'aveva solo preso sotto braccio.
Avevano ragione gli altri. Era proprio un altero ghiacciolo.
Così, per mandare all'aria le loro tesi, si sforzò di stare tranquillo.
- Che ne pensi della prova di Lumacorno?- gli chiese la scozzese - Io credo che sarà divertente stare tutti insieme e lavorare per uscire dall'aula. Basta che non restiamo chiusi dentro per una settimana!-
- Già.- mugugnò, seguendo il corridoio del primo piano.
Asteria lo strinse di più, guardandolo curiosa.
- Come mai così silenzioso? È successo qualcosa?-
- No, niente. Sono stato sulla Torre Oscura.-
- Da Harry vero?- la McAdams parve ancora più interessata - Dev'essere eccitante vivere con lui.-
- Si, eccitante direi che è la parola adatta.-
- E dimmi...starai con lui e tuo cugino a Natale, vero?-
- Ahah.-
- E tornerai per Capodanno.-
- Si.-
- Sono contenta sai? Volevo giusto chiederti di accompagnarmi al ballo.-
Tom si fermò, osservandola. Accidenti. Quello sguardo gli piaceva poco. Come gli piaceva poco che gli spingesse un seno così attaccato al braccio che gli stringeva come con un tentacolo.
- Mi spiace, ma ci vado con Claire.- rispose pacato, ma implacabile.
- Oh.- Asteria si rabbuiò subito, con aria ferita nell'orgoglio, e lui se ne accorse - Non credevo steste insieme.-
Stavolta si rifiutò di rispondere. Non erano affari della Serpeverde, così si scusò ancora.
- Mi concederai un ballo almeno, spero.- perseverò la McAdams - Cloe non si arrabbierà.-
- Senza dubbio.- rispose, guardando l'orologio - E' ora di cena.-
- Ci andiamo insieme?-
- ...ok.- e senza più dire una parola, tanto la strega iniziò a parlare di sé, filarono alla Sala Grande.
C'era aspettativa per tutti quelli del settimo anno e quando varcarono la soglia si sentiva un chiasso pazzesco.
Si divisero e ognuno andò al suo tavolo ma quando si sedette, Tom si sentì gli occhi degli amici addosso come se fosse stato un bersaglio mobile.
- Si?- li apostrofò - Che c'è?-
- Ma allora sei stupido!- gli disse Madeline seria, seduta fra Bruce e Sedwigh, che da qualche tempo aveva la testa da tutt'altra parte - Non hai sentito quello che ti ha detto Beatrix?-
- Si che ho sentito.- rispose sulla difensiva - Ma mica mi ha violentato. Stavamo parlando.-
- Uomo senza cuore!- gli sibilò Maggie.
- Già. Promiscuo contaballe!- aggiunse anche Mary.
- Oh ma che vi piglia?- chiese allibito.
- E non ascolti neanche Cloe!- tornò a dirgli Maddy, brusca - Dovrebbe prenderti a calci! Di certe cose non capisci una mazza, lo sai? Sei sveglio in tutto ma di donne non capisci niente!-
- Gente, la finiamo?- disse la King con voce atona, china sul suo piatto - Non ho voglia di rovinarmi l'appetito.-
- Voi siete matti.- Riddle scosse il capo - Mah.- poi osservò Stanford, proprio seduto di fronte a lui.
Il biondo stava guardando altrove, dritto alla tavola di Serpeverde. Seguì il suo sguardo e incontrò Beatrix e Damon.
La Diurna come al solito giocava col cibo e Howthorne sbadigliava, assonnato, mentre Fabian Alderton sbandierava ai quattro venti che sarebbero stati loro di Serpeverde a uscire per primi dall'aula Sigillata.
Ma che guardava? Non si era mica innamorato di Trix?
Martin, sghignazzando, gli passò la forchetta davanti al naso.
- Oh bell'addormentato...chi è che ti mangi con gli occhi? La Vaughn?-
- Nessuno.- Sedwigh tornò a piluccare, pensoso - Come siamo messi per stasera?-
- Lumacorno ha detto che potremmo non uscire subito dall'aula.- gli disse Bruce - Dovremo farci una borsa forse.-
- Che figata, come un campeggio.- rise Bruce, gasatissimo.
- Una meraviglia.- rognò invece Ian - Sai che palle. Due giorni e forse più coi Serpeverde.-
- E con Flanagan.- Mary guardò verso Tassorosso - La prenderà come caccia grossa. Ci proverà con tutte.-
- Beviamoci sopra.- propose Maddy - E che passi in fretta questa prova.-

I Figli Della Speranza  |Dramione|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora