❛È molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.❛❜
-Woody Allen
Malia Salvatore non aveva mai avuto una vita facile, da umana il suo essere selvaggia, istintiva l'aveva sempre...
||Early in the morning I stillget a little bit nervous Fightin' my anxietyconstantly, I try to control it Even when I know it's beenforever I can stillfeel the spin Hurts when I remember and I never wanna feel it again
Don't knowif you get it 'cause I can't express howthankful I am That you were always with me when it hurts, I knowthatyou'dunderstand
I don't wanna losecontrol Nothing I can do anymore Tryin' every day when I hold my breath Spinnin' out in space pressing on my chest I don't wanna losecontrol|| -zoe wees
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«Vattene via!›
Sprofondai ancora di più la faccia nel cuscino, cercando di ripararmi dalla luce del sole che entrava dalla finestra.
Mi scoppiava la testa e fra un po credevo di poter vomitare anche il pasto dell'altro ieri.
«Alzati, razza di talpa»
Ignorai la voce di Marie-jeanne, afferrando un lenzuolo e portandolo fin sopra la testa. «lasciami in pace»
«non puoi dormire per sempre, Malia»
«sfida accettata»
Non volevo alzarmi, non volevo tornare alla schifosa vita reale e di conseguenza ai suoi problemi. Volevo soltanto chiudere gli occhi e lasciare che il resto del mondo se la cavasse da solo, ed ero troppo stanca anche per pensare a quanto quel pensiero fosse egoista.
Stavo quasi per riprendere a dormire quando due mani mi strapparono ferocemente il lenzuolo di dosso, lasciando che la luce mi colpisse. Gemetti comprendono gli occhi con una mano, era tutto così maledettamente luminoso.
«Ti odio!» mi lamentai portando la faccia sul cuscino. «lasciami dormire altri cinque minuti»
«datti una mossa» disse la vampira strappandomi via anche il cuscino e lasciando che la mia faccia cadesse sul materasso. Sbuffai, mettendomi lentamente a sedere. Strofinai gli occhi prima di aprirli e mettere a fuoco la figura elegante e sorridente della vampira.
«in piedi» mi tirò su di peso, trascinandomi per il braccio in bagno e ignorando le mie lamentele.
«mi gira la testa»
«beh, il dopo sbornia e il prezzo da pagare per aver bevuto una quantità colossale di champagne»
Gemetti sconsolata. Sapevo che non avrei dovuto bere così tanto, ne fare uso di quella erba magica di Bonnie, mi sentivo tutta intontita. «Oh dio, che cosa ho combinato?» chiesi preoccupata, come da copione non ricordavo niente di niente.