Blake Oliver Carter.
Bronx, New York.
"... se ho capito bene, i tuoi genitori conoscono l'intera famiglia Hunter da... anni, molti... anni, ma soprattutto conoscono Jefferson"
Annuisco.
"E per quale motivo me l'hai nascosto?"
"Perché odio profondamente parlarne, soprattutto, odio parlare di Jefferson, sai... quell'uomo è stata la rovina della mia..."
"... non... sei obbligato a parlarne Blake, non sei obbligato a farlo se ancora fa male"
"Farà sempre male, ma non importa, tu devi sapere ogni cosa, devi sapere ogni singolo, sporco e oscuro segreto della mia famiglia e della famiglia Hunter" di sfuggita, guardo Mia, mentre accosto sul lato della strada. "Jefferson Hunter e mia madre hanno avuto una... relazione, per tanti anni lei è stata l'amante di lui e quando mio padre l'ha scoperto, l'ha cacciata immediatamente di casa, chiedendo poi il divorzio"
"Un momento. Un momento. Un momento, mi stai dicendo che lui ha tradito Caroline con... tua madre?"
Annuisco. "Circa vent'anni fa... io avevo sei anni e ricordo tutto quanto, ricordo ogni dannata cosa, dalle grida isteriche di lei mentre preparava i borsoni per andarsene ai piatti rotti in cucina..."
"Mi... dispiace, Blake. Mi... dispiace davvero tanto"
"... ricordo tutti i cocci sparsi sui pavimenti, i vasi lanciati contro le pareti... poi, qualche anno dopo, mio padre mi raccontò che alcune sere prima del litigio, trovò una scatola di un test di gravidanza in bagno e un assegno a sei zeri vicino, firmato da Jefferson Hunter"
Scioccata, come non mai, mi guarda. "Lei era incinta? Lei, aspettava un bambino da Jefferson?"
"Non lo so, l'unica cosa che so con certezza è che dopo il divorzio si è risposata altre tre o quattro volte, separandosi poi ogni volta in meno di un anno dalle nozze, ma per il resto non so niente" sospiro, girandomi verso Mia. "Non so dove sia, non so se vive ancora qui o se vive altrove, non so se ha avuto altri figli, se ha nipoti, se ha l'ennesimo marito non so se... sia ancora viva, ripeto: di mia madre io non ho informazioni... lei ha scelto di abbandonarmi quando avevo sei anni ed io ho appoggiato la sua decisione, per sempre, per tutta la vita"
"Invece tuo... padre?"
"Lui... non c'è... lui, purtroppo, non c'è più da quasi dieci anni, ha avuto un infarto sul lavoro e in un batter d'occhio se n'è andato" leggo, sul cruscotto l'orario e sorridendo, cambio argomento. "Sono quasi le due, andiamo a pranzo?"
"No, oggi non posso, mio padre mi sta aspettando in ufficio per discutere di lavoro... facciamo domani?
"Facciamo stasera?"
Ride. "Non mi occupo di lavoro alla sera"
"E chi ha detto che sarà una cena di lavoro?" nervoso, picchietto le dita intorno al volante.
"Una cena che molto probabilmente offrirò io"
"Questa volta no, questa volta la offrirò io" le sorrido, rimettendo in moto l'auto. "Per le otto passo a prenderti in ufficio e per favore, non... metterci troppo a scendere, non posso permettermi altre multe per divieto di sosta"
"Facciamo invece per nove, sotto casa mia, più tardi ti mando l'indirizzo"
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Unforgettable ~
Romance~ Lui, grazie a lei, aveva imparato ad amare, aveva scoperto il significato della parola amore, mentre lei, grazie a lui, aveva imparato cos'era la follia. ~ ✨️ PRIMO LIBRO DI TRE. ❗️LIBRO IN FASE DI CORREZIONE ❗️
