CAPITOLO 16

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SINO ALLA FINE DEI TEMPI

Ci sono parole che lasciano dei segni indelebili, tagliano l'aria e condannano chi è in ascolto.
Dunque cos'è più importante?
Scegliere cosa ascoltare o cosa dire?
Per tutto il pomeriggio Bellarys e Criston erano stati a riva di un lago, giocando con le proprie mani e fu proprio ciò di cui avevo bisogno.
Bellarys si rilassò come non faceva da tempo e lo perdonò, ne era innamorata fin troppo per non poter accettare le sue scuse e non era capace di detestarlo.
Quando Criston le suggerì di tornare prima del tramonto ella rifiutò, non voleva fare ritorno alla vita reale. Voleva stare con lui in quel bosco, soli e sperare che durasse per sempre.
Trovarono una piccola radura circondata da arbusti caduti, era ben protetto e comodo per accendere un fuoco, di cui ella si occupò senza problemi.
Cole si tolse l'armatura, era ovvio che avrebbero passato la notte lì, svegliandosi all'alba per tornare all'accampamento ma tentò ancora di convincerla.

<<Il Re sarà agitato, avrà mandato altri a cercarci>>

Lei scosse la testa. <<Lo conosco bene, ora è ubriaco al punto da non reggersi in piedi. E onestamente può preoccuparsi anche fino a morire se lo desidera>>E aveva ragione, il Re non aveva mandato nessuno tanto era alticcio. Lui alzò le sopracciglia facendo una smorfia, da in piedi e lei lo notò.<<Pensi che io sia esageratamente severa?>>

<<Credo che lui sia un brav'uomo e che voglia il tuo bene>>

<<Non hai risposto>>

Si grattò il mento<<Forse un poco ma non ti biasimo, conosco la tua indole impetuosa. A volte sei guidata talmente dalla tua ira da non osservare ciò che fai, credi così fortemente nelle tue ragioni da non vedere quelle degli altri>>

<<Ma lui vuole obbligare Rhaenyra a sposarsi, vuole obbligare me>>

<<E se non volesse ma si trattasse di dovere?>>

Si morse un labbro<<Mio padre non può più parlarmi di dovere dopo il suo raggiro. So che il mio carattere non mi fa apparire buona ma non m'importa di esserlo. So fare cose sbagliate per le ragioni giuste e difficilmente me ne pento.>>

<<Perché?>>

<<Perché a volte desidero fare del male a chi ne fa a me>>ammise. <<O a mia sorella, anzi per lei farei molto di più, distruggerei ogni regno. Amo mio padre ma non sono cieca d'amore per lui, l'ho perdonato per ciò che ha fatto a mia madre ma non per le sue menzogne. Non finché non sarà sincero.>>

<<Su cosa?>>domandò ancora.

<<Sulle sue intenzioni>>rivelò<<La Corona posso reggerla ma non nel modo in cui mi ordina di farlo.  Lui non è come il Vecchio Re, questo perché ogni sovrano è diverso dal precedente. Io sono una donna, Criston. Sono in una posizione che mai è esistita. Quante volte devo dimostrare il mio valore?>>

<<Infinite, temo.>>Egli non aveva compreso quante ragioni ci fossero dietro le sue azioni, forse imparava a conoscerla più durante queste difficoltà che nei dieci anni passati insieme. <<Per questo hai dato spettacolo urlando davanti a tutti? >>

Ella sorrise maliziosa, facendo capire che non se ne pentiva<<Non ho saputo trattenermi, Melisandre continua a ripetermi di perdere il controllo per trovare me stessa. Dice che se gli altri vedranno la mia forza, il mio fuoco passionale, allora mi rispetteranno.>>

<<O ti temeranno>>

<<Non mi dispiacerebbe far tremare qualche lord>>scrollò le spalle. <<Ma non voglio che sia il solo motivo per cui sedermi sul Trono di Spade. Voglio che scelgano di ammirarmi oltre il terrore, voglio quel genere d'onore.>>

𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora