Il giorno dopo l'eliminazione dalla Champions League sembrava grigio anche se fuori splendeva il sole. Lo era per tutte noi, ma in particolare per me. Avevo dormito poco e male, ancora rivedevo quel tiro di Alexia entrare in porta, ancora sentivo l'urlo del Camp Nou e il tonfo sordo delle mie ginocchia contro l'erba. Ma non potevamo permetterci di rimanere troppo tempo a leccarci le ferite: ci aspettavano nuovi obiettivi, nuove battaglie.
La riunione con Renèe e lo staff tecnico fu dura. Ci ritrovammo nella sala video del centro sportivo, tutte sedute in silenzio davanti allo schermo. Renèe, in piedi, lo sguardo fermo ma non accusatorio, iniziò a parlare con la sua solita calma.
"Ragazze, oggi non siamo qui per puntare il dito. Siamo qui per imparare. Per crescere. Siamo arrivate in semifinale di Champions, contro una delle squadre più forti al mondo. Abbiamo fatto un percorso incredibile. Ma voglio che riguardiamo insieme i momenti chiave. Perché la differenza tra vincere e perdere, a questi livelli, si gioca sui dettagli."
Il video partì. Rivedemmo l'andata, i nostri errori di posizionamento, alcune scelte affrettate. Poi la partita di ritorno. Mi vidi correre, pressare, segnare. Ma vidi anche Alexia, il suo tiro perfetto, la nostra linea difensiva sbilanciata.
"Qui," disse una delle analiste, fermando il fotogramma, "vedete come ci siamo fatti attrarre troppo dalla palla. Tre giocatrici nostre su Aitana, lasciando Alexia libera al limite. Questo è un errore di lettura. Dobbiamo migliorare nella comunicazione."
Leah alzò la mano. "Mi prendo la responsabilità per quella chiamata. Avrei dovuto stringere di più su Alexia."
Renèe annuì. "Non si tratta di colpe. Ma di consapevolezza. E questo è già un passo avanti."
Alla fine della riunione uscimmo in silenzio, ognuna persa nei propri pensieri. Mentre camminavo verso il mio armadietto, ricevetti un messaggio dalla mia agente: "La dirigenza del Barça vuole parlare con te. Vogliono riportarti a casa."
Mi si fermò il respiro per un secondo. Lessi e rilessi quel messaggio tre volte. Poi risposi con un semplice: "Va bene. Possiamo parlarne, ma voglio decidere a fine stagione."
Passai il pomeriggio a pensare. Arsenal o Barcellona? Londra o casa mia? L'amore che avevo trovato o le radici che avevo lasciato?
La bilancia era instabile. C'era l'Arsenal, dove avevo trovato il mio ritmo, dove Leah era diventata più di una compagna. Ma c'era anche il Barcellona, la squadra che mi aveva cresciuta, la città dove ogni angolo aveva un ricordo.
Decisi di non dire nulla a Leah. Non ora. Non dopo quello che mi aveva confessato a Barcellona. Avevo bisogno di tempo. E lei pure.
Per fortuna, la vita non dava troppo spazio per le riflessioni: avevamo una semifinale di FA Cup da giocare. E la corsa al campionato era ancora apertissima. Tre giornate alla fine, quattro punti dal Chelsea.
Contro il Crystal Palace non potevamo sbagliare. Niente andata e ritorno, solo una partita. O dentro o fuori.
Lo spogliatoio, prima del match, era concentrato. Nessuna sottovalutava l'avversario.
Renèe entrò con la sua solita presenza calma ma autorevole.
"Queste partite si vincono con pazienza e lucidità. Loro si chiuderanno, lo sappiamo. Ma dobbiamo avere il coraggio di insistere, di non cadere nella frustrazione. Se restiamo unite, troveremo il varco. E quando lo troveremo, dovremo essere spietate."
Il primo tempo fu tosto. Loro si chiudevano a riccio, ogni nostro attacco finiva tra i loro tacchetti. Mi muovevo tra le linee, cercando di aprire spazi, ma era come correre contro un muro.
Nell'intervallo, sudate e frustrate, ascoltammo Renèe con attenzione.
"Lucia, spostati di più a sinistra. Portati dietro la loro mezzala, attirala fuori. Leah, quando questo succede, salta la linea con un cambio di gioco veloce. Voglio vedere più coraggio nei passaggi."
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Il cuore nel pallone
FanfictionLucia Grimaldi è una ragazza napoletana di 24 anni con il sogno di giocare in una grande squadra e vincere quanti più trofei possibili. La sua carriera è iniziata tardi, colpa di suo padre che non voleva farla giocare ad uno sport che lui riteneva f...
