DESIDERI INASPETTATI
A volte neghiamo con troppa facilità i nostri desideri, quelli più riconditi, più segreti e che non accettiamo neppure per noi stessi. E nello spiegarli, nell'ammettere la verità, improvvisamente pare difficile trovarne il senso e le parole.
Per tutta la vita Bellarys aveva tentato di spiegarsi, di raccontare a suo padre ciò che bramava ma se era vergognava, perché sembrava un sogno profano. Viserys non avrebbe accettato che lei volesse più del Trono di Spade, dei Sette Regni.
Quello non riguardava la Canzone del Fuoco e del Ghiaccio.
Lei voleva conquistare il mondo e bruciare quelle navi, sentire le loro urla, voleva che bruciassero sotto il fuoco e il dolore sarebbe stato meno forte.
Non aveva più parlato a nessuno delle sue cadute, di come la sua mente giocava con lei, perché non voleva apparire come pazza ma sapeva che era sul bilico.
Si aggrappava ad uno scopo, perché perdere la presa significava perdere tutto.
Quando i tre draghi arrivarono alle Isole di Ferro, trovarono solo desolazione e giunti al Castello di Pike trovarono un esercito ad aspettarli.
Nessuno venne intimidito, in effetti Aramis quasi scoppiò a ridere.
Atterrarono sulle prime file e gli uomini tremarono, Albalux spalancò le ali e ruggì sollevando il capo che coprì quasi il cielo.
<<Lord Mietitore di Pike!>> urlò ella <<Puoi scegliere di arrenderti a me, la legittima Regina del Trono di Spade, o puoi scegliere di bruciare con il vostro Dio Annegato!>>
Ci vollero lunghi minuti di tensione e promesse di morte, ma alla fine mostrarono bandiera bianca. Aspettarono che si ritirassero, anche se Moondancer sembrò un po' annoiato, cercò di afferrare qualche soldato ma Bell bastò una parola per fermarlo.
Quando furono abbastanza vicini, i tre Targaryen scesero e si avvicinarono, i figli subito si misero dietro la madre.
La gente dell'isola li guardò a bocca aperta, sembravano divinità coi loro capelli argentati e le armature bianche. Aerion e Aramis portavano anche dei mantelli rosso sangue.
Sotto degli stendardi neri con un kraken d'oro, c'era un maschio circondato da guardie. I loro abiti erano molto diversi, tendevano al blu ed erano aderenti.
Egli abbassò subito il capo, non sembrava piacergli mentre si inchinava. Aveva gli occhi neri, il viso privo di barba e il naso appena storto, come se fosse stato ferito.
Era un ragazzo, che aveva però l'aspetto di un uomo proprio come i suoi figli.
Si era di certo guadagnato il suo soprannome: La Piovra Rossa.
<<Lord Dalton Greyjoy>>
<<Regina Bellarys Targaryen>> annuì, con la mandibola contratta.
Lei gli sorrise come una predatrice e ad un tratto l'uomo cambiò espressione. La fissò come se avesse capito che non erano stati colpiti da dei draghi ma da lei.
<<I miei figli ed eredi>> annunciò. <<Principe Aerion e Principe Aramis.>>
<<Lord>> dissero entrambi.
<<E questo è mio fratello Veron>> disse lui, indicando un ragazzo poco più giovane e molto somigliante.
<<Che ne dite di entrare invece di annoiarci al freddo?>>
Dalton annuì subito, ma sembrava un po' scioccato. Non era la donna che immaginava sarebbe arrivata, aveva sempre pensato che fossero storielle quelle su di lei e che fosse Albalux il vero mostro ma adesso, vide una sua simile.
Il castello era spoglio, seppur più caldo e gli arazzi appesi mostravano solo guerra, morte e navi.
La sala in cui vennero condotti era ovale, c'era un seggio chiamato Trono del Mare.
Le ricordò casa Velaryon, odiava quel luogo, dove aveva perso suo figlio e salutato suo padre.
Dalton ci si accomodò, serio e fermo come se provasse piacere nel mostrare la sua autorità.
Ma lei non restò davanti a lui, non era una suddita o una schiava, semplicemente andò verso il camino.
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𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃
RandomLa Domatrice Bianca - House Of The Dragon. Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno. Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene. Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
