L'OMBRA ROSSA
Ognuno di noi incontra la propria ombra, prima o poi.
Si nasconde, si stringe nell'oscurità osservando e aspettando solo un po' di luce ma non perché la brami, ma solo per ricordarci che esiste.
Lei ricordava ancora la prima volta che si era voltata e aveva visto una figura nera, sul muro davanti a lei, era solo una bambina ma invece di temerla, si era chiesta come sarebbe stato diventare essa.
In quel momento c'era stata una lotta, tra lei e l'ombra, chi aveva il potere? Chi delle due aveva più forza? Quella che viveva nell'oscurità.
E lei, solo poco tempo dopo, visse solo nelle tenebre e l'ombra vinse, ricordando al mondo che esisteva solo quando la si vedeva illuminata dal fuoco.
Era leggera, silenziosa, rapida e invisibile. Conosceva ogni singolo angolo del Tempio di Volantis e conosceva i volti di coloro che erano servitori del Signore della Luce.
Non era una credente, abborrava la luce e anche tutte quelle regole sulla schiavitù, sulla possessione dei corpi.
Però le era sempre piaciuto andare lì, suo padre ce la portava da bambina e anche se non aveva mai saputo perché, non riusciva ancora a smettere di farlo. Le Donne Rosse sapevano chi era, o meglio, sentivano sempre l'ombra volare tra loro e sapevano che era una lei.
Tutta Volantis ne era consapevole, con orrore dei padroni maschilisti, con speranza dei cittadini.
Ella era la furia, la giustizia agli occhi dei deboli.
<<Ora te ne puoi andare, Daeron?>>
<<Dovrei lasciarti sola qui? Ti venderebbero con due capre>>
<<Come osi?>> sbottò la fanciulla.
<<Scusami, mia signora. Cinque capre>>
Lei lo fulminò e l'Ombra sorrise. Le piacevano le donne che avevano carattere, che sapevano ringhiare come lei. <<Sarebbe più probabile che fossi tua a vendermi, zio>>
Zio?
Sembravano coetanei, forse della sua età. Il ragazzo si toccò il petto<<Non lo farei mai, Visenya>>
<<Bugiardo>> protestò <<Preferisco essere venduta che dover condivedere la tua compagnia ed essere una traditrice>>
<<Nessuno dei due è un traditore>>
<<Ah no?>>
<<Non ero ad Approdo quando sono state prese quelle decisioni, non ho neanche mai visto mio p..>> si bloccò e fece un passo in avanti, illuminando il suo aspetto da una torcia. <<Non siamo soli>>
Era ora, pensò l'Ombra.
Aveva voglia di giocare. Saltò silenziosa nell'oscurità, passando tra i tanti corridoi, così rapida che i due videro solo tante ombre nere sui muri, sul soffitto. Ovunque.
Daeron sguainò la spada e Visenya il suo pugnale, ma rabbrividì per quella scena ansiogena, non si sentivano neanche i passi o il respiro di qualcuno in quel tempio.
Era come se gli dei fossero in ascolto.
E poi tutte le ombre vennero risucchiate dietro di loro e quando si voltarono di scatto, coi cuori in gola, videro una figura appoggiata ad colonna.
Indossava abiti molto aderenti, scurissimi e duri, che le fasciavano la pelle coprendola del tutto.
Visenya deglutì di fronte a quei pantaloni, non ne aveva mai visti così, ma almeno c'erano degli strascichi sul davanti e dietro, come una semi gonna.
Indossava quello che sembrava un burqa, le nascondeva i capelli e le copriva la bocca con un velo sottile nero.
Era una visione terrificante e bellissima.
<<L'Ombra Rossa, deduco>> mormorò Visenya.
<<Ma è di vestita di nero>> bofonchiò l'altro con aria sarcastica.
<<Non credo che rosso fosse per il colore dei suoi abiti>>
<<Ah!>> esclamò <<Giusto, rosso come il sangue. Perché è un'assassina>>
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𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃
AcakLa Domatrice Bianca - House Of The Dragon. Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno. Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene. Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
