La Domatrice Bianca - House Of The Dragon.
Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno.
Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene.
Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
L'inizio di una vita ha qualcosa di mistico, d'irreale. Si inizia a vivere piangendo, gridando e forse perché nascere è per sé un atto spaventoso. Nessuno è mai pronto a lasciare andare ciò che si ha per l'ignoto. Ma l'ignoto risulta come un bagliore per chi viene al mondo. Dunque, anche la luce sa far paura. Quei mesi erano passati con una strana rapidità, non era stato indolore ma sicuramente gli impegni avevano alleviato la sofferenza di Bellarys. Per sette mesi aveva viaggiato per le tutte le nove Città Libere insieme ai suoi più fedeli compagni; Harrold e Harwin erano stati il suo più grande sostegno, la comprendevano e rispettavano. Nascondere la sua condizione non era stato molto difficile, la pancia era cresciuta solo nell'ultima parte del viaggio e aveva usato abiti più larghi per nasconderla. Aveva solo ventidue anni ed era in estrema buona salute, nulla era andato storto. Per quanto riguarda il suo stato d'animo, anche quello era cambiato. Viaggiare, conoscere nuove culture, uomini potenti e vedere tanti schiavi, tutto questo l'aveva fatta maturare ed era finita per apprezzarlo. Si era messa alla prova parlando sempre valyriano, che era lingua madre di tale terra dall'antica Valyria. Braavos era un'eccezione, lì non c'erano schiavi, ma riuscì a comunicare con tutti i diversi popoli e imparò moltissimo. Tali città erano indipendenti perché più urbanizzate e mercantili di quelle di Westeros, e questo le aveva fatto comprendere che come Regina avrebbe potuto compiere lo stesso nei Sette Regni. A Braavos aveva fatto amicizia con il Sealor che governava, l'aveva portata nella Banca di Ferro e le aveva parlato della misteriosa setta di assassini, noti come uomini senza volto. Dopo era stata a Lorath, luogo meno conosciuto e meno potente, a sud-est di Braavos, nel mare dei Brividi e lì aveva visitato gli antichi luoghi dei draghi, aveva trovato molta pace in quel silenzio. A Lys aveva trovato altro e meno di suo gusto, era un'isola protetto da una formidabile marina. Veniva chiamata Città Del Vizio, famosa per le sue case di piacere ed era lì che aveva ritrovato un vecchio amico, intento a cercarla. Egli era il Principe Dion Martell, il suo amico d'infanzia, colui con cui aveva passato più tempo di chiunque oltre a Criston. Era cambiato parecchio, era senza scopo, ferito dalla vita rispetto al cavaliere che aveva conosciuto, quello ironico, intelligente e pieno di vita. Aveva perso la moglie incinta e si era disperso ad Essos, viaggiando oltre le terre dei Dotraki, per sfogare il suo dolore. Bellarys aveva parlato con lui per una notte intera e il giorno dopo si era presentato al molo, coi capelli neri tagliati, la barba più rasata e un atteggiamento migliore.
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Bell lo aveva preso con sé, insieme sarebbero guariti dalle ferite della vita e funzionò, perché sarebbero anche tornati dove erano cresciuti, dalla famiglia di lui. Si erano recati persino a Myr, ed ella aveva ricevuto in dono meravigliosi abiti di pizzi fini. Il Re era a conoscenza di ciò che ella faceva, e fu sorpreso quando la Principessa riuscì a stipulare un'alleanza tra Lys e Myr, che erano stati aspri rivali per secoli per le Terre Contese. A Norvos era stata molto poco, era situata sul fiume Noyne a nord-est di Pentos ma avevano conosciuti i suoi sacerdoti barbuti che dominano la città come una teocrazia. Si era interessata alle loro famose asce, che le vennero donate per il Re. Pentos invece l'aveva apprezzata, aveva un porto marittimo importante ed erano ottimi cuochi. Era lì che aveva stretto una segreta coalizzazione col Principe di Pentos, il quale le aveva giurato fedeltà a lei nel caso di una battaglia per la sua legittimità al trono. Ma il vero potere era detenuto da un consiglio di potenti commercianti, i quali si erano comunque inginocchiati con grande stupore. Dion le aveva mostrato la Città di Qohor, vicino al bordo del mare Dothraki, e le venne fatto dono di alcune lame di acciaio di valyria, che le fecero pensare sempre a Daemon. Ma non soltanto a lui, aveva fatto copiare lo stemma che aveva al dito. Desiderava regalare al figlio una collana con lo stesso simbolo che Criston le aveva regalato, la loro eclissi.