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Quell'orrida domanda risuonò nelle orecchie di Beatrix fin di prima mattina, quel perfido primo novembre.
- AVETE APERTO IN DUE UN CADAVERE???-
William e Damon sembravano gemelli, tanto le loro espressioni erano a metà fra l'immortale incredulità e il più invasato disgusto, simili in tutto e per tutto. Per non parlare dei loro occhi sgranati e della coscienza del più giovane dei tre Serpeverde, convinto di essere finito per sbaglio in una casa di recupero mentale e non in una scuola di magia.
Damon Howthorne comunque non se ne stupiva più.
In fondo cosa aspettarsi da gente atipica come Beatrix e Tom...gente che evitava le feste come la peste, che considerava i party anche peggio delle orge e che pensava che Natale fosse la festa di Nostro Signore Chanel?
Bhè, se non altro lui ormai era a posto.
Diciassette anni.
Finalmente ci era arrivato.
Inspirò a fondo l'aria di quella mattina di novembre, ombrosa e fosca.
La nebbia avvolgeva tutto. Ma non lui.
Non lui che ormai era libero, visto che era il primo novembre, la festa di Ognissanti e...il suo compleanno.
Era maggiorenne. E i suoi, la sua famiglia, i suoi parenti...no, non avrebbero più potuto toccarlo.
Era domenica e ognuno di loro aveva qualcosa da fare, ma quella sera avrebbero festeggiato la sua libertà.
Salendo sulla Torre Oscura incontrarono persone ancora restie a parlare del giorno precedente: Ron per esempio aveva ancora uno stampo rosso in faccia dello scherzetto di Potter e Malfoy, che era sparito sperando di scamparla, aveva quasi rischiato di ritrovarsi i capelli rasati a zero, ma si era svegliato prima che il rasoio arrivasse a mozzargli la sua preziosa criniera bionda...e poi, bhè, poi era scattata la rissa.
Comunque una volta saliti alla Torre, c'era la truppa riunita allegramente.
Il problema uno solo.
Tutti fissavano lo strano rombo bianco, più piccolo del palmo di un bambino, dalle forme smussate.
Di alabastro, bianco e puro.
Tutti lo fissavano, lo scrutavano, lo studiavano, appoggiato su un drappo di velluto sistemato sulla tavola.
Silenzio.
Harry si levò la sigaretta dalla bocca, schioccando la lingua.
- Cosa cazzo è?-
Bella domanda.
- E perché stava dentro al cadavere di quel finto Mangiamorte?- borbottò anche Edward.
- Domanda ancora più importante...- ridacchiò leggermente Clay, evitando di scoppiare in una risata apocalittica davanti alla faccia contrita di Riddle, seduto a tavola con la sua migliore espressione colpevole - Era interessante il fegato del vostro amico?-
- E ma dai, che schifo!- sbottò Pansy, scuotendo il capo.
- Farà schifo ma è anche dannatamente divertente!- celiò tutto il gruppo di Jess, Milo compreso che si sorbiva la colazione in santa pace.
- Bhè, complimenti, davvero.- Jess batté le mani - Non fosse stato per Tom e Beatrix non avremmo mai trovato questo coso. Se non altro sappiamo cosa vedeva Damon nei suoi sogni.-
- I rombi bianchi sono questi, senza dubbio.- annuì infatti il Legimors - Ma non sapevo che fossero...-
- Dentro a quel povero cadavere squarciato?- finì Cloe per lui, guardando storta Beatrix e Tom - Certo che voi due siete davvero pessimi! Se non altro avete preso in pieno lo spirito macabro di Halloween!-
- Già, coi miei scherzi ormai sono proprio sorpassato.- considerò Harry, ghignando.
- Sta zitto Sfregiato.- sibilò Malfoy, seduto sul divano con la Grifoncina - Allora? Cos'è quell'affare?-
- E io che ne so!- sbottò il moro - Era nel fegato di quel demente che ha cercato di ammazzarci.-
- Di ammazzarmi.- lo corresse Tom, cupo - E che ha preso te per sbaglio.-
- Sottigliezze. Qualcuno ha qualche idea?-
- No.- dissero tutti in coro.
- Lucilla dov'è?-
- La mamma arriva.- gli rispose Degona, attaccata alla parete come Trix e William.
