La Domatrice Bianca - House Of The Dragon.
Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno.
Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene.
Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
Il tempo è il vero dio di ogni uomo, dona e toglie. Il tempo ferisce, guarisce e condanna. È realmente imparziale, onnipotente di fronte a qualsiasi scelta umana, ogni guerra. Puoi lottare ma a cosa servirebbe? Il tempo raggiunge chiunque prima o poi, sperando almeno di ritardare quel prima. Perciò se non puoi fermarlo o vincere, se non puoi fare altro che vedere un misero pezzo del futuro che ti aspetta, cos'altro si è in grado di fare? L'accettazione è l'unica risposta. Perché se accogli che ogni aspetto della vita ha una fine, una scadenza allora puoi mettere da parte il timore della morte, puoi seguire ciascun percorso e sapere che ogni volta che cadrai allora potrai rialzarti. Accettare significa realizzare sé stessi, vedersi realmente ed essere pronti a vivere ogni secondo fino al termine del proprio tempo. Bellarys comprendeva profondamente il tempo, era il suo dio, il suo nemico, il suo amante. Già una volta le aveva rubato l'esistenza e poi gliela aveva ridata, le aveva spiegato che quando si cade si impara una lezione. Si impara a non crollare nello stesso modo. Dal momento in cui aveva accettato il suo destino sapeva di aver stretto un accordo con quel Dio narcisista. Per avere la luce doveva camminare nelle tenebre, e le tenebre sarebbero sempre tornate. Ella dava una scadenza al bagliore di gioia di quel ritorno. Perché quando tutti si sarebbero abituati alla sua presenza allora il buio avrebbe iniziato ad avanzare e il tempo avrebbe iniziato a scorrere all'indietro, riscuotendo quello che voleva. E la cosa più ardua al mondo è saper amare qualcuno nella sua oscurità. La sera precedente Bellarys l'aveva passata coi suoi genitori e con Rhaenyra. Un'ottima cena e racconti, risate che sarebbero divenuti lontani ricordi un giorno. Si era sentita amata, o almeno amavano colei che mostrava e non chi era davvero. E Bellarys era felice, sperava che fosse abbastanza fino alla fine della nuova giornata che sarebbe iniziata. Quel mattino si svegliò all'alba ed evase dalla sua stanza, non fu facile visto le guardie reali nei corridoi. La Fortezza Rossa era gigantesca ma rammentava ogni centimetro, ogni passo era un ricordo della sua infanzia, della felicità e salute che le era stato rubato dal tempo. Ma adesso, dopo anni, era tornata a casa più forte che mai. Nel luogo a cui apparteneva e a cui era destinata. Il giorno dopo si sarebbe tenuto in suo onore un Torneo e molti erano già all'opera, questo le favorì la fuga verso le stalle. Prese un cavallo dal manto bianco e galoppò tra la folla dei commercianti col suo mantello di un chiaro turchese con il contorno ricamato di bianco, che le copriva i capelli. Sotto indossava uno dei suoi abiti dorniani, era uso vestire scollati e con le braccia nude. Era di un tessuto setoso ed era stato immerso in diversi colori celesti, una cinta sottile d'oro le circondava la vita piccola dove vi erano diverse perle. Ai piedi portava delle comuni ballerine di pizzo bianche. I capelli erano raccolti, cosa che faceva di rado e una treccia larga le circondava il capo.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Il suo non era una visita al luogo ma solo un viaggio verso la Fossa dei Draghi, non poteva restare a lungo lontana da Albalux. Sentiva che il loro legame li spingeva ad unirsi, cosa che mai sperava venisse scoperta. Cavalcò fino all'entrata nell'oscurità e poi smontò, era meglio entrare da sola. Sapeva che all'interno vi erano diversi draghi, ne sentiva i sospiri ma teneva una fiaccola in alto e sfiorava la spada nascosta sotto il vestito. Probabilmente non avrebbe dovuto sapere dove andare ma non era così, riusciva a sentire dove si trovava il suo drago e così anche esso. La creatura bianca uscì dalla sua cavità buia e avvicinò il muso a lei. La sua idea per quella mattina era poter cavalcare Albalux, dato che quella giornata sarebbe stata lunga. E così fece. Volò per le seguenti due ore nel cielo più alto, aggrappandosi con forza e tentò di dimenticare le sue responsabilità, ma al suo ritorno quelle tornarono. Ad aspettarla, dinanzi alla Fossa vi erano due cavalieri a cavallo. Ser Cole e Harrold Westerling, ovvero il Protettore del Reame. Atterrò e Albalux ruggì prepotente, non era contento di separarsi da lei.