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Venerdì mattina, 19 aprile.
Un giorno che Thomas Maximilian Riddle non avrebbe mai scordato.
C'era un timido sole a scaldare le pareti di pietra della scuola di Stregoneria e Magia di Hogwarts, un sole pallido che si affacciava da nubi scure, quasi temporalesche.
Lui stava appoggiato con un fianco alla finestra della Stanza delle Necessità, avvolto nel costoso lenzuolo liscio e morbido come angora ma leggero come seta. Una mano al collo, coperto dai segni del duello della sera prima.
E poi la mano ridiscese sul cuore.
Dove c'era una ferita che non si sarebbe mai rimarginata.
Hogwarts taceva.
C'erano poche anime in giro, forse tutti colpiti a morte dai bagordi della festa della sera prima, anche se cominciava a chiedersi quali scuse quegli degli anni anziani avessero mai potuto osare inventarsi di fronte ai Direttori della Case.
Dalla finestra vedeva Hagrid andarsene a spasso con Thor nel giardino della fontana, Gazza invece entrava dal portone, raggiungendo il Custode col suo solito cupo cipiglio.
C'erano soprattutto studenti dei primi anni e alcuni Auror che bazzicavano sulle mura lontane.
Ai suoi occhi giungeva tutto in maniera ovattata, quasi indifferente.
Era restato in un mondo a parte, come per difendersi da quella realtà che lo uccideva.
Poi la porta a fianco del letto si aprì lentamente.
Un paio di gambe tornite e leggere si mossero sul pavimento freddo con movenze eteree, ma decise.
E Angelica Claire King si apparve vicino.
La camicia della divisa aperta, un leggero reggiseno di pizzo color perla a coprire quella pelle ambrata, senz'altro addosso. I capelli ricci le scivolavano oltre le spalle, ondeggiando ribelli sulla sua schiena, alcune ciocche sparse sul viso languido.
Tom si volse a guardarla, abbassando il volto per ricevere il bacio che non le aveva dato prima per non svegliarla.
Rapidamente Cloe gli passò le braccia al collo, schiacciandosi contro il torace nudo del grifone.
- Ciao.- gli mormorò sulla bocca.
- Ciao.-
Dio, pensò. Era incredibile che non riuscisse più a formulare un pensiero coerente.
La bionda strofinò il naso contro la sua guancia, come in cerca di tenerezza ma quando gliela morse e gli sorrise con le lunghe ciglia abbassate, a coprire il velo di un desiderio che non si era certo dissipato in una notte, Riddle sorrise al colmo dell'imbarazzo.
La luce del sole faceva strani effetti alla sua malizia del tutto inesistente.
Non riusciva a dirle una parola...era allucinante e lei dovette capire il suo stato d'animo, che a differenza di ogni previsione non aveva manifestato fra le lenzuola, perché fece finta di nulla.
- E' tardi per fare colazione.- gli disse la King, con tono che poteva alludere a ben altro - E' quasi ora di pranzo. Cosa facciamo?-
Ora di pranzo?
Tom corrucciò improvvisamente la fronte e guardò l'orologio, allarmato.
- Oh no!- imprecò, dandosi dell'imbecille - Il colloquio con la Mcgranitt!-
- Quello sul rendimento coi genitori?- gli chiese la biondina - Non ce l'avevi alle undici?-
- Si, sono già passati dieci minuti. Cazzo! Metamorpho Totalus!- e colpendoli con la bacchetta i suoi vestiti macchiati di sangue della sera prima si Trasfigurarono nella sua divisa. Si vestì in tutta velocità, lanciando occhiatacce a Claire che invece colse l'occasione per rifarsi gli occhi una volta alla luce naturale, ridendo del suo adorabile riserbo.
Si era già ucciso contro il baldacchino, facendosi uno zigomo viola, quando la sua ragazza gli dette il colpo fatale facendogli il nodo alla cravatta.
Gli aveva sfiorato appena il collo e già tornavano a tremargli le gambe.
Ora ricordava la sera prima come se avesse avuto qualcun altro in corpo e non se stesso.
Il modo in cui erano usciti dalla festa, in cui erano entrati in quella stanza...a ogni ricordo dei baci e del tocco di Claire avvertiva della lava nel petto, il cuore pronto ad esplodere.
Se solo l'avesse toccato anche in quel momento...non avrebbe risposto di sé.
Cloe alzò il viso, finendo il suo lavoro.
Lo fissò a lungo, per poi alzarsi e premere le labbra sulle sue.
La risposta di Riddle non si fece attendere, che nonostante il ritardo la sollevò al livello dei fianchi, stringendola con tale forza che a lei sfuggì un gemito nella sua bocca.
Quando si staccò, la King chiuse gli occhi e poggiò la fronte contro il suo mento, arrivandoci appena.
Dio. Quella notte era stata...quanto di più travolgente nella sua vita.
Non vi era nulla di paragonabile a ciò che Tom, facendo l'amore con lei, aveva saputo darle.
Incredibile o meno, aveva scoperto in lui una passione e un tocco che dal suo aspetto altero non sarebbe stato possibile intuire. Un che di torbido, un che di dannato.
Tanto che ora nessuno dei due riusciva a dire una sola parola dopo quanto era successo.
- Dobbiamo andare.- gli disse, stringendogli le mani sul maglione.
- Si.- biascicò, ma non si mosse.
Non riusciva a smettere di stringerla convulsamente, a smettere di pensare...a ciò che era cambiato fra loro.
Per sempre. Non più bambini, non più amici. Ma qualcosa di più. E da lì, indietro non si tornava.
Fu l'imprecazione che sentirono fuori dalla porta che li fece sobbalzare.
Qualcuno stava cercando di scardinare la porta della Stanza delle Necessità.
Estraendo la bacchetta, Tom e Cloe spiarono dalla serratura.
- Stewart?- allibì la King.
Aprirono la porta e la faccia del Corvonero passò dall'incazzato allo strabiliato.
Stewart Travers sbattè gli occhioni bruni.
- Wow...scusate ragazzi.-
Tom arrossì all'istante, la Sensistrega invece ridacchiò perché, ebbene si, Stewart Travers era in segreto e dal secondo anno il pupillo della King. Suo inseparabile compagno di trattative segrete, il Corvonero era il Vicepresidente del Club dei Duellanti e colui che aiutava la King nel mettere su il giro di scommesse clandestine che bazzicavano per Hogwarts, nonché collaboratore in ogni avvenimento mondano della scuola.
- Non dovresti essere a lezione Stewart?- chiese Cloe.
- No, stamattina manca la Hilton, niente Sineologia.- spiegò il Corvonero - Praticamente potevo anche fare a meno di svegliarmi alle otto dopo tre ore di sonno. E voi...avete dormito bene?-
Il grifone era sempre più rosso - Si, benissimo.-
- Tutto a posto?- gli guardò il collo pieno di lividi - Fossi in te mi curerei Riddle.-
- Lo farò, grazie.- rispose educatamente Tom - Io devo andare ragazzi, ho l'appuntamento con la Mcgranitt.-
- Ok.- Cloe si sporse, sfiorandogli la guancia e mettendogli la tachicardia - Ci vediamo dopo. Ciao.-
- Ciao.-
Sparì alla velocità della luce, evitando accuratamente di voltarsi indietro per vedere Travers guardarlo pieno di ammirazione. Ma lui aveva altro da fare. Con ben un quarto d'ora di ritardo, la prof di Trasfigurazione l'avrebbe ucciso.
Prima di entrare nello studio della Mcgranitt si alzò il colletto della camicia e quando mise piede oltre la soglia,
si beccò uno sguardo agli infrarossi che ebbe il potere di zittire ogni sua scusa.
- Era ora.- sibilò la Mcgranitt, seduta dietro la sua scrivania - Dov'eri signor Riddle? Ho mandato mezza scuola a cercarti!-
- Mi scusi tanto.- balbettò, chiudendosi la porta alle spalle - Ero in biblioteca.-
- Strano.- replicò la professoressa, arricciando il naso piena di disappunto - Ho mandato la signorina Lewis anche lì e non ti ha visto. Lasciamo perdere.- sbuffò poi, agitando la mano - Forza, siediti. Sei l'ultimo della lista.-
- E l'ultimo dei ritardatari.- aggiunse Tristan, di cui Tom si accorse solo in quel momento.
Fare sesso facevi brutti scherzi, si ritrovò a pensare il mago, trovando nello studio anche Piton, Lumacorno, Harry e Draco. I suoi padrini erano seduti in poltrona, ai fianchi di un'altra postazione in cui doveva sedersi lui.
I professori invece dietro alla Mcgranitt, davanti agli scaffali della Vicepreside.
- Era ora mostriciattolo.- bofonchiò Potter, sbadigliando.
- Che ci fate qui?- chiese, sedendosi lentamente.
- Visto che tua madre non poteva venire,- spiegò Piton - abbiamo pensato di far venire anche i tuoi padrini.-
- Oh.- Tom abbozzò un sorriso - Bhè, allora scusatemi ancora.-
- Bradipo.- gli sibilò Malfoy a bassa voce.
Riddle incassò la testa nelle spalle, mortificato, fino a quando non osservò meglio Draco.
Era rosso in viso. I capelli non a posto come sempre.
E gli occhi grigi erano leggermente lucidi.
- Ha la febbre.- lo precedette Harry.
- Stai bene?- chiese subito il grifone.
Malfettet alzò le spalle e così ebbe inizio il colloquio.
