«Me lo devi», asserii guardandolo.
«Non ho alcuna intenzione di suonare in questo stupido spettacolo di beneficenza. Per quanto mi stiano a cuore quei bambini, non-».
«Ash: se davvero ti fossero stati a cuore, non avresti esitato a seguirmi».
Spostai leggermente le tendine rosse mostrando un pubblico vasto di genitori in lacrime.
Erano genitori distrutti dalle perdite dei propri figli malati di leucemia e cancro.
Nonostante fossero solo due delle tante malattie tumorali, lo spazio attorno al piccolo palco era vasto.
Tra pianti, persone in silenzio a guardare il vuoto, chi pregava i medici di sapere di più, chi se ne stava in disparte a coprirsi la faccia con le mani unite.
«Senti: non mi interessa se non vuoi farlo per me, anche se sei in debito e ne sai il motivo. Si tratta di avere un cuore per i più sfortunati. Siamo qui, hai il tuo stramaledetto piano su cui ci passi ore e ore, cosa diamine ti costa? È gratis, ma il loro sorriso non fa solo stare meglio loro, ma rende anche te una persona migliore. E sai quanto tu abbia bisogno di provarlo al mondo, l'uomo che sei. Dopo tutto quello che hai fatto», non lo guardai negli occhi, fissai solo quel piano.
«Bene. Ma ad una condizione: canterai tu sotto le mie note».
«Cosa? No, scordatelo».
«Okay, piano saltato».
Lo guardai: lo odiavo con tutto il mio cuore.
Conosceva l'effetto che mi avrebbe fatto un svolgere qualunque azione nel bel mezzo dell'attenzione.
Il suo obbiettivo era annientarmi, più di quanto già non lo avesse fatto anni indietro.
Accettai, solo per la gente là fuori.
Ero consapevole di non poter ridare indietro i bambini scomparsi dalle loro vite, ma di poter provare a fare la differenza sì.
Il sipario calò.
Gli occhi addosso mi stavano mangiando viva.
Non infieriva nessuno, troppo distrutti anche solo per criticare.
Non mi voltai verso Ash, mi lasciai andare solo alla melodia che lui aveva improvvisato.
Al risentire quelle note, sussultai.
Fu inevitabile, il mio lanciargli uno sguardo perso.
Non era di rabbia, nè di delusione.
Mi aveva ferita direttamente, nel scegliere quella canzone tra tutte.
Sentivo Kevin ovunque, in ogni singola parola da me uscita.
L'effetto per me era devastante, le parole erano lame affilate in un operazione a cuore aperto.
Le dita si stavano muovendo tra tasti bianchi e neri, ci sapeva senza dubbio fare.
Il suo era un talento naturale; lo estraniava dalla sua vita nella perfezione.
Suonava con una leggerezza e determinazione quell'organo fatto apposta per lui.
Lo conosceva a memoria, anche senza guardare.
Per questo aveva puntato gli occhi su di me, attendendo che iniziassi a seguire il ritmo.
Senza la mia voce, non poteva proseguire con la musichetta a vuoto.
Impugnai il microfono facendo un passo avanti e mi feci forza, dandomi una spinta morale.
«Vorrei poter
Poter aver detto addio
Avrei detto cosa volevo dire
Forse avrei persino pianto per te
Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima volta
Mi sarei spezzata il cuore in due
Cercando di salvare una parte per te.
Non voglio sentire un altro tocco
Non voglio iniziare un altro fuoco
Non voglio conoscere un altro bacio
Nessun altro nome pronunciato dalle mie labbra
Non voglio dare il mio cuore
Ad un altro sconosciuto
O lasciare che inizi un altro giorno
Non lascerò entrare la luce del sole
No, non amerò mai più
Non amerò mai più
Oh,
Quando ci siamo incontrati la prima volta
Non avrei mai pensato che mi sarei innamorata
Non avrei mai pensato che mi sarei trovata tra le tue braccia
E voglio fingere che non sia vero
Oh, amore, che te ne sei andato
Perché il mio mondo continua a girare e girare e girare e io non mi muovo
Non voglio sentire un altro tocco
Non voglio iniziare un altro fuoco
Non voglio conoscere un altro bacio
Nessun altro nome pronunciato dalle mie labbra
Non voglio dare il mio cuore via
Ad un altro sconosciuto
O lasciare che inizi un altro giorno
Non lascerò entrare la luce del sole
No, non amerò mai più
Non amerò mai più
Non voglio conoscere questa sensazione a meno che non si tratti di me e te
Non voglio sprecare un momento
E non voglio dare a qualcun altro la parte migliore di me
Preferirei aspettare te
Non voglio sentire un altro tocco
Non voglio iniziare un altro fuoco
Non voglio conoscere un altro bacio
Piccolo, a meno che siano le tue labbra
Non voglio dare il mio cuore via
Ad un altro sconosciuto
O lasciare che inizi un altro giorno
Non lascerò entrare la luce del sole
No, non amerò mai più
Non amerò mai più
Oh, non amerò mai più».
Finita la mia parte, chiusi gli occhi al suono delle note finali proveniente da quell'idiota che avevo alle spalle.
Gli occhi lucidi erano nascosti dalle palpebre chiuse, che prima o poi avrei dovuto riaprire.
Le persone piangevano commosse, mentre stringevano qualche oggetto o persona.
Deglutii a forza.
Invece di incutere forza, avevo lasciato un messaggio sbagliato.
Sapevo fosse errato, nonostante fosse la mia ormai modalità di vita.
Ma nel loro caso non si trattava di quel tipo di amore.
Ma di perdita verso un figlio.
Un genitore non dovrebbe mai vivere per colui o colei che hanno fatto nascere.
Perciò, per salvare la questione che Ash aveva distrutto, iniziai un discorso da film/serie TV che non mi sarei mai aspettata avrebbe potuto portare a quell'esito potente.
Furono poche parole, poiché non mi sentivo a mio agio con le luci dirette verso di me.
«Non perdete la vostra luce. Non lasciatevi spegnere dal dolore che provate. Se avessero potuto scegliere, non vi avrebbero lasciato e questo è l'importante. Così come sapevano che il vostro amore per loro non è mai cessato. Celebrate il funerale per voi, non per loro. Perché loro staranno meglio lassù, piuttosto che come sono stati trattati quaggiù. Se davvero li avete amati, e sono certa sia così, amateli ancora nonostante la distanza. Non smettete di essere felici solo perché loro non sono tra di voi. Loro ci sono, potrebbero essere fra noi ma invisibili. O magari no, magari non sono qui. Ma è quello che avete insegnate loro? L'arrendersi?».
Terminato, diedi il segnale ad Jane di chiudere le tendine rosse con un cenno di capo.
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LA FIGLIA DEL CAOS
RomansaCOMPLETATA - IN REVISIONE Trama: Hayra Stevens è una giovane alle prese con la vita. Non è mai stato facile per lei integrarsi nella società fin da piccola tra traumi e drammi. Potrà sembrare esagerato affermare già questo data la sua giovane et...
