Levi's pov.
12/04/1945 - 3:40 p.m.
Passarono diversi giorni da quando il pensiero ossessivo di Farlan nell'atto di togliersi la vita mi aveva riempito la mente, l'uomo riuscì a rimettersi in sesto nel giro di poco tornando ad assumere la sua solita spensieratezza e luce negli occhi, o per lo meno così fece percepire dall'esterno.
E tu invece? Parli tanto di Farlan ma saresti andato incontro al suo stesso destino se non avessi incontrato Eren. Tu ti sei ripreso?
Reggevo nella mano un bicchiere colmo di Whisky offerto da Isabel che nel frattempo era sistemata su una gamba del biondo, il loro rincontro avvenne qualche giorno prima, la rossa gli saltò addosso come se si conoscessero da una vita, mi chiesi in quel momento se i colpi di fulmine fossero davvero esistiti, ma arrivai ben presto ad una conclusione negativa.
Come ci si poteva innamorare di una persona senza conoscerne il carattere, i vizi e i modi di fare? perché non è forse vero che la bellezza risiede nei movimenti?
Sorseggiai la bevanda nella speranza che riuscisse ad offuscarmi la mente da tutti quei pensieri opprimenti. Ero seduto di fronte al biondo e alla ragazza, entrambi incapaci di chiudere il becco e intenti ad intrattenere più di un discorso alla volta.
"Tu che cosa ne pensi Caporale?"
Chiese Farlan ad un tratto del discorso, mi colse alla sprovvista facendomi alzare il volto insieme alle sopracciglia in segno di attenzione.
"Come?"
Chiesi non variando la mia espressione.
I due si scambiarono un'occhiata complice facendola sfociare poi in un sorriso spontaneo, mi resi conto solo in quell'istante di come quella ragazza fosse riuscita a risollevare il morale dell'Ufficiale, e per quello mi sentii eternamente grato nei suoi confronti, rivederlo con la stessa leggerezza di prima della sua partenza non aveva prezzo.
"Lei è cotto o mi sbaglio?"
Domandò in modo totalmente sfacciato la rossa mentre il suo indice mi puntava in segno d'accusa.
Ressi il suo gioco sporgendomi verso la sua direzione.
"E di chi dovrei essere cotto? Sentiamo"
Quella ragazza mi destabilizzava completamente, sentii fin da subito verso di lei un senso di responsabilità, come se ne avessi dovuto prenderne le veci, probabilmente proprio per il fatto che lei fosse l'unica a rendere così felice il biondo, di conseguenza anche lo scherzarci assieme non mi creò disturbo, sopratutto sentendo la sua risata così simile a quella di Eren.
Ma che diamine stai dicendo Levi?! Oddio smettila, stai diventando ridicolo a pensare a certe cose.
La ragazza iniziò a dondolarsi ingenuamente sulle gambe dell'uomo posandosi un dito sul mento e sollevando gli occhi verso il soffitto in un gesto d'estrema concentrazione, Farlan in tutta risposta iniziò a solleticarle i fianchi così da farla scoppiare in una rumorosa risata che coinvolse anche quella del biondo.
"Isabel, che ne dici di Petra?"
Chiese poi l'uomo volgendo il capo verso di lei in un sorriso ammiccante.
Le si illuminarono gli occhi facendoli sembrare tre volte più grandi e luccicanti.
"Sì! É proprio a lei che avevo pensato, bravissimo!"
Esclamò entusiasta sollevando entrambe le braccia al cielo.
Roteai gli occhi esasperato ingurgitando un altro sorso della bevanda alcolica.
"Mi dispiace deludervi ma non ho nessuna cotta"
Riferii incrociando le braccia al petto.
Finii il contenuto nel bicchiere per poi riposarlo sul tavolo in un frastuono più pesante di quanto mi aspettassi.
"Vi devo lasciare, ho un gruppo da allenare tra qualche minuto"
Dissi ponendo entrambe le mani sulla lastra in legno così da poter far leva ed alzarmi stirandomi la divisa con delle corpose manate.
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𝘼 𝘿𝙖𝙣𝙜𝙚𝙧𝙤𝙪𝙨 𝙂𝙖𝙢𝙚 ➢ 𝘌𝘳𝘦𝘳𝘪
Fanfiction𝘛𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘰: «...Voltai uno sguardo verso l'Ufficiale affianco a me, i suoi occhi duri e fissi tradirono le sue mani tremanti giunte dietro la schiena intente a stringere un rosario. Sapevo stesse pregando, lo faceva sempre prima...
