❛È molto, molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello. Pensa che, nel mio caso, non si rivolgono nemmeno la parola.❛❜
-Woody Allen
Malia Salvatore non aveva mai avuto una vita facile, da umana il suo essere selvaggia, istintiva l'aveva sempre...
The kings and queens, oh yeah we ruled the world We smokedcigarettes, man no regrets Wish I could relive every single word We'vetakendifferentpaths and traveleddifferentroads I knowwe'll always end up on the same one when we'reold And when you're in the trenches and you're under fire I will cover you If I wasdying on my knees You would be the one to rescue me And if you weredrowned at sea I'dgive you my lungs so you could breathe I've got you, brother I've got you, brother I've got you, brother I've got you, brother✧✦✧
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||Malia||
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Dopo aver corso per chilometri, dopo aver trovato dei vestiti e dopo aver rubato una macchina e aver guidato fino a Mystic Falls e finalmente arrivata al pensionato Salvatore, la casa in cui ero cresciuta. Scesi dal l'auto con un groppo alla gola, odiavo quel posto, quella casa. Avevo passato tanti bei momenti in quelle quattro mura e in quel giardino ma non riuscivo a non pensare che in quella città mi erano succede anche molte brutte cose.
Anche prima di diventare un ibrido, ancor prima di saper del sovrannaturale, ancor prima di Katherine, era da quando ero bambina che odiavo quel posto. Era come se qualcuno mi tappasse le mie ali, mi impedisse di vivere come volevo io, ma anche solo di vivere. E mentre per correvo il vialetto di gaia mi sentivo come se stessi andando al patibolo. E mentre sbattevo il pugno sulla porta di legno scuro mi sentivo il braccio pensate come marmo.
Bussai un paio di volte con un peso sullo stomaco mai sentito. Non vedevo Damon da tanto tempo e una parte di me era curiosa di sapere come stava, mentre l'altra lo odiava ancora per aver preferito cercare Katherine piuttosto che restare al mio fianco.
La porta si aprì e potei notare che Damon non era cambiato affatto; i capelli neri leggermente scompigliati, il viso squadrato e gli occhi azzurri adesso leggermente spalancati per la sorpresa. Non era cambiato di una virgola.
«Sorellina» sussurrò incredulo, come se avesse creduto più alla vista di un fantasma che alla mia.
«Mi fai entrare o hai intenzione di continuare a fissarmi?»domandai acida e con le braccia incrociate al petto. Non ero mai stata cosi, ma piu lo guardavo piu il mio astio nei suoi confronti aumentava.