D U N C A N
Sono passate un paio di settimane dalla nascita dei gemelli e, finalmente, le cose sembrano essersi calmate un po'. Dopo la rivelazione di Sophie su Anaclara, tutti noi ci siamo resi conto di dover essere molto più attenti a chi ci circonda. Ciononostante, la tensione residua è ancora palpabile.
Decido di passare al bar per farmi un bicchiere di whisky e riflettere su tutto.
Non appena entro nel bar, mi dirigo al bancone e ordino un doppio whisky. Cazzo, mi serviva proprio. Mentre sorseggio la mia bevanda, sento una voce che non avrei mai voluto sentire.
«Guarda chi c'è,» dice una voce femminile, tanto dolce quanto velenosa. Mi volto e vedo Bridget, sfacciata e manipolatrice, proprio come suo fratello.
«Bridget,» rispondo, il mio tono glaciale. «Sono venuto qui per rilassarmi, possibile che debba trovarvi in ogni fottutissimo posto?»
Lei mi fa il labbruccio, fingendosi offesa. «Non sei contento di vedermi?»
«Ti sembro contento?» ringhio.
Prende una sedia e si siede accanto a me, ordinando un nauseante Cosmopolitan. Le lancio un'occhiataccia.
«Quanto sei diventato noioso! Il Duncan di una volta non avrebbe evitato così una bella donna.»
Guardo la sua figura sinuosa, il suo viso sembra fatto apposta per ingannare, ed i occhi chiari devono aver causato non pochi danni. Mi fa lo stesso effetto che avrei se avessi avuto vicino una vipera velenosa.
«Sta' tranquilla, ti avrei evitata anche quando ero impegnato a scoparmi mezza Brooklyn»
Preferirei scoparmi uno spaventapasseri, piuttosto che lei.
Lei sorride con aria provocatoria. «Angel ti fa proprio un bell'effetto.»
Stringo i pugni, facendo pulsare le vene sulle mie mani. «Toglitela dalla bocca.»
Lei continua a sorridere, ma i suoi occhi brillano di malizia. «Hai fatto un grosso errore a prendere a pugni Elijah, sai?»
«Oh, beh. Il vecchio Duncan lo avrebbe preso a pugni molto prima, ho aspettato fin troppo». E farò molto di peggio, se solo nomineranno un'altra volta la mia Angel.
«Almeno adesso le persone sanno quanto instabile sia la persona al capo della tua azienda», fa spallucce.
«Tempo al tempo, biondina»
Lei si avvicina per accarezzare la mia guancia, ma non le do tempo: afferro con forza il suo polso per rimetterlo al suo posto, cercando di mantenere la calma. «La tecnica delle foto non funziona più, Bridget. Se pensate di incastrarmi di nuovo, dovrete trovare qualcosa di meglio.»
«Oh, ma noi non abbiamo più bisogno di tecniche così banali,» risponde lei, avvicinandosi un po' troppo. «Sai, Elijah non dimentica facilmente, e io nemmeno.»
«Non mi interessa cosa pensate voi Gauthier,» dico, alzando leggermente la voce. «Non siete altro che un fastidio di cui mi sbarazzerò prima o poi.»
Bridget ride, un suono che mi irrita profondamente. «Hai già visto cosa siamo in grado di fare.»
«Sì, e ho anche visto quanto siete patetici nei vostri tentativi,» ribatto, sorseggiando il mio whisky.
Il sorriso di Bridget svanisce, sostituito da un'espressione di rabbia fredda. «Hai già rischiato troppo picchiando mio fratello, cosa che non dimenticherò. E poi hai visto, abbiamo accesso ai vostri conti, è questione di tempo prima che l'azienda crolli, ti ripeto che vi conviene scendere prima a compromessi»
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BROOKLYN'S LIGHTS
Romance𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐄𝐍𝐃𝐄: •𝐁𝐑𝐎𝐎𝐊𝐋𝐘𝐍'𝐒 𝐋𝐈𝐆𝐇𝐓𝐒 𝟏 •𝐁𝐑𝐎𝐎𝐊𝐋𝐘𝐍'𝐒 𝐋𝐈𝐆𝐇𝐓𝐒 𝟐 "𝒞𝑒𝓇𝒸𝒽𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓁'𝑒𝓆𝓊𝒾𝓁𝒾𝒷𝓇𝒾𝑜 𝑒 𝒸𝒾 𝒾𝓃𝓃𝒶𝓂𝑜𝓇𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓈𝑒𝓂𝓅𝓇𝑒 𝒹𝒾 𝒸𝒽𝒾 𝒸𝑒 𝓁𝑜 𝒻𝒶 𝓅𝑒𝓇𝒹𝑒𝓇𝑒" 𝑨𝒏𝒈𝒆𝒍 𝑬...