- Bene.- iniziò la Mcgranitt - Ora che ci siamo tutti possiamo cominciare. Come ben sai signor Riddle siamo qua per discutere del tuo andamento scolastico. Doveva esserci anche Lucilla ma Tristan e i signori Potter e Malfoy andranno benissimo.-
- Come mai la mamma non è venuta?-
- Mi ha mandato un messaggio dicendo che era una perdita di tempo.- la professoressa guardò Tom con aria di disappunto - Non ne ho capito il motivo ma sembrava arrabbiata.-
- Ah.-
Tom si fece ancora più piccolo nella poltrona, conscio del perché del comportamento della Lancaster.
Perdita di tempo. Si, lo era senz'altro nel suo caso.
- Allora signori, come tutori del signor Riddle immagino saprete che il suo andamento scolastico è ineccepibile. Nessuna assenza ingiustificata, i voti sono al massimo e anche il comportamento è assolutamente impeccabile.-
- Pallosamente perfetto.- brontolò Harry.
- Secchione.- fece anche Draco, poggiandosi su un gomito.
- Nessun calo in nessuna materia.- proseguì la Mcgranitt, ignorandoli palesemente e ficcando una bacchettata a Potter quando cercò di prendere uno Zenzerotto - Se continua su questa strada non ci sarà una sola E al M.A.G.O. Severus vuoi dire qualcosa?-
- Ultimamente il signor Riddle non ha distrutto nulla.- sibilò Piton.
E questo già la diceva tutta.
- Faccio del mio meglio.- borbottò timidamente Tom.
- Difesa va alla grande.- disse anche Tristan - Da parte mia non mi lamento di nulla.-
- Nemmeno io.- aggiunse Lumacorno, tutto tronfio come un pavone - Non ci si poteva aspettare altro. Eccellente sotto ogni punto di vista. Ha acume, arguzia e un intelletto notevole. Per non parlare di un potenziale magico che farebbe sbiancare chiunque. Non potremo essere più soddisfatti.-
Una colata di miele insomma.
Harry e Draco si scambiarono un'occhiata semi disgustata.
Dieci anni prima loro erano stati in quello studio in piedi come bambini cattivi, come se essere diventati Animagi fosse un peccato universale...quando neanche cinque minuti prima Lumia Lancaster li aveva scaraventati entrambi giù dalla Torre di Astronomia. Che innegabile cortesia, quei professori.
- Va bene.- Tom fece per mettersi in piedi - Allora siamo a posto...-
- No, signor Riddle.- lo bloccò la Mcgranitt - Non siamo a posto. Dobbiamo parlare del tuo futuro.- e incrociò le dita di fronte ai suoi schedari - Allora, quali sono i tuoi progetti per dopo?-
Quelle parole gli arrivarono del tutto prive di senso.
Progetti? Futuro? Dopo?
Dopo cosa?
Sul suo volto aleggiava lo stupore di Lord Voldemort quando gli aveva detto chiaro e tondo che i Pugna Laeta erano una specie di dama per ritardati, ma si riprese in tempo sufficiente per non vedere spuntare sulla facce di Draco e Harry un'espressione stranita. Ormai mentire era quasi diventata una specialità per lui.
- Oh!- fece di nuovo, modellando la pallida imitazione di un sorriso, anche se dentro urlava - Io non lo so.-
- Non lo sai? Signor Riddle, con voti del genere puoi fare qualunque cosa, tengo a precisarlo.-
- Si, lo immagino.- mormorò.
- Spero non vorrai stare sul groppone a Lucilla per tutta la vita.- gracchiò la Mcgranitt con tono ruvido ma anche materno - Devi scegliere cosa fare.-
- Io ritengo che la carriera di Auror sia magistrale.- tubò Lumacorno.
Tom impallidì.
Sarebbe scoppiato a ridere se la sua cortesia non gliel'avesse impedito.
- Auror?- alitò - Io non credo...ecco...presumo che farò qualcos'altro.-
- Ma caro ragazzo, con questa preparazione!- si sconvolse il professore d'Incantesimi, agitando le braccia e quasi accecando Piton - Tu sei un grande mago! Potresti essere di così grande aiuto alla causa!-
Ma quale causa? Dei Mangiamorte o degli Auror?
Emozionalmente avrebbe voluto profondare, ma Draco gli posò una mano sulla spalla e stupendo un po' tutti usò la sua voce bassa, colpa della febbre, per placare gli animi.
- E' ancora presto. Deciderà cosa fare quando sarà il momento. Mettendogli fretta non risolveremo nulla.-
- Draco dovresti farti vedere dalla Chips.- gli consigliò Piton, scrutando attentamente il suo rossore innaturale.
- E' solo una leggera influenza, nulla di che.- li scoraggiò il biondo - Per quanto riguarda il futuro di Tom ne riparleremo quando avremo tutti le idee più chiare...e un campo d'azione meno limitato.- disse, con tono che la diceva tutta su come leggere fra le righe - Possiamo andare adesso?-
- Si, certo.- annuì la Mcgranitt, mentre Tom tirava un silenzioso respiro di sollievo - Fatti visitare Malfoy. E tu Potter, vedi di mandarmi Lucilla non appena la vedi. Intesi?-
- Chiaro.- e di volata scapparono fuori tutti e tre, con Riddle per primo che cercava di placare i battiti del cuore.
