Parte 23

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Quando finiamo di mangiare, la mensa si sta già cominciando a svuotare.
"...ce la siamo presa bella comoda oggi..."
Dico io notando il movimento frenetico di tutti i ragazzi, che sembrano non vedere l'ora di uscire all'aria aperta.
"...Oggi non abbiamo nessun impegno pomeridiano...possiamo riposarci..."
Annuisco e finisco la mia acqua, accartocciando poi il bicchiere.
"...Voglio un bel caffè..."
Dico alzandomi e raccattando tutte le carte da buttare sul vassoio.
"...E anche una bella sigaretta..."
Aggiunge Mattia.
"...Esatto..."
Raccolgo anche le carte di Mattia e vado verso il grande contenitore della spazzatura. Poi lascio il vassoio sul carrello assieme agli altri.
Matti è già andato al bancone del bar, pronto ad ordinare i due caffè.
Lo raggiungo e mi siedo su uno degli sgabelli all'americana che mi piacciono tanto. Lo vedo mentre sorseggia il caffè, poi fa una faccia schifata.
"...È davvero orrendo..."
Titubante ne bevo un po anche io. Ha ragione, fa letteralmente schifo.
Vedendo la sua faccia scoppio a ridere.
"...Smettila...." mi dice lui "...è drammatica la cosa...non bevo un caffè decente da un mese!..."
"...Perchè Mario non ha ancora trovato il bar italiano..."
"...E tu come fai a sapere questa storia?..."
"...Me l'ha raccontata lui un giorno a pranzo..."
Faccio una risatina pensando al discorso di Mario, che aveva offerto un caffè italiano a Mattia se lui lo faceva copiare al test di ammissione.
Ci rimarrebbero entrambi se scoprissero che anche io ho copiato...ma è un particolare che sono sicura non racconterò mai.
"...Andiamo va...almeno la sigaretta sono sicuro che non mi deluderà..."
"...Beh..ma sta volta tu fumi...io no..."
"...Perchè no?.."
"...Se no ricominci a dire che sembro un cammello..."
Faccio la voce da bimba e Matti mi guarda con un'espressione strana.
"...Ora hai più l'atteggiamento da bambola assassina..." mi dice serio. Sbuffo.
"...Mamma mia Mattii! Come sei!..."
Ridacchia e mi da una pacca dietro la spalla.
"...Dai scemotta sto scherzando...prometto di fare il bravo..."
".Ecco...già così va meglio..."
Scendo dallo sgabello e vado verso l'uscita.
"...No Sà...andiamo magari di la..."
Mi indica il punto opposto.
"...C'è un giardino carino...ci vanno tutti i ragazzi..."
"...Oh...va bene..."
Lui si gira e inizia ad andare, io lo seguo cercando di non perdermi tra la folla.
"...Ma quanta gente c'è qua dietro?!..."
Mi guardo intorno sorpresa.
È un posto affollatissimo.
"...Ecco dove andavano tutti dopo pranzo! Io e Emma non lo avevamo ancora capito..."
Sento Mattia ridere, poi ci avviciniamo alle due porte d'ingresso.
Un via vai assurdo di gente che entra e esce mi fa perdere di vista Mattia.
"...Mats?!..."
Lo chiamo ma non riesco a vederlo.
"...Sà..dove vai sto qua!..."
Mi giro e lo vedo poco più avanti.
Mi viene incontro.
"..Sei così piccola che non ti si vede..."
Abbasso la testa un po imbarazzata, poi sento la sua mano stringere la mia.
"...Andiamo vieni...."
Mi tira dietro di se tra la folla, portandomi nel giardino tanto frequentato.
Fisso le nostre mani intrecciate ed è come se gli occhi di tutti fossero puntati su di noi.
Sento il cuore battere forte ma provo anche uno strano sentimento di fierezza. Lui continua a camminare avanti, intento a cercare una panchina libera. Tiene stretta la mia mano per non farmi rimanere indietro.
Tiro un respiro profondo e poi cerco di rilassarmi. Accellero il passo e gli vado accanto.
Sempre mano nella mano.
Ho paura a stringerla, a fare qualsiasi movimento che possa ricordargli la situazione.
Lascio che sia lui a tenerla, mentre la mia mente divaga già troppo in la, a pensare quanto sarebbe bello che questo contatto diventasse "quotidiano", normale, scontato.
"...Guarda chi c'è la.."
Mi dice fermandosi di colpo. Persa nei miei pensieri sobbalzo un attimo e finisco per stringergli la mano. Me ne pento subito dopo, ma ormai è tardi per tornare indietro.
Seguo il suo dito e noto il gruppo del livello superiore che entra dal cancello principale.
"...Ti prego, dimmi che corriamo la dietro per non farci vedere?!..."
Mattia mi guarda con aria speranzosa. Di certo non vorrà incontrare Eleonora. Annuisco.
Lui allora cammina avanti, portandomi sempre dietro di se.
"...Qui va bene..."
Mi lascia la mano, con quella disinvoltura che solo una persona che lo fa senza badarci troppo può avere.
"...Qualcosa non va?..."
Mi chiede poi fissandomi.
Nego con la testa.
"...No no...un po di stanchezza..."
"...Ah..." mi dice lui sollevato "..hai visto che carino qui? È un posto rilassante.."
Annuisco e mi guardo intorno.
"...Davvero bello...non l'avrei mai detto che qui dietro ci potesse essere un parco..."
"..Non è molto sponsorizzato...però poi la voce gira...ed ecco che si affolla..."
Annuisco e mi siedo a una panchina li vicino. Sento il telefono vibrare.
È un sms di Emma.
"...Scommetto che hai passato una bella giornata. Mano nella mano. Facciamo progressi. Ciao bionda."
Sorrido leggendo quelle parole, ma poi ripenso alla disinvoltura di è quel velo di tristezza scende nuovamente.
"...La giornata è stata molto bella...ma non è come sembra..."
La risposta di Emma:
"...Dicono tutti cosi..."

Certo, dicono tutti così...ma magari nel mio caso è vero...
Alzo lo sguardo verso Mattia che fuma in silenzio fissando l'erbetta umida.

Quanto dovrò ancora tormentarmi prima di sapere cosa sono per te?!

AMICI MAI || Mattia Briga ☆Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora