Capitolo cinquantuno

7.1K 337 29
                                        

Mia Harper Moore.
New York, dieci giorni dopo.

"... dovresti seguire questi due clienti, io non ho tempo materiale per occuparmene"
"Mi dispiace ma non posso, sto... uscendo" fredda come il ghiaccio, guardo mio padre.
"Hai un appuntamento con i signori Johnson tra meno di due ore, dove credi di andare?"
"Ho rimandato l'appuntamento con loro a domani mattina, ora ho delle esigenze molto più... importanti da risolvere"
"Posso immaginare che queste esigenze pseudo importanti portano il nome di Blake Carter"
Annuisco. "Immagini bene, portano proprio il suo nome, sì"

Blake Oliver Carter.
Bronx, New York.

"... mi auguro, con tutto il cuore, che sia una vera e propria emergenza per svegliarmi così... presto, altrimenti... Mia?"
"... o altrimenti cosa? E per la cronaca, non è mattino presto, ma mezzogiorno passato"
"... cosa... ci fai tu qui?"
Solleva le spalle.
"... lo sai, lo sai benissimo che non... voglio che metti piede in questo quartiere da sola e non... dirmi che sei venuta fin qui in metropolitana"
"Oh avanti Blake, non dire idiozie, questo è un quartiere come un altro e rilassati, non ho preso la metropolitana, sono venuta in macchina"
Sospiro, aprendo maggiormente la porta. "Avanti entra, preparo del caffè"
"No, sono... di fretta, sono passata soltanto per vedere come stai dato che non rispondi alle mie chiamate e ai miei messaggi da dieci giorni e..."
"... puoi forse biasimarmi?" alzo, entrambe le sopracciglia.
"... e poi, ti volevo anche informare che ci sarà la prima udienza in tribunale contro gli Hunter, giovedì prossimo" conclude lei, guardandomi quasi in malo modo.
"Aspetta. Aspetta. Aspetta, mi stai dicendo che tutta questa merda poi sarà finita, finalmente?"
"Assolutamente no, questa è soltanto la prima di una serie di udienze..."
Deluso, annuisco.
"... e domani mattina tassativo, devi passare in ufficio per firmare delle carte importanti, essenziali, per il tribunale"
"In mattinata non posso, ho dei clienti molto esigenti da accontentare, posso però tra l'ora di pranzo e il primo pomeriggio"
"Va bene, vada per l'ora pranzo" sospira, dando poi un'occhiata veloce allo schermo del suo cellulare. "Ora devo... andare, ho delle lettere da spedire e dei nuovi clienti da assistere"
"Clienti complicati, incasinati e dannati come me?"
"Nessuno sarà mai come te Blake... intendo dire... incasinati, come te"
"Sei proprio sicura di non voler entrare in casa, anche per... cinque minuti soltanto? Per un... caffè, un thè o... non so, quello che vuoi"
"Un altro giorno, magari, ma oggi no. Oggi sono... di fretta" nervosa, stringe forte i manici della borsa nelle mani.
"Un momento. Un momento, un momento, io ti conosco, conosco quello sguardo e non sei passata soltanto per dirmi del tribunale, tu..."
Abbassa la testa, evitando i miei occhi.
"... tu... sei passata per dirmi anche altro, non è così?"
La sento sospirare.
"... avanti Mia, sputa il rospo, ora"
"Non... so esattamente da dove cominciare" si passa, una mano tra i capelli. "Sono giorni interi che non faccio altro che pensare, pensare e pensare. Non faccio altro che pensare a... noi due, ad Ocean city e... diamine avrei voluto farlo prima, avrei voluto dirti ogni cosa dieci giorni fa ma non sono riuscita" prende fiato, guardandomi finalmente negli occhi. "Non sono riuscita a dirti la verità. Non sono riuscita a dirti che... provo le stesse cose, provo le stesse identiche cose che tu, provi per me e dannazione Carter, ti rendi conto? Tu... mi hai fatto perdere la testa, mi hai fatto perdere totalmente la testa, per te"
______

Unforgettable ~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora