Il pensiero della presenza di Lucy nel mio letto mi aveva tenuta sveglia fino a tarda notte, così la mattina seguente non riuscii a sentire la sveglia che avevo impostato tutte le mattine per non perdere mai il ritmo degli allenamenti. Non ricordo cosa stessi sognando ma iniziai a sentire qualcuno che mi accarezzava il viso e quando aprii gli occhi mi ritrovai la mora che mi sorrideva dolcemente dandomi il buongiorno.
L: "Mi dispiace che tu abbia dovuto dormire sul divano a causa mia, quindi sono scesa a comprare qualcosa per colazione." disse indicando un sacchetto poggiato sul tavolino davanti al divano dove era pronto un vassoio con latte e caffè.
"Non dovevi scomodarti per questo" dissi cercando di alzarmi con molta lentezza dato che la scomodità del divano mi aveva procurato un brutto mal di schiena.
L: "Hai dolore?" l'inglese sembrò accorgersene visto che le mie movenze erano alquanto goffe.
"Si, ma ora mi passa, tranquilla." riuscii finalmente a mettermi seduta e Lucy mi raggiunse mettendosi accanto a me.
L: "Davvero, mi dispiace, avrei dovuto dormire io lì. Sono molto brava a fare massaggi, se dopo me lo permetti potrei fartene uno."
"Non volevo svegliarti, dormivi così beatamente che sarebbe stato un vero peccato. Per quanto riguarda il massaggio devi promettermi di comportarti bene e non come ieri che continuavi a lasciarmi carezze." dissi ridendo e prendendo un cornetto dal sacchetto per poi morderlo.
Lucy sembrò molto imbarazzata dalle mie parole e potei giurare che arrossii addirittura.
L: "Ti ho dato fastidio in qualche modo? Perché se l'ho fatto ti chiedo scusa." disse seria.
"Beh, no, non mi hai dato fastidio, mi hai riempita di complimenti in realtà, solo che eri molto...fisica" dissi divertita.
L: "Mi farò perdonare, te lo prometto." disse per poi prendere il cellulare dopo aver sentito il suono di una notifica in arrivo.
Il suo volto si scurì, segno che il messaggio che aveva ricevuto non portava buone notizie. Cercai di sbirciare per capire qualcosa, ma aveva una di quelle pellicole privacy e quindi dalla mia posizione non si vedeva nulla.
"C'è qualcosa che non va?" chiesi mentre davo l'ultimo morso al mio cornetto, di risposta ricevetti un no con la testa ed un respiro profondo.
L: "Sei pronta per quel massaggio?" chiese cambiando totalmente espressione.
Annuii e si alzò, poi mi prese per mano e mi condusse in camera da letto.
L: "Signorina, si sdrai ,cortesemente, e si alzi la maglia, se preferisce non toglierla." poi fece un inchino.
Amavo questo lato di lei, era così buffa. Feci come mi ordinò e così lei si sedette sul mio sedere e potè iniziare il massaggio. Aveva le mani fatate, glielo ripetei almeno dieci volte ed ogni volta la cosa la faceva ridere. Dopo circa 15 minuti di massaggio la mora si sdraiò accanto a me mettendosi su di un lato per guardarmi.
L: "Ieri sera ero seria, vorrei che tu mi concedessi una possibilità." mi guardò dritta negli occhi.
"Io non credo di poterlo fare, sono troppo complicata, tutta questa situazione è complicata e poi non ci conosciamo abbastanza." abbassai lo sguardo.
L: "Se non ti piaccio basta dirlo!" sembrò un po' offesa e fece per alzarsi dal letto ma la fermai stringendole delicatamente il braccio.
"Se tu non mi piacessi ieri non sarei venuta a cena con te, non mi sentirei in imbarazzo ogni volta che mi guardi negli occhi e non dovrei distogliere lo sguardo quando dopo una partita o un allenamento esci dalla doccia con quel dannato asciugamano che ti fascia il corpo."
L: "E allora qual è il reale problema?"
"Non riesco a gestire tutto questo gossip, quest'attenzione, i commenti di odio secondo i quali tu e Keira non potete tornare insieme per colpa mia e i tuoi video, le tue attenzioni, seppur mi facciano molto piacere, non fanno altro che alimentare il tutto. Io voglio giocare a calcio, tutto qui."
L: "Ho capito. Non ti disturberò più e cercherò di starti alla larga." era offesa, triste, forse anche arrabbiata, non riuscivo a leggere l'espressione che aveva in viso.
