CAPITOLO 62

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WAYNE

Quando raggiungemmo la base le nostre squadre erano intente ad allenarsi, supervisionate dal Comandante Brown che non sembrava per niente contento di non avermi trovato lì quella mattina. Anzi, dalle occhiate di fuoco che mi lanciò quando lo raggiungemmo, sembrò quasi furioso ma sapeva controllare bene la sua rabbia, con quel suo fare severo e gelido che celava il suo vero stato d'animo.

<<Finalmente vi siete degnati di presentarvi, i miei agenti pur di non rivelarmi la verità si stanno facendo un circuito doppio senza pause, Reed.>> Qualunque cazzata di fossero inventati per coprirci il Comandante ovviamente non se l'era bevuta e ne stavano pagando le conseguenze, in ogni caso però avevano tentato di coprirci e ciò gli faceva onore. <<Comandante posso spiegarle il motivo del nostro ritardo.>> Al mio fianco, Sidney e Kyle rimanevano in silenzio ma non mi lasciavano da solo, sottolineando il fatto che in quel casino loro ci sarebbero stati. <<Ieri sera mi hai mancato di rispetto davanti a tutta la squadra, e stamattina porti via due dei miei agenti senza chiedermi il permesso, tu Reed stai marcando davvero male.>> Era molto arrabbiato e in fondo aveva anche dei validi motivi per esserlo, ma stavo agendo solo per il bene della mia famiglia. <<Siamo stati da Stewart in carcere e abbiamo scoperto delle cose importanti, se mi permette di parlarle in disparte per qualche secondo le posso spiegare->>

<<Cosa?!>> Mi interruppe e il nervoso iniziò a mandarmi il cervello in fiamme, non sopportavo quando qualcuno mi interrompeva mentre stavo parlando, mi dava sui nervi. <<Non vi ho accordato un incontro con l'ex Presidente e voi siete andati comunque a fargli visita? Non so se lo sai ma nel momento in cui hai accettato di lavorare qui, devi rendere conto a me delle tue azioni!>> Perse le staffe e per quanto io tentassi di portargli rispetto e ancorarmi alla mia calma, la presa stava iniziando a divenire meno tenace.

<<Io collaboro con voi qui, ciò vuol dire che sono libero di prendere decisioni che ritengo più valide senza dover aspettare il consenso di nessuno, perchè ho lo stesso potere decisionale che ha lei.>> Nel momento in cui aveva acconsentito a ricevere il nostro aiuto, aveva anche accettato di dover sostenere le mie decisioni come aveva sempre sostenuto quelle della sua caposquadra. Ma avevo come il sentore che non gli andasse a genio quella mia presa di posizione. <<Ed è qui che ti sbagli Reed, qui tu sei in casa mia.>> Si avvicinò con aria minacciosa credendo sul serio di incutermi terrore. <<Questi sono i miei agenti e tu hai superato già ogni limite ieri sera, tentando di mettermi i piedi in testa, ma adesso che ho scoperto questa ultima novità ti sollevo dal tuo incarico di Capitano.>> Quelle parole mi raggelarono, ero certo, prima di arrivare lì, che si sarebbe infuriato nello scoprire cosa avevamo fatto ma non avrei mai creduto che si sarebbe permesso di arrivare a tanto. <<Non credo di aver ben capito ciò che ha appena detto Comandante.>> Assottigliai lo sguardo per osservarlo meglio e capire se era davvero serio. Ma quell'uomo di certo non scherzava.

<<Ti sospendo Reed, da questo momento sei estraniato dal caso che vede Juliette e tuo figlio prigionieri di Cabrera e delle intenzioni di quest'ultimo.>> Esplicò con maggior chiarezza. <<Ti conviene tornare a casa perchè qui non c'è altro che tu possa fare.>> Avrei tanto voluto ribattere e gridargli in faccia che non era di certo a causa delle parole di un pallone gonfiato, che avrei smesso di lottare per la mia famiglia, ma Kyle mi precedette. <<Cosa?! Non può buttare fuori Reed, i trenta agenti in più che avete a disposizione lavorano per lui, se lui se ne va ce ne andiamo tutti, perchè la squadra funziona solo con il nostro Capitano!>> Si fece avanti, attirando lo sguardo gelido di quell'uomo su di sè. <<Kyle ha ragione, lo sta buttando fuori per aver trovato delle informazioni in più che potrebbero essere fondamentali, se ne rende conto?!>> Gli gridò addosso anche Sidney, senza alcun ritegno, mettendo a rischio anche la sua permanenza lì.

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