«Non devi dire niente a papà», mi ricordó mia madre con quella fottuta valigia nera.
«Se non che sei con me e un amica. Facciamo che si chiama Rosa, può andare?».
«Se dovesse richiamarti ancora, digli che non puoi. Digli che devi andare, che c'è poca linea, che va tutto bene e che potrete sentirvi la sera. Anche perché con le grida in sottofondo potrebbe capire di non essere dove diremo di andare».
«Lo farai, vero Hayra? Perché tu mi vuoi bene».
Con una scusa aveva convinto papà a rimanere con Fred, in quanto a me sarei andata con mia madre.
Questione di soldi e priorità, aveva detto.
Avevamo preso un treno e ci eravamo ritrovati fuori Londra.
La destinazione sarebbe dovuta essere Liverpool, nel nord-ovest dell'Inghilterra.
Arrivati, però, avevo avuto conferma che mia madre era una totale bugiarda.
28 agosto
Caro diario,
Siamo a Bristol.
Mamma mi aveva detto che sarebbe stato un modo per stare più insieme, per recuperare i dieci anni passati a trascurarmi per stare su Internet.
Ne ero entusiasta, fin quando non ho conosciuto lui.
Era qualche anno più grande di lei ci attendeva alla fermata, le sorrideva e si mostrava servizievole.
Non era la prima volta che mi faceva conoscere un uomo, era già successo quando avevo dieci anni.
Questo qui si mostrò gentile, per bene, con me.
Mi stava simpatico, nonostante fosse logorroico.
Rimasi del solito parere, finché non lo vidi baciare mia madre.
Qualcosa, in me, si ruppe.
Era il rumore che provava il frutto di un amore che era finito in quell'esatto momento.
Avrei preferito sprofondare, piuttosto che essere lì.
Attesi che lei si spostasse e mi portasse via, ma invece sorrise e ricambiò.
«Hey, mi stai ascoltando? Mamma mi sta chiamando. È normale?», Fred mi riscosse.
Glielo tolsi di mano e risposi per lui, facendogli cenno di non preoccuparsi e di continuare a studiare storia.
«Che vuoi?».
«Vedo che tuo padre sta facendo un ottimo lavoro nell'educazione di sua figlia. Non a caso ci siamo scontrate in tribunale qualche anno fa. Divertente, sì?».
All'udire la sua voce mi salì l'istinto omicida, mi innervosiva.
«Per quanto lo odi, sono anche tua figlia e non soltanto la sua. E puoi parlare solo se hai fatto meglio di lui e non mi sembra tu sia nella posizione adatta di poter parlare».
«Acidina, la mia bambina».
«Ah, adesso lo sono?».
Il silenzio tra noi venne spezzato da un bambino piccolo in sottofondo.
Non ci rimasi di stucco, su di lei non mi stupiva più nulla.
«Non rivolgerti così a tua madre».
«Oh, sei mia madre? Davvero? Quando che non ricordo?».
«Da sempre».
«No, intendo, quando mi hai fatto da madre?».
Fred mi stava guardando piuttosto rattristito e io gli accarezzai la mano.
«Tuo fratello come sta?».
«Perchè ti importa? Non ha soldi con sé».
«Lo so bene, per quello mi sarei rivolta a te».
Scoppiai a ridere.
«Sei soltanto un illusa se credi che io possa passarti un solo centesimo».
«Sarai costretta a farlo, quando la tua povera mamma verrà a pregare chi di dovere perché rimasta sfrattata da quel poco che possedeva».
«Che cosa vuoi ancora da noi?».
«Dobbiamo parlare».
«Non ho niente a che vedere o di cui sprecare fiato con te».
«Io non ho chiesto il tuo parere o il tuo volere. Qui si fa come voglio io. Domani al ristorante qui vicino, ti aspetto alle sette. Vieni sola».
«A differenza tua, io non sono una codarda che si ripara con chi è più piccolo. Verrò sola ad affrontarti e se credi sul serio di intimorirmi, hai sbagliato preda. Non sono quella che conoscevi».
«Amore mio, sei mia figlia. Ti conosco».
«Sono io a non conoscere te. O per lo meno, quella che sei diventata. O quello che sei sempre stata. Ma tranquilla, della vecchia me, non c'è più niente».
«Lo vedremo».
La linea cadde, il numero privato mi aveva distolto dalla pista che avrei voluto seguire per avere informazioni.
«Tutto bene?».
«Sì, tutto bene. Voleva solo qualche sterlina, ancora», lasciai la sua mano, sbirciai sull'argomento che stava ripetendo e gli scompigliai i capelli.
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LA FIGLIA DEL CAOS
RomansaCOMPLETATA - IN REVISIONE Trama: Hayra Stevens è una giovane alle prese con la vita. Non è mai stato facile per lei integrarsi nella società fin da piccola tra traumi e drammi. Potrà sembrare esagerato affermare già questo data la sua giovane et...