Dopo quella mattina, Lucy cercò di evitarmi in tutti i modi possibili, ormai ci incrociavamo solo nello spogliatoio, dato che eravamo a due sedute di distanza, ma non mi rivolse più uno sguardo. Iniziai ad allenarmi con Fridolina, ma sentivo che non c'era lo stesso feeling; a volte addirittura mi mancavano le risate che ci facevamo durante gli allenamenti io e la mora.
Quando giocammo la seconda amichevole, Jonatan non mi fece giocare nemmeno un minuto, così non appena la partita terminò me ne tornai negli spogliatoi per cambiarmi e andare a casa, dato che quella stessa sera avevo l'aereo per raggiungere il ritiro della nazionale, che si rivelò un'occasione per rivedere alcune mie vecchie compagne di squadra.
Il destino sembrava remarmi contro, dato che l'amichevole in nazionale era proprio contro l'Inghilterra e, quando quel 22 settembre arrivò, scoprii addirittura che quella che doveva marcarmi era Keira, la ex di Lucy. La partita fu costellata da falli e spintoni continui, si capiva chiaramente che quella "cattiveria" non riguardava assolutamente il gioco. Al 68' stavamo per battere un calcio d'angolo e quella palla sembrava proprio destinata alla mia testa, ma quando saltai fui colpita violentemente da un calcio di Keira che mi colpì alla tempia. Quando caddi a terra mi sentii totalmente intontita e avevo anche un po' la vista annebbiata. Mi ritrovai la faccia di Lucy ad un palmo dalla mia, ma non riuscivo a concentrarmi per capire cosa mi stesse dicendo, sentivo solo un dolore fortissimo alla tempia e quando la toccai vidi che avevo la mano sporca di sangue. In men che non si dica fui raggiunta dallo staff medico che mi portò fuori dal campo per cercare di fermare la fuoriuscita di sangue e fasciarmi la testa. Keira fu giustamente espulsa per quello che aveva fatto e quando uscii dal campo passandomi di fianco mi sussurrò addirittura un insulto. Quel gesto mi face scaldare più di tutte le spinte ricevute durante la partita, così pregai l'allenatrice di non sostituirmi, dovevo vendicarmi. Tornata in campo, essendo meno marcata grazie all'inferiorità numerica delle inglesi, riuscii a fare alcune belle giocate, ma non ero ancora riuscita nel mio intento: io volevo segnare. A pochi minuti dal termine attaccai l'area dal lato difeso da Lucy riuscendo a superarla con un doppio passo, ero completamente libera, dovevo solo tirare e così feci. Segnai il mio primo goal in nazionale e corsi verso la nostra panchina per festeggiare con le mie compagne. A match concluso decisi di avvicinarmi alla mora che era seduta a terra sfinita, un po' perché mi mancava essere a contatto con lei e un po' perché sapevo che potevamo essere riprese dalle telecamere e non volevo che i media iniziassero con la storia su una crisi all'interno dello spogliatoio blaugrana.
"Bella partita." dissi allungandole la mano per aiutarla ad alzarsi, lei mi guardò quasi incredula, poi la afferrò.
L: "Bella fasciatura" disse indicandosi la zona in cui mi avevano applicato una benda.
"Si, credo ci vorranno dei punti, la tua amica mi ha fatto un bel regalo" sbuffai.
L: "Mi dispiace, cercherò di parlarle..."
"Tranquilla. Ti va di scambiarci la maglia?" le chiesi.
Prontamente si sfilò la maglia ed io feci lo stesso, così ce le scambiammo e poi ci incamminammo nel tunnel per gli spogliatoi continuando a commentare la partita. Appena rientrata lo staff medico mi applicò alcuni punti di sutura sulla ferita ed io mi feci un selfie postandolo nelle storie IG e scrivendo "bisogna prendere a calci il pallone, non la testa degli avversari". Il comportamento della ex di Lucy era stavo veramente scorretto e sui social alcune persone addirittura la osannavano gridando ad una giusta vendetta; era proprio questo che volevo evitare e invece ogni giorno che passava mi ritrovavo sempre più invischiata in quel gossip.
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Il cuore nel pallone
FanfictionLucia Grimaldi è una ragazza napoletana di 24 anni con il sogno di giocare in una grande squadra e vincere quanti più trofei possibili. La sua carriera è iniziata tardi, colpa di suo padre che non voleva farla giocare ad uno sport che lui riteneva f...
