CICATRICI SUL CUORE
Le cicatrici restano per un motivo.
Servono a ricordare, a insegnare che guarire non significa cancellare.
Ciò che avvenuto ci segna, fingere che non sia così non cambia la verità.
Bellarys non aveva avuto la forza di rispondere al padre dopo l'ultima frase, lo aveva lasciato andare a riposare ed era rimasta lì.
Era rimasta aggrappata al tavolo, tentando di fare lunghi respiri per affievolire le vertigini.
Forse sarebbe svenuta a terra se non fosse stato per Melisandre, che era accorsa nella stanza e le aveva messo una mano sulla spalla.
L'aveva aiutata a riprendere il controllo, ma la Strega sapeva che qualcosa non andava. Solo che non aveva detto nulla, capiva quanto ella fosse stanca di sentire parole e parole.
Il silenzio era tutto ciò di cui aveva bisogno.
L'Erede non poteva uscire in quello stato, quindi aspettarono che riprendesse colore e poi uscirono.
La prima persona che Bellarys vide, nel corridoio opposto, fu Criston.
Chiuse gli occhi, distogliendo lo sguardo come se fosse stata accecata.
Ma era successo, lui l'aveva guardata direttamente e aveva notato che qualcosa non andava.
Si teneva con troppa forza al braccio della Donna Rossa.
Percorsero la strada senza dire nulla, coloro a corte si fermarono facendo degli inchini ma lei continuò a guardare in avanti, mordendosi un labbro mentre la sua vista tornava regolare.
Ma di quella situazione nulla era regolare. Stava impazzendo forse?
Harwin era sulla porta, le braccia dietro la schiena e quando la scorse si mosse subito, quasi fosse stato trascinato a lei.
<<Principessa...>>
Mise una mano sul suo petto<<Non dolerti per me, è solo il bambino. Voglio sapere degli altri miei figli>>
<<La Principessa Amarys e il Principe Aerion sono dentro con tuo marito>>mormorò<<Gli altri sono andati con la Principessa Rhaenyra>>
Annuì, guardò il portone come se fosse un nemico<<Quanto sono arrabbiati?>>
<<Come draghi>>
Era la risposta migliore che potesse darle, quella più sincera<<Non è mai saggio affrontare la rabbia di un drago, figuriamoci tre>>
<<Che intendi fare?>>le domandò Melisandre.
Alzò le spalle con sarcasmo<<Tornerò più tardi. Vado a divorare tutte le bistecche che trovo e...>>
<<Principessa>>la interruppe.
Non servivano altre parole, poteva bastare una per farle capire un intero discorso.
Ella abbassò la sua mano e prese la sua, la strinse con gli occhi gonfi e rossi.
<<Dimmi qualcosa che terrò con me per sempre, Harwin>>sussurrò.
<<Il dolore è necessario, ci rende esattamente ciò che il mondo ha bisogno che siamo>>
Ma lei non voleva soffrire, né cambiare. Non era mai stato di suo interesse essere Regina, era solo un ruolo in cui si era ritrovata incatenata. Era una combattente, una calvacadraghi e la sola cosa a cui teneva era la sua famiglia.
Prese un bel respiro, non poteva essere egoista o cedere.
Doveva resistere.
Quando entrò nella stanza lo fece con lo sguardo sul proprio pancione, come se si aspettasse di dover partorire in quel momento.
<<Madre!>>
Amarys era in piedi, di fronte a lei, con lo sguardo teso e affranto.
Aerion era seduto, le gambe divaricate e i gomiti appoggiati ad essi, si teneva la testa.
<<Tutto ciò è ridicolo>>continuò l'altro.
<<No, è folle>>disse la sorella.
STAI LEGGENDO
𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃
CasualeLa Domatrice Bianca - House Of The Dragon. Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno. Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene. Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
