CAPITOLO 21

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CUORI RICOPERTI
DI CENERE

Bisogna avere una certa dose di forza per lottare, per mentire, per sopravvivere.
E quando la medesima non c'è rimane solo una vorace stanchezza.
La stanchezza è una delle peggiori sensazioni, parlo di una fatica mentale che coinvolge ogni parte del corpo, così invasiva e distruttiva da spezzare ogni speranza, ogni intenzione.
Un genere di male porta solo nei meandri più solitari e oscuri, porta ai rimpianti, ai dubbi e se non si ha la forza per vivere, come la si può avere per fingere?
Il cuore di Bellarys aveva scalpitato per tutto il tempo sotto il proprio mantello, la pioggia era solo aumentata e i tuoni parevano avercela con lei.
Quasi un dio in particolare volesse sgridarla, o forse avvisarla.
Le tremavano le mani e il freddo iniziava a circondarla, ma era tutto nella sua mente poiché il suo corpo era incapace di raffreddarsi.
Sentiva che senza fuoco le restava solo la cenere.
Appena varcato il cancello della fortezza, mostrando i suoi capelli, sentì qualcuno alzare la voce. Sollevò il viso vedendo Rhaenyra discutere con Alicent.

<<Come osate tu e tuo padre lanciare queste vili accuse su mia sorella?!>>mormorò la Targaryen.

Ella scosse il viso<<Come osi tu accomodare il suo comportamento! È fuggita con Daemon!>>

<<Sono qui, in realtà>>

Le due si voltarono guardando la ragazza sotto la pioggia, la sua bellezza impediva di vedere quanto stesse soffrendo ed era una delle ragioni per cui odiava il proprio aspetto da quando era risorta.
Non poteva mai sembrare a pezzi.

<<Dèi, ti senti bene?!>>esclamò Rhaenyra, allungando una mano.

Bell la prese e passò sotto l'entrata coperta ma non riuscì a mentire.

<<Eri con tuo zio, lo neghi forse?>>disse con tono severo Alicent.

Si girò a guardarla e recitò la sua parte al meglio.
Non le avrebbe mai detto nulla che potesse compromettere non solo lei, ma anche Daemon. <<Voleva ringraziarmi per il mio contributo nella battaglia delle Stepstones e ho accetto il suo invito.>>

<<Che cos'avete fatto?>>

<<Non lo so, tuo padre cosa mi ha accusato di aver fatto con mio zio?>>

<<Di essertelo scopato>>

A questo Bellarys lasciò la mano della sorella e la fissò con sgomento, era questa l'accusa che aveva lanciato?
Rhaenyra la vide in difficoltà per la prima volta <<Infide menzogne per colpire la sua legittimità al trono. Mettere in discussione la sua virtù è un atto di tradimento!>>

La Regina guardò la maggiore<<È vero?>>

<<No!>>esclamò di getto.

<<Davvero? Voi Targaryen avete curiosi abitudini e non avete limiti>>

Bell fece un passo in avanti e lei di scatto uno indietro. Rhaenyra la prese per un braccio per fermarla ma non fu quello a riuscirci, furono i portoni.
Non poteva sopportare il modo in cui si riferiva alla sua casata ma soprattutto pensare di essere legittimata a farlo.
Dal portone apparve Lady Melisandre e Ser Criston, a quanto pare aveva ripreso il proprio turno ed era stato tra coloro a dare l'allarme della sua scomparsa.

<<Principessa, il Re ti aspetta nelle sue stanze.>>

Bellarys non li guardò neppure, fissò Alicent col mento alzato.
Forse avrebbe dovuto tacere ma non le importò. <<Voglio essere chiara su un punto, Hightower, tu non sei mia madre. Non ti avvicini neppure a quello che lei era, per mio padre e per questo regno. Perché tu non sarai mai una Targaryen.>>

𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora