IL DRAGO E IL LUPO
A volte ci chiediamo cosa sarà di noi in un mondo tanto grande, tanto affollato, tanto crudele e meraviglioso. Vorremmo sapere cosa fare, quale passo intraprendere, cosa dovremmo desiderare ma arriva un momento in cui nulla è chiaro, a parte il fatto di essere piccoli, di essere solo una vita come le altre.
Amarys Targaryen non aveva mai pensato a sé come ad una persona ordinaria, una vita qualunque, lei era una principessa dal sangue valyriano.
Era nata con la certezza di valere persino di più, di essere lei stessa grande e che le sue impronte sarebbero state difficili da cancellare.
Le impronte di un drago.
Ma non si era sentita grande, forte, valorosa quando le avevano premuto uno straccio sulla bocca, quando l'oblio l'aveva afferrata con violenza colpendola in ogni parte del corpo.
Si era sentita solo una ragazza, una giovane donna indifesa.
Si era svegliata in un grande letto a baldacchino, pulita a vestita con un abito nero, con ricami oro. Fuori dalla finestra c'era una tempesta, pioveva a dirotto e quel rumore riuscì a farle mettere a fuoco la stanza in cui si trovava.
Non era a casa, non era a Roccia del Drago.
Non aveva idea di dove fosse, era un'appartamento enorme, così barcollò verso la finestra socchiusa. Non era ad Approdo del Re.
Il suo cuore iniziò a fremere, i ricordi la raggiunsero con una volata di freddo, sentiva le urla di Visenya e Baela, gli uomini mostruosi che cercavano di rapirla e le altre grida...la sua famiglia, il combattimento nel corridoio sottostante.
Si era difesa bene, essendo la sola armata e poi era stata spinta via, in una via segreta scura e ghiacciata. Aveva tentato di urlare il nome del suo drago ma Silverwing, ovunque fosse, non l'aveva trovata.
Non riusciva a sentirla.
Ma sentiva ancora sua madre, mentre l'oscurità la rapiva, che lanciava un grido di battaglia così forte da scuotere le stelle.
Non riconosceva l'esterno, c'erano rocce e tuoni che illuminavano un palazzo dai tetti arrotondati, c'era solo buio e disperazione. Quel posto era l'Inferi?
Le porte si spalancarono dietro di lei, rivelando un'ombra illuminata dalla luce delle torce infuocate.
C'era qualcosa di diverso in lui, i capelli argentati erano pettinati a dovere, l'espressione era meno pallida e più lucida, gli occhi meno annoiati. Sembrava vivo, quando le era sempre apparso poco nitido, come se fosse un fantasma, un'ombra senza corpo.
Ma era reale nel suo completo scuro, mentre teneva una mano sul pugnale ancestrale di Viserys I Targaryen.
<<Tu...>>
Aegon II la osservò, cercò un difetto nella sua bellezza ma non ci trovò nulla, trovò solo rabbia degna di un drago. Non lo guardava come tutti gli altri adesso facevano, da quando era stato incoronato. Lo sapeva, sapeva che era Re ma non le importava.
<<Ciao, Dolce Drago>>
Lei alzò un sopracciglio, non c'era niente di dolce in lei e lo sapeva. Quando parlò usò un tono duro, che gli ordinava di risponderla<<Dove sono?>>
<<Capo Tempesta>>
<<Casa Baratheon>>sussurrò<<Sono tuoi alleati>>
Le porte si chiusero e lui si avvicinò ad una poltrona, si sedette come se tutto fosse suo <<Sì, lo sono. Qui è più sicuro per noi>>
Non era sua amica, Amarys cercò un'arma, qualsiasi cosa di affilato ma non c'era niente. Persino gli attizzatoi per il camino mancavano all'appello.
Voleva tagliarli la gola, voleva avere il suo arco per colpirlo al cuore, come lui aveva colpito la sua casa.
<<Noi? Noi un cazzo, mostro che non sei altro!>>urlò<<Hai ordinato l'omicidio della tua famiglia!>>
Aegon non si mosse, restò seduto con le gambe incrociate come se fosse una statua. Non lo aveva mai visto così.<<Non sono stato esattamente io ma immagino che quando le azioni dei propri sottoposti diventino le proprie quando si è Re>>
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𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃
RandomLa Domatrice Bianca - House Of The Dragon. Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno. Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene. Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
