16 ottobre
La sensazione del piumone fresco sulla pelle scoperta è dannatamente piacevole, inoltre oggi sembra avere un odore più gradevole del solito... sarà per via del nuovo ammorbidente alla vaniglia che ho comprato.
Ho un mal di testa terribile, ieri devo aver alzato un po' troppo il gomito. Ho proprio bisogno di un caffè.
Faccio per alzarmi, stiracchiandomi, dal letto.
Ma quando mi rendo conto che quel comodo letto è ben diverso dal mio e che sono in un mastodontico attico, per poco non mi viene un colpo.
Cammino in giro per le stanze vuote, rimanendo colpita da quante enormi finestre ci siano ovunque: riesco a vedere tutta la frenesia della gente nei marciapiedi di Brooklyn, seppur da un piano fin troppo alto.
"Ma che diamine..."
Quando però mi sveglio completamente, inizio ad avere seriamente paura: dove sono?
Ti prego coscienza, dimmi che non hai fatto cazzate ieri, ti prego!
Anche la coscienza ha bisogno di ubriacarsi, Angel.
"Forse è una delle case di Sophie... avrò bevuto troppo e sono finita qui" cerco di convincermi.
Oh... ma insomma! Com'è possibile che non mi venga in mente nulla?
Sono andata alla festa, abbiamo bevuto degli shot, abbiamo ballato, poi ho preso quello strano drink verde.
Sto facendo una fatica immane per ricordarmi i dettagli.
E poi... sono andata a sbattere contro qualcuno.
Oh no, non dirmi che...
"Sei sveglia, ragazzina"
Duncan è sull'orlo della porta: la camicia nera che indossa ha i primi tre bottoni slacciati, lasciando intravedere il suo petto... sembra piuttosto divertito dal mio volto confuso.
"Aaah!" urlo.
No, no, no! Non può essere successo.
"Ma che problemi hai?" mi chiede.
Cammino nervosamente avanti e indietro sul pavimento in legno. "Perché sono qui?"
Lui ridacchia, tenendo le braccia conserte. "Non ti ricordi? Abbiamo sorseggiato whiskey e hai passato la notte di passione più intensa della tua vita"
Sento le gote ricoperte di lentiggini scottare, andare a fuoco come se mi fossi all'improvviso catapultata all'inferno.
Sono andata a letto con Duncan Thompson?
"Non può essere..." mormoro.
Lui si avvicina a me, abbassandosi per arrivare alla mia altezza e guardarmi negli occhi. "Eppure ieri sera eri così soddisfatta"
Sto per esplodere.
"Come mi è venuto in mente!"
Duncan, in tutta risposta, si lascia travolgere da una sonora risata, scuotendo divertito la testa.
"Sto scherzando, dolcezza. Non ti avrei mai scopata da ubriaca"
Tiro un sospiro di sollievo tanto liberatorio che mi sembra essere su una nuvola.
"Oh grazie al cielo"
Ma il mio fluttuare scompare presto, tanto che Duncan afferra velocemente il mio polso, attirandomi a sé. "Ti ho semplicemente salvato il culo, cosa che non spettava a me"
Eppure lo hai fatto.
Sospiro. "Ho esagerato, ne sono consapevole"
"Lo hai fatto, Angel. E hai dimostrato quello che sei realmente: una ragazzina" ringhia lui.
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BROOKLYN'S LIGHTS
Romansa𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄: •𝐁𝐑𝐎𝐎𝐊𝐋𝐘𝐍'𝐒 𝐋𝐈𝐆𝐇𝐓𝐒 𝟏 •𝐁𝐑𝐎𝐎𝐊𝐋𝐘𝐍'𝐒 𝐋𝐈𝐆𝐇𝐓𝐒 𝟐 "𝒞𝑒𝓇𝒸𝒽𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓁'𝑒𝓆𝓊𝒾𝓁𝒾𝒷𝓇𝒾𝑜 𝑒 𝒸𝒾 𝒾𝓃𝓃𝒶𝓂𝑜𝓇𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓈𝑒𝓂𝓅𝓇𝑒 𝒹𝒾 𝒸𝒽𝒾 𝒸𝑒 𝓁𝑜 𝒻𝒶 𝓅𝑒𝓇𝒹𝑒𝓇𝑒" 𝑨𝒏𝒈𝒆𝒍 𝑬...
