Non era strano, ritrovarmi lì.
Voglio dire, sono sempre un completo e totale disastro ed è chiaro ormai.
Parlo al presente perché continuo ad essere io, Hayra, ma con un po' di tempo trascorso in più.
Alle volte confondo ancora il sale con lo zucchero, capisco quando devo fidarmi o meno ma continuo ad essere troppo protettiva e so che non a tutte le persone possa fare piacere.
Ho finalmente un gatto adesso: è nero con la pancia bianca neve e due occhioni verdi grandi che mi scrutano quando hanno bisogno di cibo, di gioco, di amore.
È una gioia trovarlo davanti alla porta al mio rientro da lavoro, è il mio migliore amico quando mi segue per tutta la casa come fosse un cane, quando mentre scrivo gioca con la penna che vede muovere.
È tenero quando si siede al mio fianco e mi guarda piangere nelle mie giornate buie, quando struscia la testolina sulle mie mani e fa le fusa, quando si addormenta su di me o quando miagola per attirare la mia attenzione.
Bevo meno caffè perché sono costantemente agitata ed ho aumentato il thè che bevo praticamente come acqua.
Vado ancora a correre, mi soffermo ancora a quella panchina, al cimitero, ma ho ripreso ad evitare come la peste la Chiesa.
Nel portafoglio ho una foto di me e Kevin insieme, sul cellulare invece la galleria piena di immagini con me e mio fratello.
Leggo come leggevo una volta, ma arrivo a fine giornata con i capelli arruffati e annodati che devo trattare da sola.
Passo a passo, sto cercando di riordinare la mia vita.
Non come una maniaca dell'ordine com'ero, ma come un'essere umano.
Non sono più quel giocattolo sporco vicino alla spazzatura o come anti-stress dentro la bocca di cani randagi affamati.
Libera;
libera come avevo sognato.
Come quando, la sera, ci si toglie il reggiseno.
Come quando sogni tanto e finisci per avverare il tuo sogno.
Uno spirito non più incatenato, orgogliosa di me, che posso dire di avercela fatta.
Non mi sono aggrappata alle mie forze, poiché più volte avevo sottovalutato me stessa.
La mia vita gira e lo farà in eterno, ma con più convinzione.
Contenta di farlo perché è così che deve essere.
Eppure sento che c'è qualcuno che manca.
Si accusa quel magone alla gola solitamente verso la notte, quando si è stanchi e non si ha altro a cui pensare.
Allora, solo allora, viene in mente come una martellata nello stomaco.
Per quanto mi riguarda, no.
Io, la martellata, la provo fin dalla mattina.
Appena mi sveglio, apro gli occhi e fisso il soffitto.
Quella fitta si fa più viva dentro me, volendosi insidiare senza poi uscirne.
E ci riesce.
Ci riesce sempre.
Non so tutt'ora cos'ho dentro, se ci sono ancora dei mostri da sconfiggere come principe azzurro di me stessa.
Sono stata un mix di Elsa e di Merida, con l'unica differenza che loro non sono mai state innamorate.
Non hanno provato una singola emozione di quel tipo di amore e chiaramente non ne hanno sentito il bisogno.
Il letto dalla sua parte non mi fa gridare.
Semplicemente rimango in silenzio.
Non è bisogno di riempire il mio ego, di farmi amare per vendetta o per vivere meglio.
Non ho bisogno di un uomo per stare bene.
Ma è la sua mancanza a farmi bruciare, a mandare in rovina le gemme preziose che vendo al mercatino del mio umore speranzoso.
È il senso perpetuo di nausea non conducente nè ad una forma virale duratura qualche giorno nè ad una gravidanza.
Alla mia età ho amiche alle prese con piccoli fagottini che vedono il mondo dalla visuale di un passeggino e con una fede nunziale al dito.
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LA FIGLIA DEL CAOS
RomanceCOMPLETATA - IN REVISIONE Trama: Hayra Stevens è una giovane alle prese con la vita. Non è mai stato facile per lei integrarsi nella società fin da piccola tra traumi e drammi. Potrà sembrare esagerato affermare già questo data la sua giovane et...