Era palesemente nervoso ma i due Auror si erano accorti di ben altro.
Non c'è nulla come due padrini dai trascorsi perversi per recepire certi messaggi.
E il mostriciattolo quel giorno aveva qualcosa di diverso.
Qualche pensiero maligno scambiato per telepatia, un'occhiata d'intesa che Harry Potter e Draco Malfoy mostravano solo nel tormentare il povero Riddle e scattò la trappola.
- Era ora mostriciattolo.- iniziò Draco.
Tom levò le sopracciglia, fissandoli - Ora di cosa?-
Harry nascose un ghigno, restando impassibile - Che finalmente accadesse. Com'è stato?-
Impossibile descrivere la faccia ghiacciata di Tom. Passò dalla confusione totale all'imbarazzo più estremo, con la bocca spalancata al limite.
- E voi due come diavolo fate a saperlo?!-
Subito.
Ci era cascato come un fesso.
Era proprio un angioletto fino all'inferno per sbaglio.
- Ma allora l'hai fatto davvero!- attaccò a ridere il bambino sopravvissuto, dando il cinque a Malfoy - Grande, ci abbiamo preso! Dai spara, com'è stato? Eh? Non è che hai fatto cilecca vero?-
Rise biecamente anche Draco, però con un misto di dolcezza negli occhi quando il piccolo Riddle attaccò a porconare come un disperato, dicendogliene di tutti i colori, tanto che i quadri nel corridoio si misero le mani sulle orecchie, considerata la volgarità uscita da una bocca che di solito si abbeverava di acqua di rose.
Gli fecero tanto di complimenti, dopo che il giovane Grifondoro fu tentato di lanciare Cruciatus e Avada Kedavra che però non avrebbero avuto effetto e quindi, sempre con un sottofondo di consigli in campo sessuale dati da due Grandi del Materasso, scappò alla velocità della luce anche da quella parte del castello, conscio che quei due maniaci non l'avrebbero più lasciato in pace per un bel pezzo.
Andando via Tom, arrivò Hermione a passo di carica.
Sconvolta dalla bestemmia che sentì dire al Grifondoro fra i denti mentre gli passava a fianco, osservò imbufalita quei due imbecilli che si piegavano dalle risate.
- Che gli avete fatto stavolta idioti?- sibilò, apostrofandoli tanto gentilmente.
- Niente, niente.- annaspò Harry, pulendosi le lacrime agli occhi - Oddio...queste si che sono soddisfazioni.-
La strega li guardò serafica, poi scosse il capo e puntò l'attenzione sul suo novello sposo.
- Ti ho cercato dappertutto.- gli disse dura - Draco, avevi trentotto e mezzo di febbre stamattina!-
- Tu vai sempre in giro ammalata.- le ricordò il biondo, mentre lei gli poggiava le labbra sulla fronte.
- Si ma io sono io.- fu la semplice replica - Voglio che vai a letto.-
- Se non lo faccio?-
- Il cibo allora non sarà l'unica cosa che riceverai in bianco.-
Minaccia andata a segno. Tempo un attimo e Malfoy era sparito, rubandole un bacio e imprecando dietro a Harry, come saluto normale.

In Sala Duelli invece Beatrix Vaughn stava sfogliando Vanity Witch, assonnata e con il pranzo fra le grinfie.
Non era riuscita a dormire grazie a quel maledetto di Adam Broody che l'aveva beccata tornare all'alba, dopo una notte di festa con Milo e l'aveva trascinata lì in Sala, dov'era stata tutta la mattina per allenarsi per il prossimo giro del Torneo, non che però le servisse, visto che anche da moribonda avrebbe sconfitto facilmente i suoi compagni.
Stava leggendo distrattamente un articolo su come usare la pozione TingieArriccia sui capelli crespi, seduta sullo schienale del divano accanto a Sedwigh che invece sonnecchiava, quando sulla porta apparve Cloe.
Trix levò il capo in tempo perché la King la inquadrasse.
E la incenerisse con un sorriso da far invidia alla luce del sole.
Fece per bofonchiare una domanda muta ma la Sensistrega cacciando un gridolino attraversò la sala, investendo chi le capitava a tiro e saltò letteralmente al collo della Diurna, tanto che si rovesciarono entrambe sul divano.
Stanford fortunatamente fece in tempo ad afferrare il bicchiere di Trix, che schiacciata dalla Grifondoro non riusciva a capire il perché di tanta gioia.
- Insomma ma cos'è successo!?- chiese inviperita, agitando le gambe in aria - Megafessa pesi!-
- Oddio ragazze!- Flanagan, Matt Rogers e pure Clyde Hillis si misero comodi a vederle sdraiate sul divano, gli occhi pieni di libidine - Avete realizzato il mio sogno segreto! Continuate, vi prego!- fece il Tassorosso.
