La Domatrice Bianca - House Of The Dragon.
Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno.
Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene.
Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
Parlare di bisogni a volte è come parlare di debolezze, sembrano sinonimi. I desideri, le aspettative possono trasformarsi in necessità esigenti, quanto bere e mangiare, a volte diventano persino la peggiore delle pene. Cosa fa più male del volere qualcosa che non si può possedere? Erano passati tre mesi dal parto di Aedus e ormai un anno da quando Bellarys aveva lasciato il porto di Approdo del Re. Quei mesi furono un dono, così ella li definì. Un dono per poter stare con suo amato figlio, imparare a calmarlo, a nutrirlo e ogni giorno lo amò più del precedente, al punto che questo legame minacciava il suo destino. C'era una voce in lei che non faceva altro che urlare, ma più urlava e più le pareva che nessuno la sentisse. Le diceva che non doveva fidarsi del destino, che non doveva nulla al Signore della Luce, perché non gli aveva chiesto di vivere, né di avere quel peso. Melisandre sapeva che il suo piano, quello di renderla nuovamente forte, non stava funzionando. La visione l'aveva scossa ma la solitudine non l'aveva fortificato come un tempo. Era cambiata, da dopo la morte della madre, ma la Donna Rossa era determinata a comprendere il potere della Principessa, a capire cosa potesse risvegliare il drago che era in lei. Per Bellarys abbandonare il figlio fu un trauma, non era nella sua natura farlo ma in entrambi casi, restando o andando, avrebbe comunque lasciato qualcuno. Rhaenyra, Criston e persino suo padre le erano mancati. Ella sapeva che non poteva lasciarli ma si era sentita morire quando aveva dovuto salutare il suo Aedus, che aveva pianto disperato tra le braccia di Dion. Le si era spezzato il cuore, e una parte di esso era rimasto col figlio. Ma l'aveva fatto, se n'era andata e alla fine si era concessa si piangere e gridare, ma solo di nascosto tra le nuvole con Albalux. L'amore per un figlio porta alla felicità quando alla dannazione eterna. Harwin e Harrold erano gli unici a conoscere quel segreto e lo avrebbero protetto per sempre, tornare non era di loro gradimento. In effetti su quella nave, su cui avevano viaggiato, nessuno era contento della rotta prestabilita. Forse perché non esisteva persona al mondo che amasse Approdo del Re. Bellarys uscì da sottocoperta solo quando venne annunciato l'arrivo imminente al porto e lì vi trovò tutti i suoi compagni di viaggio, mostrando l'abito scelto per quel ritorno. Harwin le si avvicinò, studiando la sua figura. Indossava un vestito color bronzo chiaro, nonché totalità meno accesa sia delle Cappe Dorate che di Dorne. Ella non aveva il desiderio di tessuti accesi, né di mettersi in mostra. Aveva una scollatura non esagerata ma era aderente come al solito, chiusa in un rombo, con delle spallina a X. Bisogna dire che in quei tre mesi aveva allenato il suo corpo, tornando in forma. La gonna era alta e con una fantasia a scaglie di drago, cadeva alle sue caviglie con leggerezza. Ai piedi aveva uno dei suoi sandali preferiti, con lacci che salivano lungo le gambe. I capelli bianchi erano cresciuti, li aveva lasciati liberi tranne per una corona con qualche spillo oro intorno alla parte posteriore. Al braccio teneva un regalo dei Martell, un alto bracciale con delle ali. In quell'anno mai aveva tolto il suo anello, mentre la collana di Daemon era intrecciata sul polso.
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