EPISODIO 3.1

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Sion si mosse sulla sedia come se ci fosse qualcosa che gli desse fastidio. Appoggiata la mano destra questa lasciò un alone di tepore sul tavolo trasparente, l'attrattore di Sion stava sussultando.

L'espressione di Kiera era un'intermittenza di sentimenti: paura, scoinvolgimento e incomprensione. L'Hellhound prese, con un gesto deciso ma gentile, la mano dell'inviata. Lo sguardo di lei si mosse focalizzandosi su quel contatto, cercando di comprenderlo senza realmente riuscirci, risalendo incrociò gli occhi di Sion.

Quegli occhi trasmettevano calma, erano degli amici che non si vedevano da molto tempo e che bussavano alla porta di casa che Kiera accolse nella dimora del proprio io, venendo affrancata dal peso che la opprimeva e da tutta l'ansia.

«Cos'è successo?» La donna prese un fazzoletto cercando di asciugare il freddo sudore dal viso.

«Sei morta, letteralmente, uccisa da me.» Il fazzoletto di Kiera stava coprendo la sua bocca aperta.

«Mi ha ucciso e mi ha riportata in vita?»

«No. Esistono delle leggi cardine in questo piano della realtà, più microscopica l'interazione più forte è il legame. Il codice Arr è il piano di interazione fondamentale, il più piccolo e il più forte che esista. Quando viene violata una sua legge l'intera realtà si riscrive, si corregge. Nessun membro del Malekhai potrà mai uccidere intenzionalmente un essere umano, ciò che hai visto è la dimostrazione ultima del vero ruolo degli eugo'hades.»

Gli occhi di Kiera si confondevano in quelli di Sion, sentendo un piacevole tepore albergare in lei. Nello stesso momento uno dei camerieri giovani entrò a sparecchiare la portata non terminata della donna.

«Come... come se avessi viaggiato indietro nel tempo?»

«Non avrei usato questi termini ma come accostamento è calzante.»

L'inviata rifletté per un momento: «questa legge, questo principio è inviolabile? Sempre?»

«Assolutamente sì,» disse Sion finalmente sciogliendo Kiera dal proprio sguardo fisso.

«Vale soltanto per le morti o un eugo'hades potrebbe aggredire un essere umano in qualsiasi momento?»

«L'aggressione è contemplata soltanto in maniera circostanziale e contingente, come nell'eventualità di difesa e protezione. In questo caso Eden contribuisce con la sua armonizzazione.»

Sion decise di non aggiungere che anche la natura stessa dello eugo'hades e i suoi titoli fossero fattorizzati nell'equazione.

Con l'ennesima apertura delle porte furono entrambi i camerieri giovani a entrare. Il primo servì sul piatto piano di metallo un piccione in due cotture con cavolo nero e more, dall'espressione di Kiera si poteva evincere la conflittualità tra il desiderio di divorare il piccolo volatile in un sol boccone e il suo stomaco, ancora sotto shock per il ricordo di un futuro che non si sarebbe mai concretizzato.

Finalmente a Sion venne servita la sua anatra affumicata adagiata su una purea di barbabietole, il tutto era cosparso con una gelee di lamponi e vino rosso dal retrogusto leggermente aspro per creare il giusto contrasto.

La donna si fermò ancora a metà della portata, il pallore che l'aveva ricoperta da prima stava andando scemando e, quando Sion posò forchetta e coltello, spezzò il silenzio con: «ho notato che il vostro piatto è molto monocromatico.»

Sion finì di pulirsi la bocca e mentre si massaggiava leggermente il mento disse: «sì, è un problema psicosomatico abbastanza comune tra gli eugo'hades, si riesce a mangiare soltanto alimenti di colore rosso.»

Redshift - ZAIRISHADove le storie prendono vita. Scoprilo ora