- Sta zitto Thaddeus!- brontolò Trix, mettendosi seduta e così fece anche Cloe, che però continuò ad abbracciarla forte.
Ringraziò Dio che non respirasse, almeno fino a quando la biondina non gli sussurrò qualcosa all'orecchio.
E allora fu tutta un'altra storia.
- Oddio!- esplose anche la Vaughn, elettrizzata - Non ci credo, dai! L'hai drogato, dì la verità!-
Poteva dire di non aver mai visto quel bagliore negli occhi della King.
E per molti anni avvenire, Beatrix purtroppo non lo rivide più.
Quello fu l'ultimo giorno in cui la vide ridere...ma questo non lo sapeva.
Osservò incantata gli occhi color cioccolata della Sensistrega e si sentì così felice che stavolta fu la Diurna ad abbracciarla.
- Vieni.- le ordinò, prendendola per mano - Qua mi serve una sigaretta. Stanford tienimi il pranzo il caldo, torno quando avrò digerito la questione!-
- Tranquilla, di certo non te lo bevo. Cos'è che è successo comunque?-
- Lascia perdere.- risero tutte e due, sparendo.
Beatrix spalancò la porta del bagno di Mirtilla come un'indemoniata e dopo aver controllato sotto le porte dei cubicoli che non ci fossero spioni, si accese quella benedetta sigaretta dando un tiro che la rimise al mondo.
- Oddio, che goduria! Finalmente! Siii!- cinguettò con vocetta melensa, abbracciando di nuovo di slancio Cloe che rise felicissima - Non ci posso credere, sono così contenta! Dov'è adesso lui?-
- Dalla Mcgranitt per il colloquio coi genitori.- spiegò la biondina.
- E' successo dopo che me ne sono andata...porca di quella grandissima miseria schifa, lo sapevo che dovevo aspettare ancora.- sbuffò Trix - Ma dove è capitato il miracolo scusa?-
- Nella Stanza delle Necessità.-
La Serpeverde rise malignamente, coprendo la bocca color delle fragole con una mano - Per tutti i maghi dell'Alta Corte, è anche meglio del previsto! Non è che sono comparsi attrezzi strani vero?-
- No, maniaca.- rispose Claire sarcastica - Fammi dare due tiri, va.-
- Ecco cosa succede a far troppo sesso.- la prese in giro la Vaughn, quando una voce s'intromise: -Sesso? Chi ha fatto sesso?-
Le due sobbalzarono, imprecando verso la loro sinistra.
- Neely?- Claire guardò la porta di un bagno, aguzzando i sensi - Neely sei tu?-
- Si.- bofonchiò la Corvonero.
- Cosa fai lì dietro?- chiese anche la Diurna.
- Mah, secondo voi?-
Domanda idiota.
- Con chi hai fatto sesso, scusa?- s'informò finalmente la Montgomery, uscendo e andando ai lavandini.
- Mah, indovina.-
La strega ghignò e dal riflesso dello specchio la videro radiosa come loro, nonostante le occhiaie.
- Era ora.- e si sciacquò la faccia, rifacendosi poi il trucco - Com'è stato?-
- Bello.- rispose la King, sminuendo quello che provava davvero, fino a quando dallo stesso bagno da cui era uscita la Caposcuola di Corvonero non giunsero altri rumori. E la sorpresa fu che ne sgusciò Damon.
- Salve signore.- le apostrofò angelico, sistemandosi la camicia e pulendosi dei segni di rossetto dal collo.
- Ciao tesoro.- fece Trix, dopo un attimo di sbigottimento - Noi stiamo bene. Deduco che stia bene anche tu.-
Howthorne e la Montgomery si guardarono, per scoppiare poi a ridere.
- Ci siamo dati tutti alla cacciagrossa, che indecenza.- la Vaughn spense la sigaretta che aveva fumato in un lampo - Già che ci siamo, c'è qualcun altro qua dentro?-
- Ci sarei io.- disse una vocina femminile dall'ultimo cubicolo a sinistra - Ma fate finta che non abbia sentito nulla.-
- Ma chi è?- chiese Damon, stranito.
- Ciao Tilde.- sospirò Claire, alzando gli occhi al soffitto - Sei sola lì dentro, spero.-
- Si, certo.- mormorò la ragazzina del primo anno timidamente, di Grifondoro, mettendo il delicato nasino fuori dalla porta - Non dico niente, signorina Cloe, lo giuro! Neanche a Dena!-
- Ah, ma è una delle amiche di Degona.- si tranquillizzò il Legimors, per poi capire che si era dato alla pazza gioia con delle orecchie undicenni innocenti a pochi metri. Merda.
- Il principe dov'è adesso?- continuò il Serpeverde, allacciandosi la cravatta - Non sarà più al colloquio.-
- Già, è mezzogiorno ormai.- Cloe guardò l'orologio, poi chiuse gli occhi -...Corridoio nord, aula Incantesimi.-
- Perfetto.- annuì Neely - Io ho un incontro con le Grazie, pare abbiano inventato un nuovissimo modo per farsi i colpi di sole usando il fegato dei vermicoli e prima che invadano Corvonero con un allevamento sarà meglio che vada a controllare. Ci vediamo più tardi.- poi baciò Damon, che ricambiò con uguale intensità - A dopo.-
Rimasti in tre, più la piccola Tilde Graham abbarbicata nel bagno chissà a far cosa, le due streghe più grandi osservarono il giovane lord con aria maliziosa.
- Quanto siete carini.- insinuò Trix perfida.
- Non fare il bastardo, mi raccomando.- tubò anche Cloe.
- Vogliamo parlare di te duchessa?- frecciò, aprendo il portasigarette e accedendosene una - Ti sei appena fatta...- e si fermò, volgendosi verso l'ultimo cubicolo - Tilde?-
- Si?- chiese la piccolina emozionata, visto che a Grifondoro c'era un intero fan club tutto per Howthorne.
- Mi raccomando, tappati le orecchie.-
- Subito!-
- Dicevo...ti sei appena fatta Tom-Sono-Il-Principe-Di-Ghiaccio-Riddle, l'essere magico più dannatamente riservato e conservatore dopo l'ultima fusione fra Black e Malfoy, ovvero Draco. C'è di che esserne fieri tesoro, anche se stare qua a parlare delle grazie di Tom mi fa uno strano effetto.- aggiunse, disgustato.
- Se non altro la serata te la sei passata bene anche tu.- ironizzò la bionda - Non avevi mal di testa?-
- M'è passato.- soffiò ironico.
- Ci credo. E s'è visto che ti sei ripreso anche bene.- risero in coro Cloe e Trix - L'avrai traumatizzata quella povera bambina.-
- Mi avete preso per Tarzan?-
- Chi è Tarzan?- chiesero.
- Lasciamo perdere.-
Qualche altro convenevole e se ne uscirono dal bagno di Mirtilla, scordandosi di avvertire Tilde che ormai poteva levarsi le mani dalle orecchie.
Una volta per i corridoi però, i tre notarono del movimento.
- Che succede?- brontolò la Diurna, fiutando guai.
Le passò accanto un prefetto di Tassorosso che correva tutto spettinato e il ragazzo blaterò qualcosa su delle scritte pericolose, sulla parete esterna dell'aula di Lumacorno.
Cominciando a temere il peggio, i tre raggiunsero in fretta il corridoio nord e ciò che videro riuscì per un attimo a lasciarli tutti senza fiato, esattamente come tutti i Capiscuola che si erano riuniti.
Sulla parete c'era una lista, scritta in rosso.
Vari cognomi, più di una dozzina. E sopra di essi una grossa X.
- Cosa diavolo significa?- gracchiò Patience Hogs, Caposcuola di Tassorosso e ragazza di Bruce - Chi è stato?-
Davanti all'aula c'erano le classi seconde e le matricole.
- Da quanto questa roba è qua?- incalzò anche Fern Gordon seccata - Allora?-
- Ma questi nomi...- Cloe li scrutò con la gola arsa e arida - Sono di...-
Marshall, Winsort, Prentice, Mitchell, Lampert, Haristorn, Rorne, McAdams, Beldon...
- Chi diavolo è stato?- richiese Neely, affiancata da Jeff Lunn, Caposcuola di Corvonero come lei.
- Ancora queste voci sui Mangiamorte.- sibilò Flanagan, volgendosi verso i ragazzini delle seconde e delle prime - Complimenti mocciosi, chiunque di voi abbia scritto questa bella lista o sa troppe cose sui Mangiamorte oppure spara troppe stronzate!-
- Thaddeus.- Patience lo placò accorata - Ragazzi, voglio i nomi. Ora.-
- Era già qua quando siamo usciti.- spiegò con voce acida un ragazzino del secondo anni, di Serpeverde - E fuori c'erano quelli del primo anno.-
- Noi non abbiamo fatto niente!- disse Julian Larabee, l'amico di Degona.
- E questa cosa è comparsa così?- ironizzò Fern Gordon - Guarda qua che nomi...McAdams.-
Tutti si voltarono verso Asteria, che era lì con occhi pieni di livore, a fissare il suo nome marchiato in rosso.
- Sono tutte menzogne!- ringhiò la scozzese.
- Ha ragione lei! Noi non centriamo niente!- piagnucolò Isabella Prentice, aggrappata a Julian e Degona, che fissava angosciata Tom, in disparte, esattamente come Cloe, Trix e Damon.
- Già ma come facciamo a sapere chi sono i Mangiamorte veri?- sibilò un altro di seconda, di Tassorosso.
