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Sono passati solo pochi giorni dalla partita contro il City, ma a me sembrano settimane. E non perché il tempo stia rallentando, anzi. Ogni ora che passa mi sento più viva, più dentro le cose, più parte di qualcosa. Di nuovo.

Il via libera è arrivato stamattina, in maniera quasi solenne, tra un sorriso della fisioterapista e una stretta di mano che mi ha fatto tremare le gambe più della mia prima convocazione in Nazionale. "Puoi iniziare a camminare senza stampelle," mi ha detto. Un piccolo passo, ma per me è sembrato un salto olimpico. Ho lasciato quelle stampelle nell'angolo dello spogliatoio come si lasciano le zavorre. La sensazione di libertà, anche se limitata, è stata immediata. E dolce. Finalmente torno a sentirmi atleta.

Il primo allenamento, anche se fatto a parte e pieno di esercizi noiosi per rinforzare il ginocchio, mi ha ridato fiato. Persino il suono dei tacchetti delle altre sul campo mi è sembrato una sinfonia. Renee è passata un paio di volte a controllarmi, lanciandomi uno sguardo d'intesa. È brava a non far pesare le cose, ma ho visto la soddisfazione nei suoi occhi.

Eppure, anche in una giornata così piena di luce, c'è sempre un'ombra pronta a insinuarsi.

Quando ho ripreso il telefono dopo la sessione, la schermata era invasa dalle notifiche. Foto ovunque. Io e Leah in campo, io che la abbraccio da dietro, lei che ride... e poi i soliti commenti. La maggior parte erano affettuosi, pieni di ship name creativi e cuoricini virtuali. Ma poi c'era quel messaggio. Quello.

Lucy.

Non mi scriveva da settimane. L'ultima volta che avevo visto il suo nome comparire sullo schermo, era stato per qualcosa di neutro, quasi cordiale. Ma stavolta no.

"Carina la nuova recita in pubblico. Ti piace proprio metterti in mostra. Complimenti. Sei sempre stata brava a farti notare. Ma stavolta ti sei superata!"

Ho letto quel messaggio almeno dieci volte. Non c'era una parolaccia, né un'accusa diretta. Ma c'era veleno. Quello sottile, che sa dove colpire.
E c'erano quelle ultime parole che mi si erano stampate in testa come un marchio a fuoco:

"Sei sempre stata brava a farti notare. Ma stavolta ti sei superata!"

Mi è mancato il fiato per un istante. Ero seduta sul lettino della fisioterapia, con il ghiaccio sul ginocchio e le mani che tremavano leggermente.
Avevo cancellato quel numero, eppure eccola lì, Lucy. Sempre capace di infilarsi tra le pieghe della mia serenità.

Ho pensato di rispondere. Poi ho pensato di ignorarla. E alla fine... ho fatto uno screenshot e l'ho mandato a Leah, con una sola parola:

"Guarda."

Non ha risposto subito. Ma dopo qualche minuto è arrivato il suo messaggio:

"Non merita attenzione. Ma tranquilla, ho già risolto."

E ho capito cosa intendesse quando, più tardi, Chloe mi ha mostrato il profilo di Lucy. Leah non la seguiva più.

"Ma che succede tra loro due?" ha sussurrato Chloe, con quel suo tono da detective improvvisata. "C'è del drama?"

Ho fatto spallucce, cercando di sembrare neutra. Ma dentro di me c'era un turbine.

Non mi sentivo in colpa. E non mi sentivo in torto. Ma era inevitabile sentirmi responsabile di qualcosa che non avevo cercato. Leah aveva fatto una scelta. E io non potevo far finta che non mi toccasse.

La sera, seduta in cucina con la gamba sollevata su una sedia, ho ricevuto un altro messaggio. Stavolta da Leah che era impegnata ad un evento benefico.

"Va tutto bene?"

Le ho risposto subito:

"Sì. Solo un po' scossa. Ma sto bene."

E dopo qualche secondo:

"Mi dispiace se ti ho messo in mezzo a questa cosa."

Il suo messaggio è arrivato quasi istantaneamente:

"Tu non mi hai messo in mezzo a niente. Lucy è un capitolo chiuso. Io sono qui. Con te."

Mi sono sorpresa a sorridere da sola, il telefono stretto tra le mani come un talismano.

Domani si ricomincia. Un altro giorno di esercizi, di sudore, di piccoli passi. Ma stasera, mentre fuori piove leggero e dentro sento un calore strano sotto le costole, so che sto tornando. Non solo sul campo. Sto tornando a me stessa.

E stavolta, con Leah al mio fianco, nessuno può più farmi vacillare. Nemmeno Lucy.

Il cuore nel palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora