Le giornate in Portogallo scorrevano facilmente tra allenamenti, riunioni tattiche e ore trascorse a conoscersi meglio. Il rapporto con Leah procedeva a gonfie vele; da quella sera c'era stata realmente una tregua tra di noi e finalmente avevo conosciuto la splendida persona che avevo sempre visto nei video, quella che durante la finale di Nations League mi aveva sorriso sapendo fosse la mia prima volta come capitano della mia nazionale.
Quella mattina eravamo tutte in palestra ad allenarci, mancavano pochi giorni alla partita contro il Benfica e, quindi, anche alla fine del ritiro qui.
Era importante allenare anche il corpo, oltre ad affinare la tecnica e le tattiche, l'avevo compreso bene nonostante fossi diventata parte dell'Arsenal solo da poco tempo.
Le ragazze erano tutte molto concentrate, ma nell'aria c'erano un po' di energie negative. Nessuno lo diceva, ma tutte noi riuscivamo a sentirle, persino Beth quel giorno era meno Beth del normale: non aveva ancora fatto scherzi a nessuno, non si era ancora sentita la sua risata invadere la stanza, sembrava anche un po' triste, in realtà.
Quella mattina l'addetta alla musica era Leah, quindi dalle casse continuavano ad uscire le melodie degli ABBA, delle Spice Girls e di Adele, alternate a qualche canzone country che, a quanto pare, era uno dei generi più amati dalla squadra.
La bionda si trovava dall'altra parte della stanza sul tapis a fare cardio ed aveva una visione ottima su di me che ero intenta ad armeggiare con il bilanciere; di tanto in tanto mi mandava occhiate feroci per dirmi che mi stava controllando e dovevo allenarmi bene.
Texas Hold'em di Beyoncè veniva sparata a tutto volume dalle casse dello stereo e il rumore dei pesi che toccavano terra sembrava quasi tenere il tempo della musica.
Avevo appena finito l'ultima serie e stavo andando a posare i dischi dei pesi quando Jonas entrò nella stanza diretto verso lo stereo per spegnerlo, seguito a ruota da Renée, la sua vice.
"Ragazze, un po' di attenzione, riunitevi qui davanti, ho una comunicazione per voi." disse l'olandese con la faccia seria, poi fece un segno con la mano per far avanzare di alcuni passi l'allenatore.
In pochi secondi eravamo tutte lì riunite. Io, Leah e Kim eravamo nelle file posteriori e nessuna delle due capitane sembrava sapere di cosa si trattasse, visto i loro sguardi confusi.
"Come sapete il mercato è aperto e noi ci siamo ampiamente con le mani dentro. Dopo l'arrivo di Lucia siamo stati costretti a riequilibrare un po' la squadra ed era inevitabile effettuare qualche cessione." disse guardandoci tutte negli occhi.
Dalle sue spalle spuntò Jen che si fermò tra gli allenatori ed il resto della squadra. Si sentì quasi come un sussulto da parte di tutte; nessuno si aspettava che ad essere ceduta sarebbe stata proprio lei.
"Ho fatto parte di questa squadra per così tanti anni che ormai ne ho perso il conto" prese parola la scozzese.
"Questa maglia mi ha dato tanto ed io ho cercato di ripagare i tifosi e la società come meglio potevo, dando sempre il massimo fuori e dentro il campo. So che è il mio momento di andare perchè sono vicina alla fine della mia carriera e con questo trasferimento farò riempire almeno in parte le casse del club che, per riuscire finalmente a vincere il campionato, ha bisogno di nuova benzina oltre a voi che siete già qui. Voglio che questo sia il mio ultimo gesto d'amore per la famiglia dell'Arsenal." aveva gli occhi lucidi e la sua voce iniziò a tremare un po'.
"Non andrò via subito, finirò il ritiro con voi e saluterò i tifosi all'Emirates. Andrò in America, quindi ho un po' di tempo prima che inizi il campionato, ma ci tenevo che veniste a sapere questa cosa da me e non da qualche articolo speculativo." fece un sospiro e qualche passo indietro, segno che il suo discorso era finito.
Guardai la faccia di Leah, aveva gli occhi lucidi e si vedeva chiaramente quanto stesse combattendo per non piangere.
Kim fu la prima ad avvicinarsi a Jen per abbracciarla, seguita a ruota dal resto della squadra.
Io fui una delle ultime a raggiungerla, mi sentivo quasi in imbarazzo a togliere quel tempo a qualcun altro. L'abbracciai velocemente, ma quando mi stavo per staccare lei mi strinse nuovamente.
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Il cuore nel pallone
FanfictionLucia Grimaldi è una ragazza napoletana di 24 anni con il sogno di giocare in una grande squadra e vincere quanti più trofei possibili. La sua carriera è iniziata tardi, colpa di suo padre che non voleva farla giocare ad uno sport che lui riteneva f...