- Bhè, lì c'è scritto Mitchell!- sbottò Julian zittendolo - Perché non parli con lui, eh?-
Gli occhi automaticamente si puntarono su William.
Era strabiliante come il piccolo Crenshaw osservasse quella lista senza battere ciglio.
Comunque non era stupito.
Henry, se era vero, era proprio un povero idiota.
- Allora?- gracchiò il Tassorosso di prima - Tuo padre è un Mangiamorte?-
William alzò le spalle - Non è mio padre.-
- Cosa?-
- Non è mio padre. E mia madre è morta. Coi Mitchell non ci ho niente a che fare.-
Fine.
La seconda classe non riuscì più ad aprire bocca.
- Non siamo qua per fare gl'inquisitori.- chiarì Jeff Lunn - Voglio sapere chi ha scritto questo cumulo di porcate.-
- Perché non lo chiedete agli Auror?- fece Philip Prentice, arrivando in quel momento e prendendo la sorellina sotto la sua ala protettiva - Gli Auror sapranno dirvi quali voci sono vere e quali false. Per il resto, posso dirtelo io chi ha sputtanato il muro, Jeff.-
- Sentiamo amico mio.-
- Perché non glielo dici tu, Quinn?-
Uno del secondo anno di Corvonero fissò i Caposcuola con astio.
- Sei stato tu David?- allibì Neely - Ma perché?-
- Perché?- urlò diventando incontrollabile - Perché i Mangiamorte hanno spedito mio padre al San Mungo ieri sera! E so anche chi è stato! I McAdams!-
Asteria illividì di nuovo.
- I miei non sono Mangiamorte!- strillò estraendo la bacchetta - Stupido moccioso, devi stare zitto!-
- Tieni a posto quella bacchetta. E anche la lingua.- la fermò Neely con tono gelido, poi si rivolse di nuovo a David - Non puoi saperlo se sono stati loro. Non possiamo continuare ad accusare chi capita.-
- I Prentice li hanno accusati tutti quanti!- sbraitò il ragazzino.
- Mai gli Auror.- chiarì Jeff Lunn, glaciale - E dovresti vergognarti di quello che hai detto.-
- Gli Auror non lo sanno più di chi fidarsi!- strepitò Quinn - Basta vedere mio padre! O il professor Mckay! E perfino Harry Potter visto che ci teniamo a scuola il figlio del Lord Oscuro!-
Da Grifondoro, arrivata in ritardo, scoppiò un delirio di urla. Martin Worton era già andato ad attaccare il Corvonero al muro e per separarli ci volle tutta la buona pazienza delle Caposcuola femmine.
Dieci minuti più tardi tutti vennero spediti via, tranne quelli del settimo che rimasero a fissare quella lista, sconvolti.
Tutti quei nomi...era impossibile.
La metà erano falsi...ma altri...
Fern Gordon e Beatrix, affiancate, sentirono gli occhi freddi di Asteria puntati su di loro.
Si, non era la prima volta che giungevano loro voci sui McAdams.
- Vergognoso.- sibilò Flanagan, cominciando a far Evanescere quella porcheria.
- Già, vergognoso.- sbottò Asteria furente - E' vergognoso che una famiglia rispettata come la mia venga messa in mezzo quando in questo posto sguazza la peggior specie di maghi della Gran Bretagna!-
- Se non altro loro non si sono mai venduti.-
Asteria allargò gli occhi verdi, voltandosi molto lentamente verso Tom.
Riddle se ne stava immobile, le braccia conserte, a fissare il muro su cui la scritta spariva poco a poco.
- Come hai detto?- ringhiò quella a bassa voce, avvicinandosi pericolosamente.
- Hai sentito.-
- Io mi sarei venduta?- gli chiese, strepitando - Io mi sarei venduta? Proprio tu parli? Tu che dovresti solo marcire ad Azkaban insieme a quell'assassino di tuo padre? Per non parlare di quella sporca Mangiamorte di tua madre! Il sangue non mente mio caro, non puoi fregare gli altri su quello, anche se sei un maledetto mezzo Black!-
- Hai ragione.- Tom non batté ciglio - Il sangue non mente. E i tuoi, che tu li difenda o meno, sono Mangiamorte.-
- Come cazzo fai a dirlo?- gli strillò.
- Li ho visti. Semplice.-
La McAdams si fece indietro.
Come colpita da un pugno.
Ora tremava, tutti invece restavano in silenzio.