- Non puoi darci un'occhiata tu diavoletta?- le propose Jess - Magari toccandolo sentiresti qualcosa...-
- No.- disse lapidaria la piccola Mckay.
- No?- allibirono tutti.
- No.- ribatté Degona, attaccandosi ancora di più alla parete - Non mi piace.-
- Cosa? Quel rombo?- Draco osservò l'oggetto - Cos'ha che non ti piace? È solo un pezzo di pietra.-
- Non è solo pietra.- sussurrò anche William, coi lineamenti serrati.
- Ma che avete voi mocciosi?- bofonchiò Jeager - Che ti piglia?-
- Non senti?- gli chiese suo figlio - Quell'affare...non so, mi dà fastidio.-
- Io non lo tocco.- scandì di nuovo Degona - Fareste meglio a buttarlo via.-
Harry si fece pensoso. Che strano. Da quando l'avevano portato alla Torre, anche Lucas e Glory si erano fatti irrequieti, piagnucolosi. Perfino Alexander e Jeremy si erano infastiditi alla presenza di quel piccolo rombo bianco.
Forse centrava qualcosa con la profezia.
Rialzò il viso e notò che i bambini non erano gli unici a essere nervosi.
Tom sembrava ipnotizzato da quell'oggetto.
I suoi occhi blu erano contratti, le iridi quasi dilatate.
- Cos'hai?- gli chiese, posandogli una mano sulla testa mentre gli altri continuavano a discutere.
Riddle sollevò appena il capo e la sua espressione era quasi totalmente smarrita.
Paura. Aveva paura.
- Cosa c'è?- gli richiese, inginocchiandosi accanto alla sua sedia.
- Ecco...io credo di averlo già visto...- mormorò Tom in un soffio - Ma non so dove. Sono sicuro...sicurissimo di averlo già visto. Ma non so dove né quando...però...si, però ho già visto uno di questi rombi...-
Perché aveva paura?
Toccandogli la mano lo sentì tremare.
Arrivarono Silente e i professori, visionarono il rombo e ne vennero fuori altre mille discussioni ma non c'era una conclusione plausibile a ciò che avevano scoperto. Finché non ne avessero capito l'utilità, quel rombo sarebbe rimasto un mistero.
Erano ormai le undici del mattino quando, dopo tre litri di caffè a testa, due bottiglie di whisky, una intera di AB negativo per Milo e quintali di sigarette si giunse a una sola conclusione.
- Ci penserà Lucilla.- scandì Harry, devastato - La seduta è tolta.-
- Ecco, bravo.- bofonchiò Draco, alzandosi - Devo andare da Andromeda. Giro al cimitero.-
- Che allegria.- lo seguì Damon - Ti seguo. Cloe tu vieni? O aspetti che passi tuo fratello a prenderti?-
- Devo aspettare Brian. Tom cosa fai?-
- Si, vengo anche io ma con Harry. Ci vediamo là.-
- Trix?- le chiese Howthorne.
- I miei mi hanno mandato una lettera.- sibilò la ragazza di punto in bianco - A mezzogiorno verrà una carrozza a prendermi.-
- Vai alla Corte?- sbottò Milo di colpo.
Lei neanche lo guardò - Mi hanno chiesto di andare.-
- E che vogliono?- la inquisì la King.
- Farsi una bevuta in compagnia, che ne so.- la Diurna sollevò le spalle - Io vado a prepararmi. Ci vediamo a cena gente.- si sporse e baciò Damon sulla guancia - A più tardi.-
- Occhio, mi raccomando.- le dissero Tom, Claire e Damon in coro.
- Cosa volete che succeda?- fece annoiata, prima di aprire la porta - Sarà una pallosa riunione di sanguisughe. Sarò di ritorno ancora prima che inizino a tirarti le orecchie Howthorne. A dopo!- e sparì oltre la soglia, mentre gli occhi di topazio di Milo si contraevano per la preoccupazione.
Gl'inviti a sorpresa, in un luogo come la Corte, non erano mai inviti di cortesia. Perché l'avevano chiamata allora?
Ciò che non poteva immaginare però era che Beatrix stesse andando incontro a una trappola vera e propria.
Solo che ne era del tutto ignara, convinta ancora una volta in buona fede che esseri senz'anima e senza pietà non avrebbero potuto ferirla più di quanto non avessero già fatto.
Ma si sbagliava.

I Figli Della Speranza  |Dramione|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora