LA LAMA MALEDETTA
Ci sono cose che bisogna avere la forza per fare, fisica e di spirito.
Bellarys aveva sempre avuto forza di spirito, o non sarebbe sopravvissuta al gioco del Trono di Spade.
Ma ora non si fidava del proprio corpo, non aveva la forza fisica di correre ma sollevò l'abito e resistette.
Conosceva il corpo di Daemon meglio del proprio, ricordava ogni cicatrice, ogni fascio di muscolo, la linea dei pettorali che si inabissava, quella delle lunghe spalle e della mandibola.
Lui le apparteneva.
E allo stesso tempo ella apparteneva a lui, in un modo così mistico che solo gli Dei avrebbero potuto dire perché.
Eppure quella connessione andava ben oltre la mortalità, fu per questo che Daemon si fermò.
Ella mirò che teneva una bottiglia per il collo, nel tentativo di affogare la propria ira. Poi si voltò e la vide, bellissima nell'oscurità.
Non si mosse attendendola, lo aveva fatto per un intero anno una volta e lo avrebbe fatto ancora.
Arrivò davanti a lui e inclinò il capo, i lisci capelli le coprirono le guance. Egli non era sollevato di essere stato scelto.
<<Non pensavo venissi. Pensavo fossi in collera con me>>
Alzò le spalle<<Perché devo esserlo sempre? In collera con te o con qualcuno? Per una volta non potrei anche dimenticare?>>
Daemon non si spettava quella risposta e Bell di ammetterlo con tanta facilità, lo superò e continuò a camminare attraverso la fine del tramonto. Sperava di arrivare all'alba prima o poi, quasi fosse un meta, un posto preciso nello spazio e nel tempo.
Voleva la luce, disperatamente ma pareva così lontana. E lei era così stanca.
<<No. Perché tu non sei così, tu perdoni ma non dimentichi>>
Bellarys amava e odiava il modo in cui lui non ricordava tutto ciò che diceva.
Negli ultimi giorni ella aveva rifiutato qualsiasi discussione, aveva alzato un muro di negazione e non era da lei. Era il lutto, il marito lo sapeva.
<<Cosa vuoi che non dimentichi? Il modo inopportuno in cui hai riso durante l'elogio?>>
<<Certo che no o io dovrei dimenticare il modo inopportuno in cui hai guardato Cole>>
<<Io non l'ho guardato in nessun modo>>
La seguì, continuando a bere ma bere non lo aiutò con l'umore e nemmeno a trovare lo sguardo di lei. Voleva litigare e lei no.
Voleva chiarire con Daemon ma non sapeva come.
<<Voglio saperlo>>
Ella sospirò<<Sapere cosa?>>
<<Ser Criston Cole. Hai mai smesso di amarlo?>>
Le si gelò il sangue. Non affrontavano quell'argomento da anni ma Daemon era furibondo per Otto e per moltissime altre cose. Però c'era un motivo più grande: voleva farla arrabbiare.
Bellarys prese un bel respiro, continuando a placare sé stessa.
<<Ciò che hai visto non è ciò che credi. Non era lui che guardavo, non direttamente, ma ciò è stato. Una cosa che è successa.>>raccontò.
<<Ovvero?>>
<<Mi chiese di fuggire con lui, proprio qui, dodici anni fa. Voleva partire verso Dorne su una barca. Io gli dissi di no, per Aedus, per Rhaenyra, per mio padre. Ma erano scuse, bugie che usai per rifiutarlo>>
<<Qual era il vero motivo?>>
<<Eri tu>>confessò.<<E credo che alla fine lo abbia capito, mi ero allontanata da lui durante quell'anno, rispondevo poco alle sue lettere. Non gli stavo solo nascondendo Aedus , stavo nascondendo una verità che mi terrorizzava molto di più. A lui e a me stessa. Non riuscivo a dimenticare la notte ad Approdo del Re, tu infiammavi il mio corpo, la mia mente, i miei sogni. Come potevo dirgli che lo amavo se sapevo di appartenere a te?>>
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𝐓𝐡𝐞 𝐖𝐡𝐢𝐭𝐞 𝐓𝐚𝐦𝐞𝐫 - 𝐇𝐎𝐓𝐃
De TodoLa Domatrice Bianca - House Of The Dragon. Il fuoco illumina le tenebre, forgia le più forti lame e brucia chi non è degno. Ma per Bellarys Targaryen, il fuoco, è ciò che ha nelle vene. Il suo nome proviene da un'antica parola valyriana, Bellator, o...