- No.- mormorò, scuotendo il capo - Loro non lo farebbero mai...non avrebbero mai distrutto Wizloon con me dentro.-
- Non sono stati i Mangiamorte.- Riddle aveva gli occhi tanto lontani da sembrare un fantasma - Sono stati gli uomini tanti pii a cui tu hai venduto me e Harry Potter. Sto parlando dell'uomo che ti ha salvata, dicendoti che era stato Voldemort ad ammazzare tutti i tuoi amici.-
Asteria indietreggiò ancora, come presa da un capogiro - Tu...tu come lo sai?-
- Perché gli Auror hanno capito tutto. E Damon ha visto quella notte, a Wizloon. Non sono stati i Mangiamorte a distruggere la tua scuola, ma l'uomo che ora ti sta usando per uccidermi e che poi ammazzerà anche te, perché i tuoi sono Mangiamorte e perché non gli servirai più, una volta raggiunto il suo scopo. Quindi come puoi ben vedere, a sguazzare nel fango ci sei anche tu, Asteria McAdams. Insieme a tutta la tua famiglia. Benvenuta nel mondo reale.-
Cadde sui presenti un silenzio che da tempo Hogwarts non sentiva.
La scozzese era immobile, annichilita.
Si girò di scatto, poi se ne andò con altrettanta rapidità, quasi di corsa.
Passato l'angolo, nessuno sentì più neanche il suono dei suoi tacchi.
- Non dovevi parlarle così.- gli disse Prentice, a bassa voce.
- Ti senti meglio adesso?- gli chiese anche Martin - Tom ma che t'è preso?-
- M'è preso che David Quinn aveva ragione. I McAdams sono Mangiamorte. Prima lo capisce e prima finirà di dare il tormento a tutti quanti perché i suoi amici sono morti, quando lei lavora per la stessa gente che ha raso al suolo Wizloon.- sibilò, senza staccare lo sguardo dal vuoto.
- Potrebbe fare qualche sciocchezza adesso.- mormorò Trix con un'aria non eccessivamente preoccupata.
- Tanto qua è al sicuro, per il momento.- Jeff Lunn scosse il capo - Credo sia meglio che sappia.-
- Come no.- fece la Gordon con amarezza - Già che ci siete allora perché non sbandierate tutti i nomi dei Mangiamorte ai quattro venti, eh? Perché non mettiamo a rogo tutta Serpeverde allora?-
- Fern qua nessuno vi ha accusato.- sbuffò Neely - Non ricominciate a metterci in bocca parole che non abbiamo mai detto, per cortesia. Come non abbiamo bruciato Tom in questi anni, sulla pira non ci finirà nessun altro.-
- Già. Non spetta a noi.- concluse Trix - Però questa storia deve finire. Se ci saranno altri attacchi e queste voci continuassero, quelli colpiti ingiustamente potrebbero avere guai.-
- Avviseremo i Direttori.- disse Mary. J. Lewis, Caposcuola di Grifondoro - I ragazzi devono essere tenuti un po' più sotto controllo, ma il problema maggiore so io dove si trova.-
- E sarebbe?- le chiese Patience.
- La Gazzetta di Hogwarts.- sibilò Tom, mentre Mary annuiva.
- E quel cretino di Bart.- Flanagan serrò le mascelle - Si, sta mettendo troppi sottintesi. Ci parlo io.-
- Parlare.- sottolineò Jeff Lunn - Non accoppare Bart Owin, Thaddeus.-
- Me ne sbatto le palle, sta gettando merda addosso a gente che non centra nulla.-
- Ha ragione Flanagan.- annuì Adam Broody, raggiungendoli - Stamattina c'era un articolo sui pericoli che s'incorrono ad offendere i "figli di gente poco raccomandabile". A qualche testa di cazzo dev'essere sfuggito del duello di ieri sera.-
- Ehi, non guardate me.- bofonchiò Philip.
- Chi cazzo ha cantato vorrei saperlo!- ringhiò Fern fra i denti - Dio, adesso vado nelle sale della redazione e spacco quell'orrida faccia a Bart Owin una volta per tutte! Chi c'era in giro ieri notte che ha sentito?-
- Non è che è stata qualcuna della Licorne?- chiese Trix.
- Figurati.- Cloe agitò la mano - Pandora ci ucciderebbe.-
- E allora chi è stato?-
- Chissene frega, non c'erano nomi né cognomi.- sibilò Tom, sporgendosi dalle arcate che davano sul giardino, sentendo il verso di un allocco - Vogliono solo agitare la polvere per rendere nervose le persone.-
Sporse il braccio.
Il battito delle ali sembrò rallentare. Ma forse era solo il suo modo di vederlo.
Il suo battito del cuore, che lentamente si spegneva.
Perché Tom già sapeva.
L'allocco planò su lui, con un messaggio legato alla zampa.
E fu allora.
Mentre gli altri continuavano a discutere, Thomas Maximilian Riddle ruppe il sigillo del Ministero della Magia.
Nel cuore una pietra, nell'animo più nulla.
E la sua condanna. Nero su bianco.
L'appuntamento era per le quattro, a Londra. Di fronte al Wizengamot.
Da solo.
La sua vita ora era sottoposta allo sgocciolare del tempo.
Poco meno di quattro ore...e sarebbe finita per sempre.

I Figli Della Speranza  |Dramione|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora