Eren's pov.
5:30 a.m.
Mi svegliai casualmente alle prime luci dell'alba, i raggi del sole filtravano timidi dalle tapparelle della finestra dell'appartamento del corvino finendomi sugli occhi ancora assonnati che si aprirono appena, scorgendo con la coda dell'occhio la figura dell'uomo a petto nudo, i suoi addominali spiccavano nella penombra facendoli risaltare il doppio.
Il mio braccio era posizionato sotto il cuscino e il mio viso sprofondato nella soffice tela, i capelli scompigliati e lo sguardo tremendamente rilassato, sarei rimasto volentieri in quella realtà per sempre.
Levi era a pancia sopra, fra le dita stringeva una sigaretta che si poggiava in modo alternato sulle labbra senza mai però farmi arrivare il fumo, il suo sguardo si voltava ogni volta dalla parte opposta per evacuare il respiro al sapore di tabacco pur di non svegliarmi, il suo pomo d'Adamo era accentuato e la sua espressione persa nel soffitto, come se stesse riflettendo intensamente.
Lo vidi voltare lo sguardo verso il mio non scomponendo la sua postura.
"Buongiorno"
Fu un saluto caldo ed accogliente, la sua voce bassa e roca mi scaldò il cuore facendomi spuntare un leggero sorriso.
"Buongiorno"
Ricambiai con un filo di voce guardandolo dritto negli occhi.
Spense la sigaretta nel posacenere affianco al letto per poi raggiungermi con una mano, mi accarezzò il viso delicatamente, come se fossi fatto di cristallo.
"Tra poco dovremo alzarci..."
Mi sussurrò voltandosi nella mia direzione.
Annuii chiudendo gli occhi.
"Sì lo so"
Risposi in modo sconnesso, mi sentivo ancora tremendamente stanco ma felice, come se quello fosse stato il risveglio più bello degli ultimi anni, mi sentii leggero.
Fece scorrere la sua mano sotto le coperte percorrendo tutta la mia figura fino a fissarsi suoi miei fianchi, sussultai appena a quel contatto.
"È sveglio da molto?"
Gli chiesi lasciandomi toccare.
Scosse il capo in segno di dissenso.
"Non abbastanza da poterti vedere russare"
Mi riferì sarcastico.
Abbozzai una risata che repressi affondando il viso nel cuscino.
"Io non russo!"
Replicai alzando appena il tono di voce in modo ovattato per il contatto con la stoffa.
"No, ma sarebbe stato divertente"
Mi rispose avvicinandomi con uno strattone al bacino.
I nostri addomi si sfiorarono facendomi sussultare appena, continuai a guardarlo dritto negli occhi ancora leggermemte addormentati.
Passarono una manciata di secondi di silenzio prima di riprendere a parlare.
"La ringrazio per avermi fatto dormire qui Lev-"
Mi morsi le labbra nell'esatto momento in cui pronunciai le prime lettere del suo nome mortificandomi per essermelo fatto scappare.
"Puoi pronunciarlo se vuoi, è il mio nome d'altronde"
Mi rassicurò lui con una dolcezza che mi fece sciogliere. Lo trovai estremamente differente dagli episodi passati, il suo modo di uccidere le persone e conficcarmi una scheggia nella mano in quel momento sembrarono estremamente distanti.
Distolsi lo sguardo dal suo in un momento di completo imbarazzo, quel suo lato sentimentale mi mise in difficoltà facendomi diventare vulnerabile e scombussolato.
"Mi piace come suona pronunciato dalle tue labbra... quindi continua pure"
Proferì poi, notando il mio mutismo improvviso.
Le mie guance presero ad arrossarsi più del previsto.
Sentito?! Gli piace il suo nome se pronunciato da te, Eren, non sei l'unico a provare quei sentimenti, siete fatti l'uno per l'alt-
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𝘼 𝘿𝙖𝙣𝙜𝙚𝙧𝙤𝙪𝙨 𝙂𝙖𝙢𝙚 ➢ 𝘌𝘳𝘦𝘳𝘪
Fanfiction𝘛𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘰: «...Voltai uno sguardo verso l'Ufficiale affianco a me, i suoi occhi duri e fissi tradirono le sue mani tremanti giunte dietro la schiena intente a stringere un rosario. Sapevo stesse pregando, lo faceva sempre prima...
