CAPITOLO 55

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 È TEMPO DI CONTINUARE


<<Non è necessario che tu venga con me>>

Visenya si fermò quando udì la risata del ragazzo che le stava a fianco, ad ogni passo cercava di toccarla solo per ricordarle che non poteva liberarsi di lui. <<Lo hai detto già detto, almeno cinque volte in cinque minuti>>

<<Eppure mi stai ancora seguendo>>

Erano arrivi da un'ora a Volantis, le strade erano affollate da qualsiasi genere di persona e le sembrava un mondo a parte rispetto Westeros. 
Donne mezze nude, bambini lasciati da soli, schiavi e ricchi mercanti, sette religiose e animali enormi che vagavano indisturbati.

<<Non hai...non so, città da corrompere, eserciti da guidare a morte certa con i tuoi fratelli disgraziati?>>

<<Probabile, se fossi stato richiamato da loro. Non si sono neanche interessati a mandarmi una missiva con scritto "Ehilà, abbiamo pensato di iniziare una guerra per il trono di nostro padre, ti andrebbe di partecipare?">>

<<Non fare del sarcasmo con me, non siamo amici>>

<<No, tecnicamente sei mia nipote>> 

<<Tecnicamente sono tua nemica>> sbuffò. <<Mi avrei salvato dall'altro zio disturbato, te lo concedo, ma sono a tanto così da tagliarti la gola come una capra>>

<<Sarò deliziato di avere il tuo coltello alla gola>>

Visenya sbatté i piedi a terra. <<Non ho mai incontrato nessuno di così irritante, e io sono cresciuta con Aramis Targaryen>>

<<Oh, un altro nipote>> le sorrise. <<Ho udito molte storie su tutti voi, per esempio so che il Principe Aramis è il preferito di sua madre>>

<<Questo non è affatto vero. Zia Bell non ha preferiti>>

<<Tutte le madri ne hanno uno. La mia, per esempio, è interessata solo ad Healena>> mormorò, dal tono di voce non sembrava dispiaciuto di questo. <<Aramis è un cavaliere eccezionale, i racconti parlano anche della sua bellezza e furia in campo di battaglia. Be', a quanto ho compreso, tutti i figli di Bellarys sono...degni di nota, immortalati in canti e racconti in tutto il mondo>>

<<Forse sono degni perché lei ha saputo crescere bene i suoi figli>> 

Lui ridacchiò. <<Oh non temere che mi offenda. Non ho avuto una madre, non la conosco neppure; quindi, non mi fa né caldo né freddo il tuo disgusto per lei>>

Ella si fermò, girandosi a guardarlo <<Dici sul serio? È sempre tua madre>>

<<Mia madre ha fatto molte scelte discutibili, come invogliare Aemond e Aegon alla guerra. Conosco il mio dovere, da che parte debbo stare necessariamente ma non significa che io approvi il modo in cui l'ordine delle cose funziona>>

<<Forse dovresti esserle grato>>

<<Perché mai?>>

<<Perché non crescere ad Approdo del Re, nella Fortezza Rossa, si può solo ritenere una fortuna>>

Lui inclinò il viso ma ella lo aveva già superato, Daeron era confuso e meravigliato di fronte a quella donna, non poteva che non essere ammaliato dai suoi modi forti. 

<<Chi è che stai cercando, principessa?>> le domandò, raggiungendola.

<<Una speranza o un debito, o entrambe le cose>> rispose. <<E tu non dovresti essere qui per saperlo>>

𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora