SINESTESIA

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«Sa cosa sia la sinestesia?»

Mi sono risvegliato guardando un soffitto sconosciuto, quello della minuscola saletta infermieristica allestita nella struttura delle riprese. Le sue dimensioni ridotte stonano nel rendersi conto di quanto sia attrezzata.

Sono già stato informato sul mio crollo durante le proiezioni del mare dal dottor Olivier che in questo momento mi sta interrogando sul fenomeno direttamente collegato al mio incidente.

«Uhm...» la mia mente risulta ancora leggermente affaticata, «credo sia una malattia, qualcosa come una fusione dei sensi.»

«Brevemente: no. Non riguarda strettamente la sfera sensoriale ma molto più nello specifico la ricezione degli stimoli causati dagli stessi sensi. Immagino che la sorprenderà venire a conoscenza del fatto che una fetta estremamente grande di esseri umani presenta forme di sinestesia incredibilmente lievi.»

«Credevo fosse una malattia estremamente rara.»

«Definirla come una malattia è discriminante dato che non consiste in una mutazione o nel degenero di qualcosa di sano, è più che altro una situazione molto particolare.»

Volgendo lo sguardo verso la parete continuo a prestare attenzione alle parole del medico.

«La nostra sfera sensoriale è formata da una gamma di informazioni che vengono recepite indipendentemente da ogni nostro organo sensoriale. Questi organi non agiscono mai totalmente separati gli uni dagli altri. L'è mai capitato di trovarsi di fronte a una pietanza dall'odore sgradevole riuscendo a immaginare distintamente un sapore altrettanto sgradevole prima di assaggiarla?»

Voltandomi nuovamente, guardo il dottore negli occhi. «Ok, mi sta dicendo che una cosa così, col cibo, sarebbe un caso di sinestesia?»

«In una forma molto blanda quello richiama la sinestesia.»

«Cosa mi è successo durante le riprese? La struttura cromatica ha fatto emergere la mia sinestesia? Mi sta dicendo questo?»

«Non è un individuo che possiede una sinestesia pura, che viene definita percettiva e che si attiva automaticamente di fronte a un determinato stimolo, ma è come la maggior parte delle persone possessore di una forma latente di sinestesia cognitiva, come reputo consono chiamarla.»

«Latente?»

«La latenza non è presente in lei come caso particolare, come ben sa sono neurologo. La tecnologia presente in questa struttura porta la compagnia di assicurazione a imporre la presenza di una figura come la mia.»

Una breve pausa inspirando lentamente. «Secondo una mia teoria, la presenza di una sinestesia latente è dovuto a come funziona la trasmissione sensoriale neurologica. I soggetti più sensibili a una forma cognitiva tendono a essere coloro che hanno subito un forte trauma. Ad esempio un bambino che da piccolo viene ripetutamente percosso da un tubo o un qualunque oggetto di un dato colore e cresce associando alla forma o al colore una sensazione. Altri individui suscettibili sono coloro dotati di deficit dell'attenzione, scarso senso dell'orientamento e dislessia. La maggior parte dei quali tende al mancinismo. Ho notato che lei è mancino signor Rogers.»

«Ambidestro ma scrivo usando la sinistra.»

«L'allochiria, nella quale le persone percepiscono sollecitazioni dall'emisfero opposto rispetto a quello direttamente affetto, è un'altra condizione che rende inclini al fenomeno del mancinismo. Questo può in casi estremamente particolari portare all'ambidestrismo se causato da un trauma cerebrale. Lei è ambidestro fin dalla nascita?»

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