XXIV

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1 novembre

"Sono andata a letto con Duncan"

Non avrei mai immaginato di dire una frase del genere ad alta voce.

Callie batte le mani soddisfatta, ondeggiando i suoi capelli biondi, poi sposta il suo sguardo verso Sophie.

"Mi devi cinque dollari"

"Credo di essermi persa" mormoro, grattandomi confusa la nuca.

"Tesoro, vi siete mangiati con gli occhi per tutte e due le ore del ritorno a casa, credi che non ce ne saremmo accorte?" dice la bionda, con un sorrisetto stampato sul volto.

"E poi l'avevi detto anche tu che ti aveva morsa un vampiro..." aggiunge Sophie, tirandomi un'ammiccante gomitata.

Copro istintivamente il mio volto con le mani. "Che imbarazzo!"

Callie si sporge con i gomiti verso di me, guardandomi attentamente con fare curioso. "Piuttosto com'è stato? È vero il soprannome che gli hanno dato?"

"Che soprannome?" domanda curiosa la mora, mentre sgranocchia una patatina.

Preferisco non sentire nomignoli dovuti alla sua prestazione sessuale, è già una situazione molto strana di suo.

"Oh no, non voglio saperlo" borbotto, tentando di bloccare qualsiasi termine stia uscendo dalla bocca di Callie.

"Il cobra"

Sophie scoppia a ridere, battendo una mano sul bancone della cucina.

Non posso crederci, gli hanno davvero dato un soprannome del genere?

Ma non puoi negare che è dannatamente azzeccato, Angel.

Oh, ma per favore!

"Non state affatto migliorando la situazione imbarazzo" affermo.

"Dai, ora torniamo serie"

Sospiro. "Ci sa fare, questo è certo"

"Ne avete già parlato?" chiede Callie.

Faccio cenno di no. "Non ancora, ma devo passare in ufficio più tardi... magari sarà l'occasione buona"

Sono consapevole di dover affrontare questo discorso, ma se è difficile parlarne con le mie amiche non oso immaginare come sarà farlo con lui. Sicuramente mi guarderà con il suo solito sorrisetto strafottente e io sarò costretta a scavare una fossa per nascondermi.

"Sarei la persona più contenta del mondo se fossi mia cognata, ma da amica ti dico di stare comunque attenta, penso tu sappia che tipo è Duncan" afferma Sophie con fare comprensivo.

"Donnaiolo per eccellenza? Sì, lo so..."

Ed è vero, ne sono consapevole. Non mi aspetto di certo che una notte con me abbia cambiato il suo essere, ma una parte di me ne era consapevole anche quando eravamo a letto.

"Purtroppo il suo più grande problema è la difficoltà a legarsi, non solo dal punto di vista amoroso. Non a caso ha solo un paio di amici, tra cui Richard"

"Ancora mi chiedo come faccia a piacerti tanto"

Lei mi rivolge un timido sorriso. "Perché c'è sempre stato. C'è stato nei momenti più bui della nostra infanzia, c'è stato quando nessuno poteva prenderci in affidamento da ragazzini, c'è stato quando piangevo dentro l'armadio e non volevo farmi sentire"

Callie si avvicina a Sophie per darle una dolce carezza sulla spalla.

All'udire delle sue parole un mix di emozioni contrastanti invade la mia mente.

BROOKLYN'S LIGHTSDove le storie prendono vita. Scoprilo ora