Capitolo diciotto

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Mia Harper Moore.
Bronx, New York.

"... non... salgo con te su quel palco, non... insistere"
"Una canzone, una sola canzone e poi scendiamo, te lo prometto"
"Non so cantare e poi..."
"... il novanta percento delle persone che salgono su quel palco non sanno cantare, inclusi me e Seth e credimi, Seth ha una voce davvero orribile quando canta, ma nonostante ciò, è salito"
"Seth era ubriaco, io sono sobria..."
"Vorrà dire che a differenza sua, domani ricorderai ogni cosa, ricorderai ogni piccolo dettaglio" sorride.
"... e accettare il tuo invito a cena di stasera non includeva l'assecondarti in tutto e per tutto" sospiro, afferrando la mano di Blake. "Una sola canzone, poi scendiamo, l'hai promesso"
Annuisce.
"Dico sul serio Blake: una e torniamo al tavolo"
Non risponde, seleziona una canzone della lista e frettolosamente, mi passa uno dei due microfoni.
"Inutile che..."
"... shhh, non adesso Mia, la canzone sta per cominciare" sussurra, sorridendo. "I could stay awake just to hear you breathing... non... ridere" con imbarazzo, mi guarda. "Watch you smile while you are sleeping while you're far away and dreaming I could spend my life in this sweet surrender... tocca a te..."
"... I could stay lost in this moment forever every moment spent with you is a moment I treasure"
"Non sei affatto male, sai? Sicuramente sei meglio di Seth"
"Sappi che da questo momento in poi non ti darò mai più ascolto..."
"Vedremo" di nuovo, ridendo avvicina il microfono alla bocca. "Don't want to close your eyes I don't want to fell asleep because I'd miss you, baby and I don't wanna miss a thing"
"... non... mi sono mai sentita così tanto in imbarazzo in vita mia come in questo istante" sospiro, guardando prima Blake e poi lo schermo. "Because even when I dream... cosa sta... succedendo? Blake dove... sei?"
"Proprio qui, di fianco a te"
"... è diventato tutto... buio..."
"Lo so"
"... buio pesto ed io, ho una gran paura del buio pesto... dove sei? Non... ti trovo? Te ne sei andato?"
"Come dannazione posso andarmene da qui? Al buio, con una probabile tempesta in arrivo e con te terrorizzata"
"... sei... tu?"
"Certo che sono io Mia, chi altro se no?'
Sollevata, sospiro. "Durerà molto? Vorrei tornare a casa sana e salva"
"Mi dispiace deluderti ma non sono un esperto di tempeste, uragani e via dicendo quindi non lo so, non so risponderti" indietreggiamo insieme, fino a toccare il muro con la schiena.
"Se dovesse durare tutta la notte?"
"Vorrà dire che ci ripareremo in qualche angolo sicuro del ristorante"
"... e se invece..."
"E se invece ti rilassi, fai un sospiro profondo e ti dai una calmata?" chiede lui, mentre una serie di lampi illuminano il locale.
"Per rilassarmi non ho bisogno di tutto questo, ma ho bisogno di sapere che siamo al sicuro e che tra non molto potremo tornare a casa"
"Io non credo che andremo a casa tra poco... piuttosto, cosa ne dici di raccontarmi qualcosa? Qualunque cosa, così da distrarti dal resto del mondo"
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