"O corri il rischio, o perdi l'occasione"
Blake Oliver Carter.
Bronx, New York.
"... non preoccuparti Mia, ti assicuro che non faremo tardi... e invece..."
"Rilassati, siamo in perfetto orario"
"... e invece siamo qui, bloccati nel traffico newyorkese all'uscita del Bronx e tra quaranta dannati minuti gli Hunter saranno in ufficio e noi.. noi... arriveremo in ritardo"
"Arriveremmo a Manhattan in venti minuti, forse trenta, ma arriveremo comunque prima di loro"
"Non dire stronzate, siamo fermi nello stesso identico punto da almeno un quarto d'ora, non... ci stiamo muovendo" nervosa, sospira.
"Se ci fossero altre strade per raggiungere la città le avrei già prese credimi, ma dato che non ce ne sono, non abbiamo altra scelta: aspettare, aspettare e aspettare"
"Io lo sapevo, lo sapevo che sarebbe finita in questo modo"
"Se hai così tanta fretta di arrivare a quel dannatissimo appuntamento, di arrivare in ufficio, potresti scendere dalla macchina e fare due passi fino Manhattan, non credi?"
"Non mi sembra proprio un buon momento per essere sarcastici"
"Infatti non è sarcasmo, è un'alternativa alle tue continue, inutili e stressanti lamentele" spengo, il motore dell'auto. "Anche se, se fossi in te, aspetterei qui finché la strada non venga liberata dall'incidente"
Appoggia, la testa al sedile. "Se gli Hunter, stranamente, arriveranno in orario e noi in ritardo, giuro che per questa volta non ti coprirò le spalle"
"D'accordo, dai pure la colpa a me" massaggio, le tempie doloranti. "Basta che la smetti di parlare per qualche minuto, ho la testa che mi scoppia"
"Chiama mio padre per favore e avvisalo che faremo tardi, lui sicuramente sarà in grado di intrattenere Jefferson e Scott fino al nostro arrivo"
"Sei per caso impazzita? Quell'uomo mi odia già abbastanza senza che lo avviso di una cosa simile"
"Mio padre non ti odia, perché devi sempre esagerare?"
"Mia avanti, lo sappiamo tutti che mi odia, altrimenti non mi eviterebbe come la peste, specialmente in casa"
"Non odia te, ma odia il fatto che non ha più i suoi spazi personali e la sua privacy in casa, tutto qui"
"Vuole che me ne vado, forse? Perché se così fosse posso trovarmi una stanza economica in qualche hotel della città, già da questa sera"
"Smettila, nessuno vuole cacciarti di casa, men che meno mio padre, altrimenti l'avrebbe già fatto il primo giorno" controlla, l'orario sul cruscotto dell'auto. "Manca sempre meno all'incontro e la situazione non... migliora, dannazione"
"Ripeto: se vuoi incamminarti verso Manhattan puoi farlo, ci vedremo poi, direttamente in ufficio"
Non risponde, mi guarda per qualche secondo prima di aprire la portiera.
"Stavo... stavo scherzando... richiudi per favore"
"Io invece no, non sto scherzando" scende, guardandosi intorno. "Prenderò quella metropolitana lì, arriverò dritta in città mentre tu, continuerai a restare bloccato nel traffico"
"Mia torna in macchina, non... fare stronzate, per piacere. La metropolitana è pericolosa, specialmente qui nel Bronx"
"Non dire idiozie, la metropolitana non è affatto pericolosa e poi non temere, so badare a me stessa, ho frequentato anche un corso di autodifesa qualche anno fa"
"Non fare la stupida, non... essere così tremendamente testarda come sempre, torna in macchina" non appena mi slaccio la cintura di sicurezza, le macchine davanti a me cominciano a muoversi, molto lentamente. "Vedi? Stiamo cominciando ad andare"
"Non... insistere, prenderò la metropolitana e noi due, chiudiamo qui questa stupidissima, fastidiosissima e inutile discussione... ci vediamo in ufficio, quando riuscirai ad arrivare"
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Unforgettable ~
Romansa~ Lui, grazie a lei, aveva imparato ad amare, aveva scoperto il significato della parola amore, mentre lei, grazie a lui, aveva imparato cos'era la follia. ~ ✨️ PRIMO LIBRO DI TRE. ❗️LIBRO IN FASE DI CORREZIONE ❗️
